Empoli – Salernitana: promossi&bocciati

Ciccio Caputo foto G. Maffia

Il dado è tratto. L’agonia iniziata il 21 Agosto scorso ha concluso il suo naturale percorso con l’ufficializzazione dell’aritmetica retrocessione della Salernitana in Lega Pro. E per un triste scherzo del destino, ciò è avvenuto nel giorno in cui Salerno si è stretta nel dolore e nel pianto per la perdita dell’indimenticabile Siberiano, figura genuina di un tifo che non c’è più. Nel giro di poche ore i tifosi granata salutano la Serie B e colui che per anni è stato guida e punto di riferimento carismatico per centinaia di giovani, capaci di trovare nella Salernitana un momento di sana aggregazione e sfoggiare l’orgoglio ed il senso di appartenenza alla città di Salerno.

Ha significato pochissimo ma c’è stata anche una partita di calcio. Per la Salernitana durata poco meno di un tempo, fin quando il sempre discutibile fischietto Giancola di Vasto ha deciso di ergersi a protagonista del match, rovinando quanto di buono fatto fino a quel momento dai granata.

FRANCESCO CAPUTO un assist ed un gol e per una volta una partita da attaccante vero, dopo un campionato trascorso a chiedersi se fosse davvero lui il calciatore ammirato lo scorso anno a Bari, e non una goffa controfigura. Gemellaggio salvo.

FEDERICO DIONISI la stoffa c’è e si vede: alla prima occasione utile, timbra per la settima volta il cartellino, un’enormità considerando il campionato disputato dalla Salernitana. Giusto per non smentire il pessimo rapporto con il fischietto abruzzese, che già lo aveva espulso nella gara contro il Lecce qualche settimana fa, rimedia in avvio un cartellino giallo. Obiettivo doppia cifra.

ANDREA PIPPA da una sua sgroppata si sviluppa l’azione della prima rete. Tiene bene la posizione anche nella ripresa quando è costretto ad improvvisarsi in un ruolo non suo, quello di centrale difensivo, dopo l’espulsione di Enrico Pepe. Un elemento dal quale si può ripartire. Mi fido di te.

ENRICO PEPE eccessiva irruenza e qualche distrazione di troppo. Il rigore provocato, per la verità dubbio, ed il secondo giallo sventolato con esagerata severità da Giancola sono una parziale attenuante. In futuro, si consiglia di limitare agonismo ed esuberanza in campo. E qualche lampada in meno.

ERSILIO CERONE in doppia inferiorità numerica, giustamente toglie un mediano (Carcuro), per altro tra i migliori, lasciando Tricarico più solo di Robinson Crusoe. E pensare che su quella panchina, una dozzina di anni fa ormai, sedeva un certo Delio Rossi. Voglio tornà bambino!

GIANCOLA DI VASTO messaggio per tutti i tifosi preoccupati dopo l’addio dei vari Farina ed Ayroldi, fischietti universalmente riconosciuti per supponenza, arroganza e smania di protagonismo. State pure tranquilli, ecco l’erede naturale: Angelo Giancola di Vasto. I nostri complimenti vivissimi al direttore di gara abruzzese, ansioso di cimentarsi nell’ignobile arte di sparare sulla Croce Rossa. Come abbia fatto ad arrivare ad arbitrare addirittura in A è quesito da non dormirci la notte. Si stava meglio quando si stava peggio.

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