Empoli – Salernitana: gli ex

Vannucchi in azione all'andata, foto N. Ianuale

La gara con l’Empoli rappresenta un match dal forte sapore di amarcord. Nelle fila dei toscani infatti militano due calciatori che hanno fatto la storia del calcio salernitano, protagonisti della promozione in serie A, della stagione in massima serie, e delle seguenti stagioni post retrocessione. Si tratta di Vittorio Tosto e di Ighli Vannucchi.

Vittorio Tosto è il classico terzino fluidificante, mancino puro, dotato di buona corsa e di grandi doti di inserimento. Bravo in fase difensiva, l’ex granata fa del gioco offensivo il suo punto di forza, con continue sovrapposizioni, cross dal fondo e inserimenti centrali, che lo rendono una vera e proprio spina nel fianco per le difese avversarie.

Il terzino cosentino nato a Marina di Cariati, in provincia di Cosenza, ha disputato ben quattro stagioni in granata, intervallate dalle brevi esperienze di Torino/Lucchese nel 1994/95 e di Avellino nella stagione successiva. Arrivato a Salerno nel dicembre del 1993, quando la Salernitana di Delio Rossi in C1 prendeva forma ed iniziava la cavalcata che l’avrebbe portata alla vittoria dei Play Off e alla promozione in B, Tosto si ritagliò un posto importante in squadra, collezionando 16 presenze, ossia quasi tutto il girone di ritorno, e mettendo a segno una rete. Fece ritorno poi in maglia granata, a titolo definitivo, nella 1996/97, per poi esplodere in quella successiva, ossia la stagione della promozione in Serie A. In queste due stagioni il difensore classe 1974 collezionò 64 presenze e ben 4 reti, risultando uno dei fluidificanti più forti di tutta la serie B. Memorabile il goal della vittoria per 1 a 0 sul Cagliari all’Arechi, che valse una buona fetta di serie A. L’anno seguente in serie A confermò quanto di buono fatto fino a quel momento e anche li si ritagliò uno spazio importante, con 27 presenze ma senza marcature. La stagione successiva, con la retrocessione della Salernitana in serie B, Tosto fu ceduto e da quel momento ha girovagato tra diverse squadre, come Sampdoria, Napoli, Piacenza, Genoa, Ascoli, prima di trovare stabilità proprio nell’Empoli. In Toscana ormai è giunto alla sua quinta stagione, e nonostante i 35anni suonati, corre ancora sulla fascia sinistra, come ai tempi della Salernitana.

Anche Ighli Vannucchi non ha bisogno di presentazioni. Basta partire dal que goal memorabile in serie A contro il Vicenza. Il goal della speranza, illusoria, che fece tremare uno stadio di 40.000 persone, e vibrare una città intera, mobilitata per una settimana fino alla tragica trasferta di Piacenza. Un goal di forza, di rabbia, ma anche di grande intelligenza, che mandò in B il Vicenza, e fece restare in purgatorio la Salernitana, per un’altra settimana. Con il senno di poi magari fosse stato meglio non aver mai visto quel goal di testa, che siglò il 2 a 1 sul Vicenza, dieci anni e più orsono. Ritornando a Vannucchi, il talentuoso centrocampista, ora capitano dell’Empoli, ha scritto pagine importanti del calcio a Salerno. Giunto alla sua ottava stagione in maglia blu, con oltre 200 presenze tra A e B, e quasi 40 reti messe a segno, il fantasista toscano originario di Prato, ha disputato tre memorabili stagioni anche in maglia granata. Arrivato alla corte di Aliberti nella stagione della Serie A, nonostante gli allora 21 anni di età, Vannucchi si mise subito in luce dispuntando una stagione da protagonista, con 31 presenze e tre reti, di cui una propio all’Empoli. Giunto a Salerno ed etichettato come giovane di belle speranze, il centrocampista classe 1977 si ritagliò uno spazio importante in un palcoscenico difficile come quello della serie A. L’anno successivo dopo la retrocessione in B, Vannucchi disputò forse una delle sue stagioni migliori, mettendo a segno addirittura 7 reti, alcuni di pregevole fattura come quella nella rimonta con il Vicenza in casa, dove siglò il goal del 3 a 2 (1-2 era il parziale del primo tempo), partendo da centrocampo e saltando ben tre avversari, prima di infilare il portiere in uscita. Dopo Salerno, approdò prima a Venezia e poi ad Empoli, da dove non si è più mosso, previa una breve parentesi in quel di Palermo, non molto fortunata.

Centrocampista offensivo dalle grandi doti tecniche, Vannucchi ama giocare da trequartista, o da esterno, con libertà di movimento. Adattato più volte anche nel ruolo di seconda punta, il capitano empolese, ha sempre palesato le sue grandi doti atletiche e soprattutto tecniche, come la capacità di saltare l’uomo nell’uno contro uno, o di uomo-assist, e perfino di finalizzatore, come testimoniano i circa 60 goal in carriera, tra A e B.

Nell’Empoli infine siede sulla panchina una vecchia conoscenza granata, Salvatore Campilongo. L’ex attaccante ora allenatore, disputò una sola stagione in maglia granata, nel 1987/88 in serie C1, con 32 presenze e 4 reti. Una stagione non molto positiva per la Salernitana, che navigava nelle zone di centroclassifica della terza serie. Dopo aver concluso la carriera da calciatore con la maglia del Frosinone e del Giugliano, Campilongo ha intrapreso la carriera di allenatore. Fatta eccezione per l’Ariano Irpino, l’ex attaccante granata ha guidato una serie di compagini un pò ostili alla Salernitana, almeno dal punto di vista della tifoseria. Casertana, Cavese per tre stagioni, Foggia, e nella passata stagione l’Avellino.

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