Dino Fava, l'uomo in più per la salvezza

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Fabio Brini, per il decisivo sprint finale del campionato che vedrà i granata impegnati nel disperato tentativo di raggiungere la salvezza, potrà di nuovo disporre di un’importantissima pedina: Dino Fava Passaro sembra, finalmente, aver superato il personale calvario fisico che nel corso della stagione lo ha costretto più in infermeria che sul rettangolo verde; correva il mese di Ottobre quando l’ariete nativo di Formia, in un contrasto aereo durante il match con l’Ancona, si procurò la frattura composta della mandibola: è l’inizio di un lungo travaglio che, solo apparentemente, sembra terminare a fine gennaio quando Mutti decide di fargli riassaporare il campo negli ultimi dieci minuti di gara contro il Sassuolo. Il bomber granata pian piano inizia a recuperare la forma migliore e a segnare gol pesantissimi (come a Frosinone) e bellissimi (di tacco al volo contro il Modena); anche la squadra ne trae notevole giovamento e la salvezza sembra non essere più solo un miraggio. I problemi però sono di nuovo dietro l’angolo: a Trieste il ginocchio scricchiola, ma Castori lo tiene in campo e lo rischia anche il match successivo a Pisa; brutte avvisaglie che si concretizzano nella gara interna col Piacenza quando un risentimento muscolare alla coscia sinistra, che si rivelerà più grave del previsto, lo costringerà ad un nuovo lungo stop di oltre quaranta giorni. E’ recente l’ennesimo, si spera definivo, rientro: a Rimini uno scampolo di gara e rete sfiorata in varie occasioni. Ora, con Iunco fermo ai box e Di Napoli in condizioni fisiche quantomeno approssimative, il recupero dell’ex punta dell’Udinese potrebbe risultare decisivo per il prosieguo del cammino della truppa granata che, senza Fava, ha patito più del dovuto il confronto con le difese avversarie: si può tranquillamente dire che Fava, non essendo Fragiello proponibile in cadetteria, sia l’unico giocatore insostituibile della rosa e la sua assenza prolungata dà l’idea di quanto sia stata sfortunata la Salernitana a vedersi privata di uno dei suoi calciatori più forti. Per rendere meglio l’idea, in termini numerici, i granata senza Dino Fava hanno racimolato la miseria di 1,11 punti di media a partita; al contrario, nelle occasioni in cui ha giocato dal primo minuto senza essere costretto ad abbandonare il campo per infortunio, la media punti è di 1,54 a partita, ruolino di marcia che, per assurdo, se confermato per le quaranta partite finora disputate avrebbe portato la Salernitana a ridosso della zona play-off.

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