Da un bianconero all’altro: la Salernitana è attesa dalla difficile trasferta del “Dino Manuzzi” dove gli uomini di Cari affronteranno una delle matricole terribili di quest’inizio di stagione: il Cesena di Pierpaolo Bisoli. Dopo Pane, un altro giovane allenatore emergente sulla strada dei granata. Ne è passata di strada da quando l’ex mediano pupillo di Carletto Mazzone sedeva per la prima volta sulla panchina dei romagnoli, proprio a Salerno, l’anno scorso in Coppa Italia. In mezzo, uno splendido campionato vinto senza passare per gli spareggi, ed un ottimo avvio di stagione in cadetteria. I bianconeri infatti sono in serie positiva da ben sei turni (tre vittorie e tre pari) e finora hanno collezionato un solo stop, per altro immeritato, alla prima giornata contro la Reggina. La truppa di Bisoli, pur essendo abituata a respirare aria d’alta classifica, non deve correre il rischio di montarsi la testa e qui sta alla bravura del tecnico tenere a freno l’entusiasmo dei giovani del gruppo. L’ex mediano di Cagliari e Brescia, come detto, è uno degli allenatori più promettenti in circolazione. Dotato di grande sagacia tattica già da calciatore, Bisoli ha lavorato bene in tutte le esperienze fatte finora: Prato (dove ha scoperto Diamanti), Foligno ed appunto Cesena. Predilige un calcio offensivo, veloce, senza eccessivi tatticismi: la mentalità trasmessa alla squadra è quella di cercare sempre di giocare per vincere.
Acque agitate invece dal punto di vista societario: in settimana il presidente Igor Campedelli (fratello dell’ex granata Nicola, da poco ritiratosi a causa di un gravissimo infortunio) ha dato il benservito al d.s. Antonio Recchi, ufficialmente per incompatibilità caratteriale col presidente. Secondo voci di corridoio, pare che il presidente abbia addebitato al d.s. l’ingaggio di calciatori in precaria forma fisica (come Sinigaglia e Bucchi, a segno nell’ultima giornata a Sassuolo) e il mancato sostegno da parte di alcuni sponsor promessi.
Il Cesena è reduce da due pareggi consecutivi per 1-1. Nell’ultimo match Bisoli ha effettuato un pò di turn-over risparmiando in particolare il brasiliano Do Prado, ex Perugia e Catania, che in Romagna sta vivendo una seconda giovinezza, ed il giovane camerunense Matute, allenato da Cari lo scorso anno ad Arezzo. Le prestazioni dei sostituti, Sinigaglia e Parolo, pupillo di Bisoli, non hanno convinto il trainer bianconero che pertanto contro la Salernitana dovrebbe tornare all’undici base che finora ha sempre ben figurato. Gli unici assenti sono i lungodecenti Giaccherini e Cusaro, quest’ultimo a causa di un terribile infortunio patito alla prima giornata. Nessun dubbio invece riguardo al modulo: il 4-2-3-1 è lo schieramento preferito da Bisoli, disposizione che riesce ad esaltare le caratteristiche dei due calciatori più talentuosi dell’organico: stiamo parlando dell’argentino Matias Ezequiel Schelotto e del bosniaco Milan Djuric. Schelotto (classe 1989), in comproprietà con l’Atalanta, è un esterno di fascia longilineo ma rapidissimo, abile nel dribbling e nelle progressioni. Deve migliorare nella freddezza sottoporta, talvolta anche a causa della sua eccessiva generosità. Djuric (classe 1990), interamente di proprietà dei bianconeri, è la classica “torre” fortissima nel gioco aereo, abile a fare a sportellate con i difensori avversari e ad aprire varchi importanti per i compagni.
PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1)
1 Antonioli, 27 Petras, 14 Volta, 6 Biasi, 3 Lauro; 44 Piangerelli, 19 De Feudis; 7 Schelotto, 88 Matute, 10 Do Prado; 22 Djuric. Allenatore: Pierpaolo Bisoli.
A disposizione: 13 Tardioli, 4 Giunchi, 20 Castiglia, 32 Pedrelli, 18 Parolo, 8 Bucchi, 9 Sinigaglia
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