Dopo oltre quaranta giorni ritorna alla vittoria la Salernitana, e lo fa con una grande prestazione, contro una delle big del campionato. L’Ancona di Salvioni infatti, terza della classe, è stata letteralmente travolta dall’undici granata, trascinati da un super Merino. Ma passiamo ad analizzare la formazione schierata dal duo tecnico Cerone-Grassadonia.
Il reparto difensivo visto all’opera a Frosinone è stato riconfermato in blocco, e come allora, i protagonisti hanno ripetuto le buone prestazioni disputate in terra ciociara. Balestri è sempre più padrone dell’out sinistro mentre Kyriazis sembra crescere dal punto di vista propositivo e offensivo. Stendardo, nonostante le contestazioni e i malumori manifestati è sempre più leader del reparto difensivo, e ha trovato in Peccarisi una spalla ideale. Proprio l’ex riminese, accantonato forse troppo precipitosamente e per troppo tempo, sembra essere ritornato quello delle stagioni romagnole, quando fu definito come uno dei migliori centrali della categoria. Puntuale negli anticipi e preciso nelle chiusure, Peccarisi insieme a Stendardo offre le maggiori garanzie in questo periodo, sia sul gioco aereo che palla a terra. Riuscisse ad evitare qualche svarione di troppo in fase di disimpegno, sarebbe il massimo.
Altre conferme arrivano per i centrocampo: oltre al solito inesauribile e fondamentale Soligo, coadiuvato dal sempre pronto Tricarico, il rientro di Montervino ha fatto davvero la differenza. Onnipresente in mezzo al campo, l’ex della gara ha fatto sentire la sua rabbia agonistica e la sua esperienza, mettendo in scena tutto il suo valore aggiunto, che lo rende un lusso per la categoria. Finalmente abbiamo visto il vero Montervino, quello che si è conquistato la fascia di capitano nel Napoli e che ha portato la croce partenopea per molte stagioni. Davvero una buona notizia per la Salernitana.
Arriviamo al reparto avanzato. Possiamo definirlo un reparto dai due volti: da un lato Fava e soprattutto Caputo, ancora una volta decisamente sottotono, e dall’altro Merino e Dionisi, decisamente sopra le righe. Fava ha lavorato ancora una volta soprattutto lontano dalla porta, cercando sponde e andando alla conclusione solo nel finale, colpendo un palo con un tiro deviato. Caputo, discorso a parte per il rigore procurato con un pizzico di furbizia, ha sbagliato ancora una volta molto negli ultimi 16 metri e la sostituzione con Dionisi si è rivelata inevitabile. Proprio il neo-acquisto Dionisi, entrato in campo per poco più di 15 minuti, ha fatto tutto quanto realizzato da Caputo nell’arco di mezza stagione: 2 goal. Due goal nel giro di 5 minuti, che hanno denotato la sua freddezza sottoporta, il suo senso della posizione e sopratutto la sua voglia di far bene. Insomma quello di cui ha bisogno la Salernitana in questo momento.
E poi c’è Merino. Che dire di Merino? Beh possiamo dire che è tornato il Merino che tutti noi conosciamo e che tutti noi aspettavamo con ansia e trepidazione: il Merino in grado di incantare, di trascinare e soprattutto di far vincere la Salernitana con le sue giocate, al limite tra la spettacolarità circense e quel manuale del calcio tanto osannato dal buon Jose Altafini. Goal (su rigore), punizione, assist e dribling a non finire, in grado di far imbestialire gli avversari e indurli al fallo, con conseguente cartellino giallo. Insomma un vero e proprio leader che prende per mano la squadra e può davvero condurla ad un sogno chiamato salvezza.
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