Salernitana – Piacenza: promossi&bocciati

Federico Dionisi foto G. Maffia

La Salernitana stabilisce un piccolo “record” in questa sua sciagurata stagione; per la prima volta, infatti, riesce nell’impresa di conquistare due vittorie consecutive. I granata superano anche il Piacenza confermando l’ottimo momento di forma psicofisica. I ragazzi di Grassadonia e Cerone hanno dimostrato di credere ancora in un’impresa allo stato dei fatti sempre disperata, aspetto che lascia ben sperare per il futuro ma che aumenta il rammarico per ciò che poteva e doveva essere fatto dalla società per migliorare l’organico a Gennaio.

CIRO POLITO seconda partita consecutiva senza tifosi granata, secondo rigore parato, seconda vittoria. Casualità? Forse. L’unica cosa certa è che il portierone napoletano ha ritrovato tranquillità e quell’autorità nel comandare e sgridare, quando necessario, i compagni di difesa. Ritrovato.

FEDERICO DIONISI ok, forse non diventerà più forte di Bobo Vieri, come audacemente profetizzato dal suo procuratore, ma il ragazzo ha stoffa da vendere e soprattutto vede la porta come pochi. Il Piacenza non lascia spazi e nel primo tempo fa fatica a liberarsi al tiro. Nella ripresa beneficia dell’ingresso di Caputo, con il quale duetta in maniera interessante. Avrebbe meritato il gol, le traverse dell’Arechi tremano ancora. Bomber di razza.

ROBERTO MERINO chissà come sarebbe andato il campionato se il folletto andino non si fosse infortunato nei primissimi giorni di ritiro. Sicuramente in maniera diversa: da quando è rientrato, infatti, la Salernitana ha cambiato passo grazie alle sue giocate. Dribbling, accelerazioni, cambi di passo: questo il suo biglietto da visita messo al servizio della squadra. Giocoliere.

ABDERRAZZAK JADID rigore procurato a parte (il terzo in altrettante gare), denota una condizione fisica preoccupante che lo porta ad essere sempre in ritardo sui contrasti oltre che poco lucido nella fase d’impostazione di gioco. Sbaglia una quantità industriale di passaggi e di tiri dalla distanza a dir poco pretestuosi. Con Merino in campo, l’unico in grado di accendere la luce, occorre un centrocampo di sostanza. Per lui ci sarà posto in panchina di qui in avanti. Calamità naturale.

FRANCESCO COZZA in difficoltà a districarsi nelle maglie strette della difesa emiliana. Fatica a trovare la giusta collocazione in campo: nelle intenzioni del duo tecnico avrebbe dovuto, all’occorrenza, anche fungere da “finto centravanti”. Nulla di tutto questo: il trequartista calabrese si è reso protagonista di una prova abulica, inconsistente che gli costerà il posto ad Ascoli. Impresentabile.

IL GIUDICE SPORTIVO una giornata di sole meravigliosa, una bella partita, una squadra che lotta, combatte ed onora la maglia granata. Insomma, le condizioni ideali per assistere ad una partita di calcio. L’unica nota stonata? Gli spalti desolatamente vuoti, le voci dei calciatori che rimbombano in un Arechi deserto, scenario che speriamo di non rivedere mai più. Il calcio è passione, il calcio sono i tifosi, il calcio è dei tifosi. Fatevene una ragione.

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