Il capitano della Salernitana Luca Fusco
Dopo la prestazione convincente di sette giorni fa in casa con il Crotone, la Salernitana di Marco Cari incappa in un’altra sconfitta, l’ennesima stagionale, al termine di una gara giocata a tratti anche bene. Non ha convinto la difesa, che in tutte e tre le occasioni ha palesato i limiti visti in tutte le altre gare stagionali, compresa quella con il Crotone, dove nei primi cinque minuti il Crotone andò per ben due volte vicino al goal, con una parata di Polito, un palo clamoroso e un rigore richiesto.
Ma analizziamo nel dettaglio cosa è successo al Granillo di Reggio Calabria. Cari ha schierato una sorta di 4-4-2, con una difesa inedita per l’assenza di Kyriazis: con Machado relegato in panchina, sull’out di sinistra vi è Bastrini, difensore centrale di nascita ma adattato più volte al ruolo di terzino sinistro. Galasso sull’out opposto è confermato dopo la buona prova offerta con il Crotone; al centro Fusco fa coppia con Stendardo. Il quartetto di centrocampo è inedito: con Soligo e Jadid in mediana, Cozza viene dirottato sulla destra e non sulla sinistra come la scorsa settimana, con l’innesto di Carcuro sulla destra, in posizione inedita. In attacco il tandem Caputo-Fava.
Partiamo dal reparto offensivo: Fava ha fatto come sempre il suo gran lavoro, lottando con i due marcatori centrali amaranto, per dar maggiore spazio a Caputo. La punta casertana però è parso meno incisivo rispetto alle ultime uscite, anche se c’è da dire che ha avuto pochi palloni alti giocabili, il suo pezzo forte. Ancora una prova deludente per Caputo, che è rimasto in campo per tutti i 90 minuti: l’ex barese è apparso apatico e nemmeno l’entrata di Millesi e Ferraro, con il passaggio al 4-3-3 ha cambiato le cose. Proprio l’ex piacentino forse è stato il migliore degli attaccanti granata, contribuendo con il suo gioco di sponda alle azioni offensive granata, apparse troppo scontate.
Il centrocampo è stato forse il reparto che ha dato le maggiori certezze a mister Cari: ancora una volta una prova buona, anche se non ai livelli di sabato scorso, da parte di Jadid, che nel recupero ha trovato anche un euro-goal dai 20-25 metri, con un sinistro di pregevole fattura. Positiva anche la prova di Soligo, che quando viene schierato nel suo ruolo, offre sempre le giuste garanzie. Il centrocampista veneziano è andato per ben due volte vicino alla rete, grazie a due inserimenti centrali, ma sulla sua strada ha trovato un super Cassano che gli ha detto di no. Anche Cozza sull’out destro ho giocato una discreta gara, accentrandosi più volte e andando a raccogliere la palla in mediana dai piedi di Jadid. Il suo infortunio però ha complicato le cose per la Salernitana, ed appena lasciato il campo, con il 2 a 0 siglato da Cascione, la Salernitana non ha avuto più la forza di reagire. Unica nota forse stonata per il reparto centrale granata è stata la prova di Carcuro, schierato in una posizione insolita per lui: un esterno sinistro basso, con forte predisposizione all’accentramento che garantiva più copertura che spinta, mantendo la posizione. Insomma sull’out sinistro, vista già la presenza di Bastrini che non è un fluidificante di ruolo, forse ci voleva qualcuno che desse una spinta in più.
Ed infine arriviamo alla difesa, la vera nota dolente della squadra granata. I 18 goal subiti finora in 12 giornate sono numeri che lasciano davvero perplessi, specie se abbinati alla prestazione dei singoli offerta ieri a Reggio Calabria. Fatta eccezione forse per Stendardo, autore di una partita senza grosse sbavature, Fusco e compagni hanno un pò deluso. Il capitano, che fino a metà secondo tempo aveva disputato anch’egli una discreta gara, sul finire con il suo portar palla davanti la difesa, ha concesso al neo-entrato Missiroli di rubargliela e presentarsi a tu per tu con Polito, realizzando il terzo goal.Galasso non ha inciso più di tanto in fase offensiva, limitando al suo compitino in fase di contenimento; ma se su l’out di destra la Reggina non ha spinto, sulla fascia di Bastrini invece i padroni di casa hanno trovato il tallone di Achille della Salernitana. Buscè e spesso Brienza partivano proprio da li per costruire la manovra offensiva, sfruttando le difficoltà di Bastrini che terzino puro non è. E soprattutto il secondo goal, con Cascione che ha bruciato proprio l’ex doriano su calcio d’angolo, regalando il 2 a 0 che ha di fatto chiuso i giochi. Ma forse il neo più fastidioso di tutto il match è stato proprio il primo goal: una rete realizzata in contropiede con appena quattro tocchi tra Brienza, Pagano e Buscè che si è presentato a tu per tu con Polito. Un contropiede nato da un’azione di rimessa su calcio d’angolo in favore dei granata, che ha trovato la retroguardia spiazzata: prendere goal su contropiede fuori casa non è proprio l’ideale, specie per una squadra che deve fare punti a tutti i costi.
Insomma mister Cari ha ancora tanto da lavorare. Il reparto arretrato non ha ancora i giusti meccanismi e la mancanza di terzini di ruolo pesa sempre di più, gara dopo gara. Il Ds Salerno questo lo sa ed è già all’opera per portare in granata qualche uomo di spessore per la retroguardia, fin qui davvero insufficiente. Di scena sabato prossimo a Padova, la Salernitana dovrà portare a casa almeno un punto, per non perdere altro terreno nei confronti delle dirette concorrenti: dopo la vittoria del Crotone nello spareggio con il Piacenza, la zona play-out si è allungata a 10 punti, che potrebbero diventare 11 se il Mantova dovesse vincere il posticipo di domani con il Brescia. Insomma una classifica davvero pesante per la squadra granata, che in attesa dei rinforzi di gennaio e del ritorno di Merino dovrà racimolare più punti possibili, per non restare staccata dal treno-salvezza.
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