La gara contro i seriani, assolutamente insignificante dal punto di vista sportivo (entrambe le squadre, per motivi diametralmente diversi, non hanno esigenze di classifica), riserverà per la Salernitana un gradito amarcord. Per la prima volta da quando ha lasciato il granata, svincolatosi dopo i noti fatti del 2005, Davide Bombardini affronterà la sua ex squadra. A Salerno ha lasciato un ottimo ricordo: sono davvero in tanti a rimpiangere le magie di “Bomba”, genio e sregolatezza come si conviene ad un numero dieci forte e talentuoso come lui. In procinto di compiere 36 anni, il fantasista di Faenza ha da tempo messo la testa a posto, ha tirato su famiglia con l’ex velina Giorgia Palmas (conosciuta quando vestiva ancora la maglia granata); a causa di alcune cervellotiche e discutibili scelte tattiche degli allenatori che l’hanno avuto ai propri ordini, Bombardini si è trovato spesso a disimpegnarsi in una discutibile posizione di terzino sinistro nella quale le sue caratteristiche primarie, genio e fantasia, inevitabilmente ne hanno patito. Dopo la felice parentesi a Bologna (promozione e salvezza in due stagioni), a Gennaio “Bomba” è tornato a Bergamo (città nella quale già aveva vestito con profitto la maglia dell’Atalanta) questa volta sponda Albinoleffe. Tra i seriani della vecchia volpe Mondonico (che l’ha immediatamente restituito al suo ruolo naturale) Bombardini finora ha disputato una buona stagione, anche se, per rendimento, lontana anni luce dai fasti di Salerno; del resto gli anni passano per tutti, anche per il genio di Faenza. I tifosi granata certamente ricorderanno le tante magie con le quali ha deliziato il palato del pubblico salernitano nelle 59 presenze (quattro le reti) racimolate con la maglia granata. Arrivato dopo una difficile esperienza nella Roma dei campioni di Fabio Capello, oltretutto reduce da un grave infortunio, Bombardini ha saputo presto mettersi in mostra, formando con Di Vicino ed Erjon Bogdani un pericolosissimo terzetto. L’anno successivo, risolte alcune incomprensioni che l’avevano portato addirittura fuori rosa, la definitiva esplosione: fu Gregucci a saper valorizzare le immense qualità tecniche del fantasista romagnolo, schierandolo laterale a supporto delle due punte.
Altro indimenticato ex è uno dei protagonista dell’annata bella e sfortunata che vide la Salernitana protagonista nel campionato di serie A targato 1998/1999. Stiamo parlando di Antonino Bernardini, pilastro del centrocampo granata nel campionato di massima serie granata. Il “Professore” , classe 1974, è il classico regista di centrocampo dotato di una notevole visione di gioco e buoni piedi, ma anche di un gran tiro, come testimoniano i numerosi goal messi a segno dalla lunga distanza nel corso della sua carriera. Specialista inoltre dei calci da fermo, Bernardini rappresenta il centrocampista ideale che tutte le squadre vorrebbero avere in rosa. Non più giovanissimo, è in cerca di una seconda giovinezza in terra seriana dopo le due stagioni e mezza disputate con la maglia del Vicenza. Cresciuto nelle giovanili della Roma, passa prima al Torino e poi al Perugia, prima di approdare a Salerno nel mercato di Ottobre del 1998. In maglia granata totalizzò venti presenze ed una rete; al termine della stagione risultò uno dei più positivi nonostante la retrocessione, amara, in serie cadetta. Dopo l’esperienza granata quattro stagioni al Vicenza e ben cinque con la maglia dell’Atalanta, prima di far ritorno proprio a Vicenza. A Gennaio il trasferimento alla corte di Mondonico, dove ha finora raggranellato sette presenze.
Altro ex di giornata, sicuramente meno rimpianto, è Dario Bergamelli. Il centrale bergamasco arrivò giovanissimo a Salerno dopo la trafila compiuta nella primavera della “Dea”, senza riuscire però ad imporsi. Novelli prima e Bellotto poi non ritennero opportuno riporre fiducia nel centrale lombardo che a fine anno racimolò la miseria di due apparizioni (più una in Coppa Italia contro il Brescia). Tornato alla casa madre, è riuscito ad imporsi con le maglie di Monza e Verona in Lega Pro, meritandosi il palcoscenico della cadetteria. Con la maglia dell’Albinoleffe finora si è messo in luce come uno dei centrali più promettenti della categoria.
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