Liberatorie, caso Mutti, mancata presentazione dell’organigramma, fidejussione a copertura della rateizzazione Enpals e mancata approvazione della dilazione per i debiti IVA ed IRAP. Sono ben cinque i punti oggetto di contestazione da parte della Covisoc che, allineandosi alla prima analisi della Lega Pro, ha cassato inesorabilmente la domanda d’iscrizione del club granata.
Primo punto: L’organismo di vigilanza ha posto sotto lente d’ingrandimento tutto il carteggio presentato dalla Salernitana, riscontrando, come prevedibile, diverse difformità. Circa le liberatorie, la Covisoc ha vagliato le quietanze firmate dai tesserati, in particolare tutti coloro i quali avevano rinunciato a significative somme rispetto agli accordi inizialmente pattuiti. Meccanismo che non ha convinto i membri della Commissione di Vigilanza, a maggior ragione perché alcuni pagamenti sono stati effettuati con modalità diverse a quelle previste dalle normative (bonifici o assegni circolari).
Secondo punto: il caso Mutti; come noto il club granata ha impugnato presso un tribunale ordinario la sentenza che lo condannava al pagamento degli emolumenti al trainer bergamasco, per una cifra pari a circa 200.000 Euro. Dalla stanza dei bottoni a più riprese l’assicurazione che tale somma fosse coperta da un versamento presso il fondo di garanzia della Lega. Nulla di più falso: il fondo non esiste, come certificato anche dalla Deloitte.
Terzo punto: la fidejussione presentata a garanzia della rateizzazione dei debiti previdenziali (pari a circa 800.000 Euro). L’Enpals aveva dato l’ok alla dilazione previa presentazione di una polizza entro la data del 15 Luglio. La Covisoc ha spiazzato il club granata, chiedendo anche questo documento entro il 7. La Salernitana, per ammissione dello stesso Loschiavo, ha presentato via fax (e non in originale) la fidejussione, tra l’altro emessa da un Confidi e non da un istituto di credito come invece richiesto.
Quarto punto: l’Agenzia delle Entrate non ha ancora comunicato alla Lega l’ok per la dilazione dei debiti IVA ed IRAP (pari a circa 500.000 Euro). Dovrà obbligatoriamente farlo entro due giorni.
Quinto punto: la mancata comunicazione dell’organigramma societario. Lacuna teoricamente di poco conto ma che ha portato addirittura all’esclusione in prima istanza della Paganese.
Un’ennesima corsa contro il tempo attende la Salernitana: entro due giorni bisognerà presentare ricorso.La dirigenza granata è a lavoro per adeguarsi ai paletti fissati dagli organismi di controllo. Nella migliore delle ipotesi, si rischia una penalizzazione (un punto per ogni contestazione) ed una cospicua ammenda. In caso di ennesima bocciatura, previsti ulteriori gradi di giudizio (Corte Federale, Arbitrato, Tar e Consiglio di Stato). Visti i precedenti, ci sarebbe davvero poco da sperare.
© Riproduzione Riservata













