Segnali preoccupanti da reparto difensivo, che ha concesso il tappeto rosso agli avversari in occasione di 3 dei 4 gol presi al Del Duca. Sotto accusa anche Cerone e Grassadonia per alcune scelte tecniche opinabili. Intanto Fusco ha recuperato e potrebbe rientrare col Cesena.
Nell’anno orribile della Salernitana, c’è poco spazio per salvare il salvabile. In quel di Ascoli, risultato negativo a parte, la difesa è tornata “allegra” sui goal subiti, ricordando i fantasmi del girone d’andata; qualcuno ha anche attaccato l’operato del duo Cerone-Grassadonia. Molti gli interrogativi che i tifosi si sono posti: perché Balestri, reduce da un infortunio muscolare e, quindi, da meno allenamenti rispetto a Pippa, peraltro confortato dalla buona prova col Piacenza? Perché insistere con Bastrini al centro della difesa quando Stendardo, screzi con la società ed i tifosi a parte, sta disputando, in queste settimane, discrete partite? Perché, dopo aver sostituito Merino per problemi fisici e Jadid, anch’egli non al top, si è tolto dal campo anche Cozza, unico giocatore dai piedi buoni rimasto tra i granata che, seppur stanco, avrebbe sempre potuto inventare qualcosa? Troppo presto (mancavano 25 minuti) per cominciare a chiudersi e infatti, una volta subito il pari, la squadra non aveva in campo elementi in grado di imbastire azioni pericolose, tant’è che i calci di punizione sono stati affidati a Montervino, il che è tutto dire. E sappiamo tutti come sia andata a finire…
Con il rientro di Fusco, previsto per la gara contro il Cesena, la Salernitana avrà a disposizione una pedina in più per rintuzzare il reparto arretrato, nonostante il capitano sia stato più volte coinvolto in prima persona nelle prestazioni deludenti dei suoi. Ad oggi, per rendimento, la coppia centrale di maggior affidamento sembra essere quella composta da Stendardo e Peccarisi, forse poco veloce ma certamente molto fisica. A questo punto, essendo Kyriazis tutto fuorchè un terzino, perché non azzardare una difesa a tre? Tanto, non c’è più nulla da perdere…
Sui terzini, poi, avendo cominciato il campionato con Machado e Galasso, varrebbe la pena stendere un velo pietoso, ma è d’obbligo sottolineare quanto, ancora una volta, al società non abbia saputo gestire un calciatore come Pippa, non certo un fenomeno, ma pur sempre un ragazzo di discrete qualità: non per niente, infatti, di lui s’è parlato come uno dei migliori giovani della scorsa Lega Pro, tanto che è riuscito a strappare una convocazione per le Universiadi, dove ha avuto un infortunio muscolare. Arrivato a Salerno, il terzino ha avuto continue ricadute, forse da imputare al pessimo lavoro svolto dai preparatori atletici di Brini e Cari, ma non è stato inserito in lista quando, almeno a Dicembre, avrebbe potuto dare il suo contributo.
Insomma, tornando a parlare del tecnico, c’è da dire che Grassadonia ha frenato il suo rendimento non certo deludente (il mister ha dovuto fare i conti con mille difficoltà ma è comunque riuscito a dare alla squadra un qualcosa in più rispetto ai suoi due predecessori, in termini di identità, carattere e di qualità di gioco) ma, sinceramente, non ci sentiamo di essere d’accordo con chi crede che sia sua una buona fetta di colpa per il campionato gravemente insufficiente, poichè le cause vanno ricondotte all’operato di ben altre figure: ci vorrebbero pagine e pagine per dire cose già dette, ridette e sotto gli occhi di tutti. A Salerno, vinci e sei un idolo, perdi ed è tutta colpa tua, senza analizzare a fondo le situazioni…
Certo, con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Tutti sono bravi a parlare e a dire la propria, in una città dove tutti sono allenatori e tutti sono competenti. Noi ci limitiamo ad osservare e commentare, sperando, se ancora è possibile, in un miracolo, perché bisogna sempre essere dalla parte della Salernitana e di chi la rappresenta. Di chi la gestisce, ci fidiamo sempre meno…
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