Ci ha provato anche quest’anno patron Camilli a rovinare il giocattolo faticosamente costruito. Ha davvero dell’inspiegabile l’esonero del tecnico Gustinetti, tra i più bravi e preparati della cadetteria ma molto sfortunato nel rapporto con presidenti esigenti e focosi. Già lo scorso anno, infatti, il Grosseto allontanò il trainer bergamasco per un breve ed infruttuoso intermezzo affidato ad Ezio Rossi. Quest’anno, nonostante una classifica più che lusinghiera (i maremmani veleggiavano costantemente nelle zone nobili della graduatoria) qualcosa si è nuovamente incrinato nelle relazioni tra Gustinetti e Camilli, tanto da indurre quest’ultimo a cacciarlo. A quel punto il d.s. Iaconi, spettatore inerme della vicenda, ha virato su Maurizio Sarri, sua vecchia conoscenza find ai tempi di Pescara ed in cerca di riscatto dopo una lunga serie di esperienze fallimentari. Finora il tecnico napoletano non è riuscito a guarire la truppa dalla “pareggite”: tre spartizioni della posta ed una vittoria in quattro gare finora condotte sono bottino sufficiente ma non abbastanza per il tanto sperato salto di qualità. Malgrado quest’anno la presidenza avesse optato per il basso profilo in sede di mercato, la squadra appare anche più forte della scorsa stagione. Merito, senza ombra di dubbio, del “jolly” pescato dal d.s. Iaconi, tra i migliori della categoria, capace di rilanciare e dar fiducia ad un bomber in declino quale Mauricio Pinilla. Il cileno in Toscana sta vivendo la stagione della consacrazione, dopo anni controversi nei quali mai ha saputo rispettare le ottime referenze di inizio carriera. Una ritrovata stabilità psicologica e familiare è stata la chiave della svolta nel rendimento dell’attaccante già transitato precedentemente in Italia con le maglie di Inter e Chievo. La media realizzativa è a dir poco impressionante: 24 reti in altrettante apparizioni, un gol ogni 78 minuti di permanenza in campo. Numeri spaventosi che ben giustificano l’asta venutasi a creare intorno alla punta cilena, pronta a salutare tutti a fine stagione e tornare nella massima serie.
Sarri ha cambiato poco o nulla rispetto al suo predecessore. Del resto, obiettivamente, non se ne ravvisava la necessità. L’impianto di gioco è più che collaudato, un 4-4-2 molto offensivo, in particolare quando è prevista la contemporanea presenza di Job e D’Alessandro, scivolato in panca nelle ultime giornate. Sarri, infatti, ha preferito affidarsi ad un elemento maggiormente votato al rientro in fase difensiva quale Vitofrancesco, privandosi della velocità e dell’estro assicurati dal talentuoso gioiello scuola Roma. Assenze pesante per il tecnico napoletano: mancheranno Acerbis, Freddi e lo squalificato Carobbio. Soprattutto, non sarà della contesa Pinilla, già assente nelle ultime due giornate e figura troppo importante nello schieramento dei biancorossi. Se non dovesse farcela Joelson, conferma per la coppia d’attacco Pichlmann – Esposito, entrambi molto vicini alla Salernitana nel corso della stagione.
PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2)
12 Caparco; 26 Turati, 2 Conteh, 15 Melucci, 33 Mora; 27 Job, 10 Consonni, 7 Vitiello, 22 Vitofrancesco; 11 Pichlmann, 18 Esposito.
A disposizione: 76 Aldegani, 38 Federici, 87 Fautario, 16 Papini, 91 D’Alessandro, 21 Alfageme, 8 Joelson
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