Questa settimana la rubrica Focus On si occuperà di Manolo Pestrin. Alla sua seconda stagione in granata, il mediano romano classe 1979, fu ingaggiato dalla squadra granata ad inizio stagione scorsa, voluto fortemente da Castori che lo aveva lanciato nel Cesena. Dopo un inizio difficile per via di un infortunio che non gli aveva permesso di svolgere l’intera preparazione, Pestrin disputò un buon campionato, specie sotto la gestione Castori. Con il cambio in panchina e l’arrivo di Brini, Pestrin fu messo leggermente da parte. Lombardi e la Salernitana però hanno deciso di puntare sul mediano ex Messina anche per quest’anno e così Pestrin è stato riconfermato, con addirittura un rinnovo triennale del contratto, ad opera del discusso duo Acri-Zavaglia, procuratore del giocatore.
Pestrin inizia la sua carriera nelle giovanili della Lazio, ma la sua gavetta dura poco, dopo alcune stagioni nel campionato nazionale Dilettanti. La prima chance da professionista infatti gli viene offerta dal Castel Di Sangro nel 1997/98, e vi rimane per altre due stagioni in serie C1, dopo l’amara retrocessione. Dopo approda prima al Lanciano in serie C e poi al Palermo in Serie B, ma li non trova posto e passa al Cesena, con il quale conquista una promozione in B al termine di un campionato esaltante. In panchina c’era proprio Castori, e i campionati successivi in serie B con gli adriatici lo portano sulla cresta dell’0nda, prima di approdare a Messina in serie A con il quale fa appunto il suo esordio in massima serie. In Sicilia resta due stagioni, fino al fallimento della società giallorossa: passa quindi alla Salernitana di Lombardi, alla corte ancora una volta di Castori.
Pestrin è un centrocampista duttile molto forte dal punto di vista fisico, dotato di ottime capacità di interdizione e grande aggressività tattica. Predilige giocare da centrale in un centrocampo a due, o da interno in un centrocampo a tre, anche se spesso viene utilizzato come regista arretrato.
L’inizio di campionato di Pestrin è stato purtroppo molto sottotono, come quello della Salernitana in generale. Ma forse Pestrin più di tutti ha subito dal punto di vista psicologico questo tracollo iniziale, e così le sue prestazioni sono state altalenanti, ma quasi mai all’altezza delle sue qualità. Nonostante il goal con il Crotone, siglato dopo alcuni minuti dalla sua entrata in campo, la stagione di Pestrin fin qui disputata forse è una delle peggiori della sua intera carriera. Contestato dai tifosi in più di un’occasione, viste anche le sue liti fuori dal campo, Pestrin deve rimettersi in gioco, per riconquistare la piazza e soprattutto il posto da titolare in squadra, che con l’avvento di Cari prima e Grassadonia poi, ha perso a vantaggio di Montervino e Jadid.
Per salvarsi la Salernitana ha bisogno anche del miglior Pestrin, di quello capace di fare la differenza in una categoria come la Serie B. La speranza di tutti è quella di vedere il “Bruce Lee” dei tempi di Cesena, come era stato soprannominato per le sue doti di gladiatore in mezzo al campo. A Grosseto sarà una battaglia e il gladiatore dovrà essere pronto a dare il suo contributo alla causa granata.
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