A fine gara si usciva distrutti: senza voce, scottati dal sole che non abbandonava mai gli spettatori. La solita cronica assenza di servizi (inteso tipo bar) e servizi igienici stremava gli spettatori i quali terminavano la domenica nel salotto di casa in attesa della Domenica Sportiva. Solo la vittoria della squadra poteva ricompensare i tifosi per i disagi affrontati a differenza di quanto affermato dalla nota pubblicità (se la vostra squadra ha perso consolatevi con S…)
Ma che ti vuoi consolare! Piuttosto si chiedevano all’immancabile passante munito di radiolina i risultati delle avversarie, intese dal punto di vista del campanile perché raramente abbiamo avuto soddisfazioni a livello di classifica. Quindi se la Cavese, la Nocerina, la Casertana perdevano, la giornata si addolciva, in caso contrario bisognava solo pensare alla domenica successiva per la rivincita. La Nord invece era destinata ai tifosi tranquilli, che si presentavano allo stadio pochi minuti prima del fischio di inizio. L’età media era molto elevata. Presenti molti in giacca e cravatta.
Qualche volta il settore era destinato ai tifosi avversari. Questo non accadeva spesso perché raramente i tifosi delle altre squadre osavano varcare i cancelli dello stadio di Piazza Casalbore. Nella Nord la situazione era meno movimentata. Ci furono tentativi di emulazione della Sud ma questi fallirono quasi tutti miseramente. A fine gara i tifosi erano freschissimi. Potevano quindi proseguire la giornata senza problemi (passeggiata a Lungomare con la consorte, visita ai parenti, cinema perché all’epoca avevamo ancora il cinema a Salerno). Forse sarebbe stato più giusto praticare prezzi differenziati.
in collaborazione con www.salernoinprima.it







