La “tessera del tifoso”: un incubo diventato realtà. Il ministro Maroni non si è lasciato impietosire dalle grida di dissenso da più parti pervenute, scagliandosi ferocemente contro chiunque abbia criticato questo contestato strumento. Della pubblicizzata “fidelizzazione” non riscontriamo proprio nulla: si tratta, al contrario, dell’ennesima schedatura gratuita, abbinata ad un’operazione commerciale che probabilmente favorirà i soliti noti. Dal prossimo campionato, quindi, la tanto discussa tessera entrerà a pieno regime in vigore. Obbligatoria per poter seguire le trasferte nel settore ospiti (senza si potrà accedere esclusivamente negli altri settori dello stadio, magari tra i tifosi locali: bel modo di garantire maggiore sicurezza!) e per poter sottoscrivere gli abbonamenti per le gare casalinghe. E’ questo l’aspetto più inquietante del meccanismo: il rilascio dell’abbonamento (di per sè già una tessera nominativa e per il cui ottenimento è obbligatorio sottoscrivere dei moduli con tutti i propri dati personali) subordinato al possesso di una seconda card. Gli ultras d’Italia si stanno già da tempo muovendo. Se è vero che Maroni non ha nessuna intenzione di indietreggiare, lo zoccolo duro del tifo allo stesso modo non intende rimanere inerme dinanzi all’ennesimo sopruso ed ad una misura repressiva che limita le libertà personali sancite dalla Costituzione Italiana. Se le frange organizzate di Roma, Lazio, Parma e di tante altre piccole e medie squadre hanno già garantito che, a queste condizioni, non sottoscriveranno gli abbonamenti, invitando tutti coloro intenzionati a farlo a collocarsi in settori diversi dalla curva, si registra un successo della “tessera” solo a Firenze, favorita dalla politica di prezzi stracciati voluta dai Della Valle. E a Salerno cosa sta succedendo? Gli ultras granata dei vari gruppi sembrano avere le idee molto chiare in proposito. Proseguendo sulla linea d’unità già tracciata nelle ultime settimane si è deciso di boicottare la sottoscrizione delle tessere d’abbonamento che, con le attuali restrizioni, sarebbero vietate a tutti coloro i quali hanno avuto e già scontato diffide negli scorsi anni. Si attendono notizie dalla società: impegnata in ben altri fronti, al momento, non ha ancora preso in carico il problema. Logica vorrebbe l’assoluta assenza della campagna abbonamenti ed una politica di prezzi contenuti al botteghino.






