Abulica, senza idee, la brutta copia di quella che nelle ultime uscite, pur tra alti e bassi, aveva fatto discretamente bene; la Salernitana non va oltre uno scialbo quanto inutile pari a reti bianche. Il Cesena, d’altro canto, non ha fatto nulla di trascendentale pur avendo la possibilità, incamerando tre punti, di agganciare la vetta della classifica. Insomma, l’ennesima conferma dell’equilibrio e del livello molto basso di questo campionato, che acuisce ulteriormente il rammarico per la disastrosa stagione disputata dai granata. Quasi tutti gli elementi in campo si sono resi protagonisti di una gara sottotono: è evidente come anche il gruppo ormai abbia abbandonato qualsiasi velleità di salvezza. Prosegue quindi la lenta agonia che porterà la Salernitana a salutare la cadetteria.
FRANCESCO MONTERVINO l’ultimo della truppa ad alzare bandiera bianca. Recupera un’infinità di palloni anche se talvolta è poco lucido negli appoggi. Una società che voglia definirsi seria, inizierebbe fin da ora a programmare la prossima stagione e l’immediata risalita in B. Montervino dovrà essere un punto fermo della prossima Salernitana. Ingaggio permettendo.
ABDERRAZZAK JADID Nulla di trascendentale, per carità. Il marocchino si è mostrato nettamente in ripresa rispetto ai disastri collezionati in serie negli ultimi mesi. Ormai è troppo tardi.
MAURIZIO PECCARISI si riscatta dopo la disfatta di Ascoli. In coppia con Stendardo, risulta maggiormente a suo agio ed entrambi dimostrano, ancora una volta, di essere attualmente la miglior soluzione disponibile per la retroguardia. Anche per lui vale il discorso fatto per Montervino. Sarà difficile trattenerlo a fine anno, ammesso che il club granata abbia volontà e forza economica per farlo. Rivincita.
GIANLUCA GRASSADONIA & ERSILIO CERONE Ore 16.40 circa, il secondo tempo è iniziato a pochissimi minuti; la premiata ditta della panchina granata decide di rendersi protagonista togliendo dal campo il capocannoniere nonchè l’unico attaccante dotato di un buon feeling con la porta. Scelta che fa il paio con la disastrosa gestione delle sostituzioni al Del Duca. Scienziati mancati.
DINO FAVA un cartellino giallo: questa l’unica traccia che lascia il nasuto attaccante nativo di Formia sul match. Tanto basta per meritare di rimanere a vegetare in campo per 90 minuti più recupero. Marzo 2009 – Marzo 2010, un gol in un anno: il triste declino di un ex bomber, un tempo implacabile sotto porta. In panchina almeno si sta comodi.
JACOPO BALESTRI fa rimpiangere addirittura Marchese e Milanese. Schelotto in velocità lo ridicolizza a più riprese, fortuna (per lui) vuole che Bisoli decida di spostare il sellerone nato nelle Pampas sull’out opposto. Nella ripresa se la cava con esperienza ma, in generale, svela in pieno le ragioni per le quali era fuori rosa in una squadra penultima in classifica. Pippa di fatto, non di nome.
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