Quando al settimo minuto della ripresa il tandem Grassadonia e Cerone ha richiamato in panchina Dionisi per inserire l’inconsistente Caputo è andata in scena quasi una rivolta popolare. A memoria, non si ricorda una reazione così aspra del pubblico dell’Arechi ad un cambio di gioco effettuato. Curva sud, distinti, tribuna: tutti i settori si sono ritrovati compatti a fischiare e contestare la “geniale” trovata della premiata ditta. Sostituzione che prosegue sulla falsa riga delle ultime giornate: ad Ascoli, in particolare, una gestione dei cambi a dir poco scriteriata è costata una rimonta e tre punti che, se conquistati, avrebbero incanalato il prosieguo della stagione su binari diversi. Niente di fatto, invece: la Salernitana chiude con la miseria di un solo punto all’attivo due gare decisive, nelle quali avrebbe dovuto agguantare l’intera posta in palio per poter dire ancora qualcosa nel discorso salvezza. Lungi da noi addebitare alla gestione tecnica maggiori responsabilità rispetto a quelle reali. I danni principali, rivelatisi poi irriversibili, sono stati commessi ad inizio stagione e nè Grassadonia nè Cerone erano presenti. Inevitabile però mettere in discussione una gestione tecnico/tattica che, se indubbiamente ha mostrato progressi rispetto a quelle di Brini prima e Cari poi, specie dal punto di vista fisico e motivazionale, ha lasciato spesso a desiderare nella gestione dei cambi. Sottoposto ad elogi sperticati da alcuni media anche oltre il dovuto, considerando che si tratta comunque di un tecnico esordiente, Grassadonia si è reso protagonista anche di uscite poco felici, nelle quali spesso ha usato parole dure nei confronti di una parte della critica, dimenticando la classifica ed il suo status di debuttante. Apprezzabile, sicuramente, la volontà di prendere in mano una “patata bollente” che molti tecnici, anche più navigati, avevano rifiutato. Da stimare il non aver messo l’aspetto economico al primo posto (Grassadonia percepisce ancora lo stipendio di quando allenava la primavera). Notevole la tenacia con la quale, il giovane tecnico salernitano ha deciso di andare avanti, senza mai pensare alle dimissioni. Detto questo, un bel bagno d’umiltà non sarebbe sgradito. Il silenzio stampa ha impedito al pubblico di ascoltare le motivazioni delle scelte fatte nelle ultime settimane. La dirigenza, invece, ha chiesto spiegazioni al tandem tecnico, evidentemente ritenute insufficienti dato che in giornata è arrivata la sentenza ufficiale. Gianluca Grassadonia è stato esonerato. Nicola Salerno più volte in passato è stato abile mediatore nel contenere la rabbia di Lombardi che avrebbe invece voluto esonerarlo già nelle scorse settimane. Stavolta anche l’operatore di mercato materano si è convinto della necessità di allontanare il giovane tecnico salernitano. Appurata l’impossibilità di prendere un quinto tecnico, la conduzione tecnica è stata affidata al solo Ersilio Cerone, con la collaborazione di Vito Chimenti e Francesco La Rosa. Mossa che non ha alcun senso, se non quello di coprire ulteriormente di ridicolo una stagione già più che mai tormentata.
© Riproduzione RiservataUFFICIALE: Grassadonia esonerato, si continua solo con Cerone
Scritto da Mauro Mazzarella il 14 marzo 2010 in News · 0 Commenti







