Ai nastri di partenza della nuova stagione agonistica, la Salernitana si ritrova in ritiro in quel di Camigliatello Silano con una rosa costituita per la maggior parte sulle macerie della scorsa stagione. Ancora molti i giocatori in squadra con la valigia pronta, ma soprattutto tanti giovani pronti a dimostrare quanto di buono fatto vedere nello scorcio finale dello scorso campionato. Tra questi vi è sicuramente Luca Orlando, attaccante classe 1990, uno dei giovani più promettenti della Salernitana. L’arrivo di Breda, che crede molto nel settore giovanile e sopratutto nell’inserimento in prima squadra dei giovani talenti, potrebbe rappresentare per Orlano e per gli altri talenti granata, il trampolino di lancio per effettuare il salto di qualità definitivo.
Intervistato in esclusiva ai nostri microfoni, Luca Orlando ha dimostrato una grande maturità, palesando di avere le idee ben chiare su quali siano i suoi prossimi obiettivi.
Ci siamo messi alle spalle una stagione disastrata sotto molti punti di vista. Cosa salveresti della stagione appena trascorsa? “E’una stagione molto difficile per la Salernitana. Personalmente la possibilità di entrare in prima squadra è stata la cosa più bella che mi potesse accadere. Giocare in Serie B e dimostrare qualcosa in prima squadra è stato il momento più bello della stagione e forse di tutta la mia vita finora. Devo ringraziare molto i miei genitori ed il mio procuratore, che mi sono stati vicini in questo periodo.”
Nella primavera sei stato impiegato da centravanti, da seconda punta e da attaccante esterno. Qual è il ruolo che preferisci e che, a tuo avviso, meglio si addice alle tue caratteristiche tecniche? “Sicuramente seconda punta. Prediligo attaccare gli spazi, inserirmi nei varchi creati dai miei compagni. E’ li che sicuramente do il meglio dal punto di vista tecnico-tattico. Con il mister Grassadonia ho giocato soprattutto da esterno: lui mi vedeva così. Anche in quel ruolo ho fatto bene, ma preferisco decisamente giocare da seconda punta.”
Qual è il calciatore che ammiri di più dal punto di vista tecnico-tattico e a cui vorresti assomigliare? “Filippo Inzaghi. Il suo fiuto per il goal e la sua presenza in area sono davvero eccezionali. Anche se Pippo è una prima punta, e quindi diversa da me che preferisco giocare da seconda punta, è lui il mio idolo.”
Mister Breda crede molto nei giovani. Con la Reggina ha fatto bene sia nel settore giovanile che in prima squadra, schierando spesso molti primavera. Nella conferenza di presentazione ha detto che tutti, primavera e non, partono dallo stesso piano e avranno la stessa possibilità di minutaggio. Cosa pensi delle parole del neo mister? “Credo ciecamente nella parole del mister. Le sue capacità le ha già dimostrate salvando la Reggina da una situazione difficile. Ora starà a noi giovani dimostrare di meritare le chance che il mister ci offrirà, partendo proprio dal ritiro pre-campionato.”
Si dice che per un salernitano sia più difficile giocare ed esprimersi ad alti livelli nella squadra della propria città. Condividi questa “teoria”? In genere accade spesso: si dice che i salernitani da calciatori non fanno molto bene a Salerno. Ma secondo me non è vero, dipende dalle situazioni. In ogni caso è una cosa da provare sulla propria pelle: io credo sia un sogno per qualsiasi salernitano giocare nella Salernitana. Io questo sogno lo sto realizzando.”
Recentemente si è puntato spesso il dito verso presunte carenze nei settori giovanili delle squadre per giustificare la crisi del calcio italiano. Che idea ti sei fatto al riguardo e secondo te per quale motivo in Italia non “crescono” più campioni del calibro di Baggio, Zola, Totti e Del Piero? “Se guardiamo per esempio al mondiale, vediamo come sia stato vinto da una squadra la Spagna, che punta molto sul settore giovanile. L’Italia nel mondiale ha fatto male ed ha fatto male per esempio anche l’Under 19. Le altre Under 19 invece sono più organizzate e sembrano avere qualcosa in più. Secondo me occorre definire alcuni vincoli per i vari campionati, come quelli esistenti per esempio in Lega Pro, per valorizzare il settore giovanile italiano . I giovani sono il patrimonio del calcio e vanno quindi tutelati nel miglior modo possibile.”
Chiudiamo con la classica domanda di rito: il tuo sogno nel cassetto. “Spero di confermare quanto di buono mostrato nello scorcio finale della scorsa stagione. Vorrei disputare un campionato da protagonista e sono sicuro che con il mister Breda tutto questo sarà possibile.”
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