Nicola Salerno foto ecodisardegna.com
Salutato non senza rancore Guglielmo Acri, il cui contratto, per ora, resta in essere, Antonio Lombardi si è buttato a capofitto alla ricerca di un sostituto che possa garantire la giusta esperienza nella gestione quotidiana dell’area tecnica e, contemporaneamente, ottime conoscenze in sede di calciomercato. L’identikit non corrisponde nè a Giuseppe Cannella (Lombardi ha ancora impresse le dichiarazioni polemiche delle scorse settimane) nè all’avvocato Maglione, legato contrattualmente al Bologna. Il nuovo direttore sportivo è invece Nicola Salerno, navigato dirigente con grande esperienza in cadetteria oltre che in Serie A. L’accordo è stato formalizzato in mattinata dopo che le due parti si erano incontrate nella serata di lunedi.
Salerno, nato a Matera il 3 Agosto 1956, ha mosso i primi passi da dirigente proprio nella città natale. Ha proseguito la carriera facendo tanta gavetta in campi di provincia come quelli di Ravenna, Licata e Trieste. Riesce ad imporsi in una società “nobile decaduta” quale il Messina che in brevissimo tempo sotto la sua gestione, dal 1997 al 2002, passa dal CND alla Serie B. Dirigente autonomo, non legato a nessun gruppo di potere, riceve il benservito dai Franza che, dietro spinta di Moggi, affidano la gestione societaria alla coppia Pavarese/Fabiani. Dopo il licenziamento trova un nuovo incarico in Sicilia in quel di Catania, esperienza che fa da preludio all’approdo in massima serie in un’altra isolana, il Cagliari di Massimo Cellino. Era la squadra che annoverava in campo ancora le magie di Gianfranco Zola, oltre che calciatori del calibro di Suazo, Esposito, Gobbi e Iezzo, giusto per citare i più rappresentativi. Dopo un breve intermezzo in terza serie in quel di Foggia, Salerno ritorna a Cagliari nel 2007, rifondando la squadra dopo la fine del precedente ciclo. Canini, Acquafresca, Jeda, Matri e Foggia, oltre che gli ingaggi di Giampaolo prima e Ballardini poi, le sue ultime mosse da dirigente della squadra sarda prima che uno screzio con Cellino ne decretasse la fine dell’esperienza in rossoblù nel febbraio 2008. Grande conoscitore del calcio italiano, soprattutto delle serie minori, Salerno metterà a disposizione della Salernitana la sua grande esperienza per riuscire nell’impresa salvezza.
Nella carriera di Salerno spuntano alcune “macchie”, quali il coinvolgimento in un giro di scommesse e partite “aggiustate” che vide coinvolti, qualche anno fa, giocatori come Marasco, Ambrosino, Aronica e gli ex arbitri Palanca e Gabriele. Il procedimento si concluse con un nulla di fatto.
La giornata di lunedi è stata a dir poco frenetica per il presidente Lombardi che, fin da domenica sera, aveva chiesto ad Antonio Imborgia di tornare. Ritorno non materializzatosi a causa degli impegni già assunti dall’ex d.g. granata, attualmente alla presidenza di una squadra di serie B belga al primo posto in classifica. Imborgia ha però suggerito a Lombardi di rivolgersi a Nicola Salerno, suo grande amico fin dai tempi in cui condivisero l’esperienza di Matera. L’alternativa a Salerno era rappresentata dalla candidatura di Guido Angelozzi. L’ex d.g. del Lecce, fresco di divorzio dal club salentino, non se l’è sentita di intraprendere subito una nuova avventura.
Nicola Salerno è quindi il nuovo d.s. della Salernitana. Il mercato è ancora lontano ma nell’immediato, secondo indiscrezioni, pare intenzionato a colmare il posto vuoto nella lista consegnata in Lega. Ancora presto per capire chi sarà il prescelto nella lunga lista di svincolati a disposizione. Rischia grosso anche Marco Cari, il cui apporto in panchina finora è stato tutt’altro che soddisfacente. Il trainer romano appare notevolmente in imbarazzo ed anche le dichiarazioni nel post partita contro il Cittadella confermano che l’attuale allenatore sta facendo una tremenda fatica a trovare il bandolo della matassa. Nicola Salerno è storicamente legato alla figura di Daniele Arrigoni, fin dai tempi in cui quest’ultimo era ancora calciatore a Trieste. Insieme hanno condiviso le vincenti esperienze di Messina e Cagliari e, in caso di mancato risultato a Lecce, si apriranno nuovi possibili scenari anche per la panchina: affidarsi ad un terzo allenatore dopo appena 10 giornate sarebbe l’ennesimo primato negativo di questa scellerata gestione societaria.
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Giovanni Perna
12 ottobre 2009
Giustamente per prendere un d.s. degno di questo nome dovevamo prima compromettere il campionato.
Mai capirò cosa gira nella testa di quel benedetto uomo.
Redazione SoloSalerno
12 ottobre 2009
La cosa assurda è rifiutare le dimissioni di Acri 7 giorni fa per poi mandarlo via e tenerlo a busta paga. Queste si che sono strategie di ALTA imprenditoria