Una, esempio di programmazione, serietà, capacità di portare avanti un importante progetto tecnico anche con un budget limitato a disposizione. L’altra, modello di approssimazione, incoerenza ed incompetenza gestionale; la sfida tra Cittadella e Salernitana si prefigura come quella tra due società totalmente agli antipodi, il cui lavoro è specchio fedele della classifica.
Gran parte del merito va ascritto all’impegno del direttore generale Marchetti, giovane ma già con un buon curriculum alle spalle, e, soprattutto, alle sapienti mani di Claudio Foscarini, personaggio schivo, riservato, poco avvezzo alle grandi platee ma conoscitore di calcio come pochi. La passione e la solidità garantita dalla famiglia Gabrielli, trasmessa dal compianto Angelo ai figli, motivati a portare avanti in maniera egregia il lavoro svolto dal padre, fanno il resto. Il Cittadella è una società modello a 360°, dotata di una struttura societaria snella ed efficiente e di uno staff tecnico serio e preparato. Ovvia conseguenza sono i risultati più che lusinghieri ottenuti finora dal “Citta”. Partiti, come al solito, con i pronostici avversi, i ragazzi di Foscarini hanno ben presto ingranato ed ottenuto riscontri sul campo davvero inaspettati. Le quattro recenti vittorie consecutive hanno collocato i granata del Veneto a ridosso della zona play-off e distaccato sensibilmente la bassa classifica. In un torneo cadetto più equilibrato che mai, sognare è lecito. Poche sono le squadre che possono vantare organizzazione tattica, compattezza ed equilibrio ai livelli del Cittadella. Davvero clamoroso ma assolutamente meritato l’exploit con il quale i veneti hanno umiliato la capolista, sbancando per 5-1 il “Via del Mare” di Lecce. I salentini sono stati letteralmente surclassati dall’aggressività, dal pressing asfissiante e dalle velocissime ripartenze dei granata, i cui avanti sono andati a nozze nelle maglie larghe della difesa di De Canio. Una partita perfetta, capace di scrivere una nuova, sorprendente, inaspettata pagina di questo pazzo campionato cadetto dalle gerarchie facilmente mutabili.
Foscarini è stato bravo a mischiare le carte in tavola al momento opportuno; in questo scorcio di stagione stanno trovando gloria elementi come Pisani e Bellazzini finiti ai margini nella prima parte del torneo. La consapevolezza di poter tornare utile in qualsiasi momento fa si che ciascun elemento del gruppo sia sempre motivato e spronato a dare il massimo, convinto di poter essere chiamato in causa da un attimo all’altro. Un ulteriore merito innegabile attribuibile a Foscarini è quello di aver trovato la migliore dimensione per Ardemagni e Iunco. Il primo è stato rilanciato prepotentemente dopo le stagioni buie di Perugia e Trieste e sarà uno dei pezzi pregiati del prossimo mercato. Il secondo, invece, è stato collocato più vicino alla porta avversaria, in maniera da sfruttare meglio le sue doti offensive e la capacità di puntare la porta. Non a caso la coppia composta da Ardemagni e Iunco è una delle più prolifiche ed affiatate della categoria.
In vista dell’anticipo di venerdì, Foscarini ha pochi dubbi di formazione. De Oliveira non ha recuperato al 100% e non dovrebbe andare neppure in panchina: sulle fasce Magallanes e Bellazzini appaiono intoccabili. In porta fiducia ancora all’eterno Pierobon, bandiera granata e calciatore più “anziano” dell’intera serie B.
PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2)
1 Pierobon; 15 Pisani, 22 Pesoli, 3 Cherubin, 24 Marchesan; 33 Magallanes, 13 Carteri, 21 Dalla Bona, 16 Bellazzini; 63 Ardemagni, 7 Iunco
A disposizione: 23 Villanova, 2 Manucci, 5 Nocentini, 8 Musso, 27 Pettinari, 81 Volpe, 10 De Gasperi
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