Nicola Salerno foto G. Maffia
Un punto che fa più morale che classifica. Il pareggio di Grosseto ha ridato ossigeno alla truppa granata, nonostante il ranking sia sempre nero. In Toscana gli uomini di Grassadonia hanno lottato, trovando il pari in un momento difficile. Il 2-2 finale, però, lascia l’amarezza all’interno dell’entourage salernitano, soprattutto per le “discutibili” scelte arbitrali nel corso dei 90′. Al riguardo, ha tuonato il ds Salerno, che nel dopogara si è fatto sentire, accusando ancora una volta la terna. Tanti gli episodi contestati dal neo direttore della Salernitana, che si ricollega alla gara di Padova, dove c’erano state recriminazioni forti sul penalty del 2-1 dei biancorossi.
A Grosseto la lista dei torti si è allungata: le ammonizioni comminate ai granata, il gol annullato a Soligo (in netta posizione regolare), oltre che almeno altri 3 fuorigioco dubbi fischiati all’undici di Grassadonia, e per finire la rete del 2-1 di Pinilla, su cui c’è più di un dubbio per un presunto fallo su Polito.
La Salernitana, ultima e staccata, non ci sta, e non vuole passare per la solita vittima sacrificale di ogni lega che si rispetti. Come capitato magari all’Avellino lo scorso anno, o nella stagione fallimentare di Zeman-Varrella di qualche stagione fa, quando da fanalino di coda, oltre ai limiti propri, bisognava lottare con l’ostruzionismo dei direttori di gara.
Quindi non solo Stefanini, ultimo della lista, sotto accusa nel dossier preparato dalla società del cavalluccio, pronta a farsi valere in Lega per evitare di giocare, ogni partita, in 11 contro 14.
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