Con la morte nel cuore per la dipartita prematura dell’indimenticabile Carmine Rinaldi, per la tifoseria granata è tempo di guardare avanti. La straziante giornata di ieri ha mostrato un segnale forte: se unita, la torcida salernitana ha ancora tanto da dire e da dare. Nelle orecchie rimbombano ancora i possenti cori issati in onore del mito Siberiano, per l’occasione lanciati, come ai bei tempi, dall’amico e storico capo ultras Ciccio Rocco. Duemila persone in una giornata piovosa e lavorativa sono un patrimonio da non disperdere, una base sulla quale rifondare la curva e ricompattarla, unità d’intenti da sempre prerogativa del Siberiano. Accantonare interessi personalistici per il bene comune. Fare un passo indietro per la rinascita della curva: se ciascun componente del tifo organizzato saprà mettersi in discussione, una nuova vita per la vituperata Sud non è impossibile. Ed in tale ottica assume maggior significato l’iniziativa denominata “giornata dell’orgoglio Salernitano” e fissata per il 30 Maggio, ultimo turno di campionato. Ritrovare il senso di appartenenza e la fierezza di essere tifosi granata, a prescindere dalle vicende sportive e/o societarie, sono fattori basilari per il risveglio della Curva Sud. Certo, portare 30.000 persone in quella che si prevede un’assolata domenica di Maggio sarà impresa ardua. Ancor di più in considerazione che l’attuale capienza dello stadio Arechi è fissata in 31.000 unità, settore ospiti compreso. Si tratta di una proposta che sta incontrando consensi trasversali, come dimostrano i quasi 5.000 iscritti al gruppo sul popolare social network Facebook dal quale è partita l’idea. Tanti i messaggi di sostegno da parte dei tifosi. Nicolas Di Flora scrive: “Il 30 dobbiamo essere tutti all’Arechi solo per Salerno, alla faccia di chi ci vuole male”. Alessandro Scala propone il coinvolgimento dei media per dare maggiore risalto all’iniziativa. Matteo Esposito auspica che il buon esito dell’iniziativa possa finalmente risvegliare dal torpore la città di Salerno “Il 30 Maggio risorgeremo. Andiamo tutti allo stadio ed ognuno di noi potrà dire che quel giorno era presente”. Luca Carotenuto avanza dei dubbi rispetto alla capienza dell’Arechi: “Sarebbe un sogno rivedere di nuovo lo stadio pieno come ai vecchi tempi ma Salerno può riuscirci. In tal caso si dovrà riaprire la Curva Nord”. Pierluigi Gigante spera di convincere, con il colpo d’occhio dello stadio pieno, potenziali investitori: “Sogno tutte le notti un Arechi stracolmo. Se dimostriamo attaccamento alla maglia ed amore per Salerno qualcuno lo noterà ed investirà nella nostra città”. Giovanni Mautone invece usa una metafora: “Rinasceremo come la Fenice dalle ceneri. Sta per sorgere nuovamente la nostra alba con l’unica differenza che essa non vedrà mai il tramonto”.
Non mancano però critiche da parte di qualche tifoso più scettico sui risvolti dell’iniziativa. Luca Salvati punta l’indice sui cosiddetti tifosi “occasionali”; Stefano Autori prosegue sulla stessa lunghezza d’onda: “A Salerno i veri tifosi sono troppo pochi. Ci sarò sicuramente il 30 Maggio ma a cosa servirà se il prossimo campionato i soliti 1000 sottoscriveranno l’abbonamento?”. Pasquale Carrella invita a non strumentalizzare l’iniziativa: “Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno ma esserci solo per l’orgoglio di essere salernitani”. Antonio Ributti vincola il buon esito dell’iniziativa alla presenza di Ciccio Rocco in curva. Insomma, ad un mese e mezzo dalla scadenza fissata, in città l’idea continua a far discutere. Provare non costa nulla. Riuscirci farebbe la gioia di un angelo che da ieri protegge dal cielo tutti i tifosi granata.
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