Guglielmo Acri foto Giuseppe Maffia
Dopo settimane di silenzio, la società è tornata davanti ai microfoni per commentare l’attuale, difficile, momento della Salernitana. L’onere è spettato al d.s. Guglielmo Acri che, dallo studio di un’emittente locale, ha provato, talvolta in maniera anche ostinata, a giustificare tutte le scelte societarie. “Ad inizio stagione addirittura mi è toccato gettare benzina sul fuoco, da più parti sentivo parlare di campionato di vertice. Sulla carta siamo una buonissima squadra, anche nel reparto avanzato: Caputo, Fava e Ferraro hanno segnato parecchi gol nella passata stagione e non vedo perchè non dovrebbero ripetersi. Il problema è l’insieme, non i singoli”. Pungolato dai presenti in studio, Acri si è espresso nuovamente anche su Di Napoli: “Fin dal primo giorno dal mio arrivo sono stato fin troppo chiaro: il calciatore era fuori dai parametri economici di budget fissati dalla società. Per una questione di equilibrio interno del gruppo, non potevamo tollerare che un calciatore prendesse una cifra così spropositata rispetto al resto della squadra. Posso confermare che Montervino rientra a pieno nei paletti fissati ad inizio stagione”. Su presunte necessità di rinforzi, specie nel pacchetto arretrato: “Per quanto mi riguarda, stiamo bene così. Per Machado non si tratta di una bocciatura definitiva ma di scelte tecniche del mister. Cari l’abbiamo scelto per le sue motivazioni e capacità tattiche. Abbiamo preferito puntare sul suo entusiasmo piuttosto che convincere un tecnico già affermato ma titubante ad accettare la sfida”. In conclusione: “Solo chi non opera non sbaglia. Non ho rimpianti ma allo stesso tempo resto convinto della bontà del lavoro portato avanti finora e assolutamente certo che i reali valori tecnici di questo gruppo emergeranno e porteranno la squadra al raggiungimento dell’obiettivo prefissato”.
Contemporaneamente, raggiunto telefonicamente da un’altra emittente locale, è stato il turno di Franco Zavaglia, chiacchieratissimo procuratore di numerosi calciatori granata, considerato da più parti il “regista occulto” di tutte le operazioni di mercato della Salernitana. Accusato dagli striscioni degli ultras di essere uno dei colpevoli del pessimo inizio di stagione, il fondatore della GEA ha voluto pubblicamente chiarire la propria posizione: “Sono convinto che i tifosi siano sobillati da qualcuno: mi sembra assurda questa contestazione, anche perchè la squadra sta iniziando a girare abbastanza bene. La Salernitana ha un ottimo organico, capace di lottare anche per qualcosa di più della tranquilla salvezza. Non è vero che ho fatto la squadra: ci sono i dirigenti preposti alla costruzione dell’organico. Ho alcuni miei assistiti in rosa, come del resto l’anno scorso, e questo per me è un onore. Si tratta di calciatori validi per la categoria, richiesti esplicitamente da Brini. Collaboro con la Salernitana così come del resto con altre squadre: non m’interessa sistemare i calciatori a tutti costi, ma metterli nelle condizioni migliori per emergere al massimo, con piena soddisfazione di tifoseria e società. Finora ho portato calciatori importanti, come Pestrin, che ha rifiutato offerte allettanti come quella del Torino e si è addirittura ridotto sensibilmente l’ingaggio per rimanere in granata. Sono un uomo del sud, e come tale conosco e stimo le tifoserie calde e passionali come quella di Salerno: sono fermamente convinto che la Salernitana riuscirà a salvarsi con assoluta tranquillità, a patto che la tifoseria lasci perdere la contestazione e riprenda a sostenere la squadra come del resto hanno sempre fatto”.
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