ESCLUSIVA SoloSalerno: intervista a 360° ad Aniello Aliberti (seconda parte)

Aniello Aliberti durante l'intervista foto SoloSalerno.it

Dopo aver affrontato le parti più “spinose” del rapporto tra Aniello Aliberti e la Salernitana, vale a dire il periodo che va dalla famigerata estate del 2005 ai giorni nostri, è tempo di concentrarsi sull’aspetto sportivo, analizzando, a ritroso, le stagioni, i rapporti con allenatori e direttori sportivi; il tutto condito da particolari inediti e talvolta anche simpatici. Non potevano certo mancare le riflessioni sulla parentesi Zdenek Zeman. Un biennio che ha sicuramente lasciato il segno in una piazza ancora scottata dalla bruciante retrocessione dalla massima serie, desiderosa di ritornare subito nel calcio che conta.

“Contattai Zeman subito dopo la retrocessione dalla serie A, ma non accettò. Qualche tempo dopo, invece, fu lui a venire da me. Gli chiesi subito quali fossero i rapporti con Casillo e lui mi giurò di non averne. Anzi, mi rivelò di avercela con lui perché lo considerava l’artefice della sua crisi matrimoniale: Casillo, infatti, rivelò alla moglie di Zeman una presunta relazione extraconiugale. Una garanzia maggiore secondo il boemo, a testimonianza della sua buona fede. Il primo anno fu molto positivo: un buon sesto posto, due bei derby con il Napoli. Anche allora ci furono casi sospetti, come quello del sorteggio antidoping truccato dall’Empoli. Forse andò male dal punto di vista tecnico e patrimoniale in quanto Zeman lasciò andare via gente come Esposito e Mascara per tenersi Vignaroli, suo pupillo.  Esposito sostenne solo qualche allenamento, poi fu dato prima in prestito al Cagliari e rivenduto all’Udinese successivamente. Rientrava nella trattativa Di Michele, ceduto ai friuliani prima per 24 mld, poi per 20, perché nelle intenzioni sarebbe dovuto restare in prestito per un altro anno da noi. Esposito era stato valutato 3 mld di lire, cosicché Di Michele costò all’Udinese 17 mld spalmati in tre anni. Per quanto riguarda Iaquinta, non fu Zeman a non volerlo ma l’attaccante proveniente dal Castel di Sangro a  rifiutare il tesseramento. Mascara invece, dopo il debutto con goal alla prima all’Arechi contro la Sampdoria, fu ceduto alla Roma, che lo girò poi al Palermo. Entrambe le società facevano capo a Franco Sensi. Anche in quell’occasione Zeman non ne volle sapere”.

Aliberti poi si è soffermato sul secondo anno del boemo, quello che portò alla retrocessione, scongiurata con il ripescaggio dell’estate successiva. “Zeman in quell’anno ci remò contro: inizialmente facendo acquistare gente rivelatasi poi scadente come Maschio, Poziello, Marruocco, Botticella, oltre ai vari stranieri. Tutta gente scelta e voluta da lui. Già in quel maledetto ritiro di Predazzo, località che non voglio più sentire neanche nominare, fioccarono i problemi. Mandammo via Soviero perché arrivò alle mani con Modica, il vice di Zeman. Anche in questo caso ci furono questioni di donne dietro. Il boemo intanto tentennava, esitava a firmare il contratto, cosa che fece solo il giorno antecedente la prima partita ufficiale in Coppa Italia. Questo perché ci fu un riavvicinamento a Casillo: entrambi volevano solo il male della Salernitana. Abbiamo visto poi che fine hanno fatto insieme ad Avellino. Zeman si è sempre giustificato con la scusa che era nell’occhio del ciclone per le sue dichiarazioni sul doping, tutto questo per nascondere i suoi disastri tecnici. Non ha saputo superare i l imiti di un calcio innovativo per gli anni novanta, ma passato di moda e diventato troppo prevedibile“.

Dopo il capitolo Zeman è stata la volta di un’altra pagina altrettanto scottante: Pasquale Casillo. Sui rapporti con l’ex “re del grano”, Aliberti è stato molto chiaro ed esauriente: “Non capisco perché la gente continua a pensare che io sia stato un burattino nelle mani di Casillo. Forse perché la mamma degli sciocchi è sempre incinta. C’è una sentenza che ha confermato che tra me e Casillo non c’è mai stato alcun rapporto, anche se non è proprio così. Casillo ha sempre preteso da me soldi, una sorta di credito di avviamento, se così lo possiamo definire. Ed è per questo che io lo denunciai per estorsione. Ma il tribunale non mi ha dato ragione. Non c’è stata nessuna prova di contatto tra noi, anche se lui affermava di essere ancora parte della società, di essere socio. Ma non ha mai dimostrato nulla. Non seppe rispondere nemmeno a domande semplici come movimenti interni, acquisiti di calciatori, nomina di dirigenti. Come socio doveva conoscere almeno un nome di uno dei 18 impiegati della Salernitana, invece nulla. Questo testimonia come lui e la mia Salernitana non hanno mai avuto nulla a che fare. Se all’inizio ho acconsentito alle sue richieste era perché avere contro dichiarazioni di un personaggio del genere poteva essere controproducente e danneggiare l’immagine della società e della città intera. Non dimentichiamo le prime pagine dei giornali di cronaca del tempo ed i reati dei quali si è macchiato quell’individuo”.

Aniello Aliberti ha confermato di essere rimasto in contatto con molti personaggi salernitani a cui è rimasto particolarmente legato, oltre che, ironicamente, agli avvocati. “A Salerno ho tanti amici. Coscia, Novelli, Peppe Cannella, i vari collaboratori e Carmine Longo. Con Carmine, aldilà di alcune incomprensioni tecniche che all’epoca portarono allo scioglimento del rapporto professionale, vado ancora spesso a cena. Con lui discutemmo a lungo su Pioli: Longo voleva la sua riconferma ma Pioli aveva già firmato per un altro club. Fu cosi che decidemmo per Ammazzalorso, sostituito poi a stagione in corso da Gregucci. In quell’anno ricordo che allestimmo una buona squadra, con i vari Bombardini, Palladino, Lanzaro, Shala. Molti pensano che abbiamo pagato lo sgarbo fatto a Moggi, non accettando di assumere il suo pupillo Pavarese come d.s. Non è andata proprio così: Imborgia era stato già ingaggiato e Moggi mi chiese un posto anche per Pavarese. Per me poteva anche essere inserito nell’organigramma ma fu lo stesso Pavarese ha rifiutare per la contemporanea presenza di Imborgia. Non c’è alcuna correlazione con i prestiti di Palladino e Benjamin: la trattativa era già avviata ed in via di conclusione”.

copyright SoloSalerno – riproduzione vietata

© Riproduzione Riservata
L'autore:

SoloSalerno.it © 2012 Tutti i diritti sono riservati- Testata giornalistica Aut.Trib.di Salerno n° 2/12 del 22/03/2012 - Direttore Responsabile: Giuseppe Maffia

SoloSalerno.it On Line Photo Magazine

Designed by GM

Powered by SoloSalerno.it

  • Twitter
  • Facebook
  • YouTube