Antonio Lombardi sempre più “mangia-allenatori”

Il presidente della Salernitana Antonio Lombardi foto G. Maffia

Antonio Lombardi e gli allenatori: un rapporto quasi sempre difficile, almeno da quanto mostrato nei primi cinque anni di presidenza dell’imprenditore di Vallo della Lucania; finora nessun tecnico è riuscito nella titanica impresa di terminare la stagione al timone della Salernitana e c’è chi, come Fabrizio Castori, ha addirittura stabilito un piccolo record, collezionando due esoneri nella stessa stagione: praticamente non è riuscito a mangiare né il panettone né la colomba.

Addirittura, se si considerano anche gli ultimi anni della gestione Aliberti, sono solamente due (Stefano Pioli e Zdenek Zeman) gli allenatori negli ultimi dodici anni di storia della Salernitana ad aver avuto l’onore di iniziare e terminare la stagione sulla panchina granata.

Il primo tecnico della Salernitana Calcio fu Maurizio Costantini, giovane ma con un discreto curriculum alle spalle. Portato dall’allora d.s. Imborgia, non riuscì a dare alla squadra, costruita tra mille difficoltà, gioco e continuità di risultati: fu pertanto sostituito, in seguito ad una pesante disfatta a Giulianova, da Stefano Cuoghi. Quest’ultimo, grazie ad un gioco concreto ma poco spettacolare, riuscì a raggiungere i play-off in seguito alla penalizzazione inflitta al Teramo, spareggi successivamente persi in uno sfortunato doppio incontro col Genoa.

L’estate seguente, dopo il burrascoso divorzio da Cuoghi ed Imborgia, Lombardi varò il progetto “la Salernitana ai Salernitani”, affidando la panchina allo zemaniano Raffaele Novelli ed il ruolo di d.s. ad Enrico Coscia, già responsabile del settore giovanile nella gestione Aliberti. L’inizio fu promettente ma ben presto la squadra subì una terribile batosta nel derby con l’Avellino, stentando ad ottenere continuità di risultati. Il culmine fu una deludente sconfitta a Martina che indusse Lombardi, senza in alcun modo consultare Coscia, ad esonerare Novelli chiamando l’esperto trainer veneto Gianfranco Bellotto; scelta rivelatasi assolutamente fallimentare: la Salernitana riuscì ad evitare i play-out solamente nelle ultime giornate.

Nel frattempo aveva occupato il ruolo di d.g. l’ex braccio destro di Moggi, Angelo Mariano Fabiani, già all’epoca coinvolto negli scandali di calciopoli. L’estate del 2007 vide l’ingresso di un nuovo socio, Vittorio Murolo, e l’ingaggio di Andrea Agostinelli con l’obiettivo dichiarato, dal palco di Piazza della Concordia, di raggiungere la serie B senza passare stavolta per i play-off. Malgrado un campionato condotto al vertice fin dall’inizio ed una lunga serie di risultati positivi interrotta da un brusco stop a Pescara, la figura di Agostinelli iniziò ad indebolirsi, anche a causa di un gioco mai convincente; fatale risultò la batosta di Taranto, dove i maligni raccontano che il trainer marchigiano giunse autonomamente con la sua auto, forse già preavvisato dell’imminente epilogo della sua avventura sulla panchina granata. Al suo posto il “sergente di ferro” Fabio Brini che, pur tra mille critiche, riuscì a portare a compimento l’obiettivo affidatogli, centrando la promozione in B con una giornata d’anticipo.

L’anno succesivo Brini non fu confermato perché Fabiani scelse di affidare la squadra a Castori, dando il via ad un valzer in panchina terminato con il ritorno del “baffo” Brini sulla panchina granata, non prima di essere passati per Bortolo Mutti prima e nuovamente Castori poi. Il tecnico marchigiano, richiamato al capezzale della squadra nel tentativo di condurla questa volta alla salvezza, anche questa volta riuscì a portare a termine la missione (aiutato da un calendario decisamente favorevole), meritandosi la riconferma anche per l’annata successiva, la stagione in corso. Cinque partite e zero punti all’attivo. A mercato chiuso, l’unico provvedimento adottabile era il cambio di allenatore. Detto fatto. Arriva l’esordiente Marco Cari, trainer non più di primissimo pelo, secondo le malelingue imparentato con l’avvocato di Zavaglia, figura decisamente incisiva nella prima parte di stagione. Nemmeno il trainer ciociaro riesce a raddrizzare la barca e, assieme al d.s. Acri, viene esautorato dopo poche partite. Correva il mese di Novembre e la Salernitana già si apprestava ad avere il terzo tecnico stagionale: Gianluca Grassadonia, promosso dalla primavera su suggerimento del d.s. Nicola Salerno, da poco entrato in carica. Sprovvisto di patentino, alla scadenza della deroga è stato affiancato da Ersilio Cerone, trainer abruzzese legato al direttore sportivo. Il resto è storia recente: anche l’ex centrale difensivo del Cagliari ha pagato per tutti e toccherà proprio a Cerone guidare la Salernitana di qui in avanti. Fino a fine stagione?

Di seguito un excursus degli allenatori della Salernitana delle ultime undici stagioni:

2009-2010 Fabio Brini – Marco Cari – Gianluca Grassadonia – Ersilio Cerone

2008-2009 Fabrizio Castori – Bortolo Mutti – Fabrizio Castori – Fabio Brini

2007-2008 Andrea Agostinelli – Fabio Brini

2006-2007 Raffaele Novelli – Gianfranco Bellotto

2005-2006 Maurizio Costantini – Stefano Cuoghi

2004-2005 Aldo Ammazzalorso – Vincenzo Marino – Angelo Gregucci

2003-2004 STEFANO PIOLI

2002-2003 Zdenek Zeman – Franco Varrella

2001-2002 ZDENEK ZEMAN

2000-2001 Francesco Oddo – Nedo Sonetti – Francesco Oddo

1999-2000 Adriano Cadregari – Luigi Cagni – Adriano Cadregari – Luigi Cagni

1998-1999 Delio Rossi – Francesco Oddo

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