Legge Crimi, quali scenari per la Salernitana?

Il 28 maggio a Ginevra verranno assegnati gli Europei del 2016; per poterli ospitare, l’Italia necessita di una rivisitazione dei propri impianti, per lo più obsoleti e mal tenuti. Per evitare una nuova “Italia 90″ (1250 miliardi spesi, a fronte dei quali solo tre stadi attualmente risultano in regola), i politici italiani stanno muovendosi. Firmatari di questa proposta di legge, volta a favorire la costruzione e la gestione degli stadi di proprietà, sono Rocco Crimi e Giovanni Lolli. ”Il Governo sosterra’ fortemente la candidatura- afferma Crimi- è chiaro però che la nuova legge sara’ determinante in quanto gli stadi a norma sono soltanto tre quando ne servono otto. Con la realizzazione di nuovi impianti da parte delle societa’ la candidatura diventera’ piu’ credibile”. Approvato in Senato poco prima di Natale, il testo è ora alla Camera, sperando possa passare prima della fatidica data svizzera di fine maggio.

La legge. Il disegno di legge si rivolge, come afferma Crimi stesso, a tutte quelle società di A, B e C, che vogliono fare dell’impianto sportivo una risorsa piuttosto che un fardello; sono previsti interventi straordinari, per un tempo di tre anni, per la costruzione nonchè ristrutturazione e riadeguamento di tali complessi, in particolar modo quelli destinati alla pratica calcistica. Per favorirli, si prevede un abbattimento degli interessi dovuti, tramite l’Istituto di Credito Sportivo, previo ovviamente parere favorevole di apposito Comitato costituito. Nel progetto dell’impianto deve essere previsto il raggiungimento, tramite la gestione dello stesso, di un equilibrio economico-finanziario, oltre che il miglior posizionamento possibile dello spettatore e la costruzione di appositi locali come palestre e altri centri di svago, così da vivere lo stadio anche negli altri giorni della settimana, oltre a quello della partita.

Criteri. Lo stadio deve essere dotato di almeno 15.00 posti di cui 7.500 a sedere, della massima adattibilità alle riprese televisive e di un sistema di telecamere a circuito chiuso; inoltre si andranno a preferire quegli impianti fruibili oltre che nell’ambito sportivo anche in quello culturale e sociale, coniugando eventuali esigenze di riqualificazione urbana. Senza dubbio, rientrando in questa categoria, una società calcistica, coadiuvata dagli enti locali, potrebbe essere molto agevolata nella costruzione di un proprio stadio di proprietà, cosa normale in molti paesi europei ma non nel nostro; uno stadio di proprietà, così come previsto in tale disegno di legge, è un impianto polifunzionale, capace di garantire occupazione ma sopratutto aumenti nelle entrate delle società calcistiche, riportando ai primissimi livelli nel bilancio la voce “biglietti partita e merchandising“.

Arechi o no? In una recente intervista al nostro sito, Aliberti ha affermato che dopo la promozione in A del ’98 l’Arechi venne adeguato per la massima serie in pochi mesi, cosa che invece non è avvenuta celermente dopo l’approvazione del decreto Pisanu (questione tornelli). L’approvazione della Crimi potrebbe porre la Salernitana di fronte a un bivio: alla luce delle agevolazioni previste, è meglio riammodernare l’Arechi, magari creando una partnership con la vicina Multisala Medusa e costruendo locali commerciali adiacenti allo stadio, così da avere quell’impianto polifunzionale auspicato, oppure costruirne uno ex novo, in un’altra zona della città, sulla falsariga del modello diffuso a livello europeo, con negozi interni alla struttura stessa e di proprietà della società granata? Rifacendoci alla conferenza stampa dello scorso giugno, sembrerebbe quest’ultima l’ipotesi preferita del presidente Lombardi. Certo è che la situazione societaria attuale non è del tutto chiara e sarebbe meglio se le prerogative principali fossero altre; sicuramente l’approvazione della legge Crimi potrebbe essere un’occasione da non perdere per club, come la Salernitana, dotati di un importante bacino di utenza e che con un impianto adeguato e negozi adiacenti riuscirebbe maggiormente a monetizzare l’amore dei suoi tifosi.

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