Ho già accennato che nelle classiche “sfidette “ a calcio dei primi anni ’70 , l’abbigliamento era quello quotidiano e a volte la lacerazione di un pantalone, di un maglione e delle scarpe buone erano vere e proprie tragedie familiari.
Ma lo strumento principe di chi faceva sport, ovvero le scarpette come erano ? E’ inutile dire che per noi calciatori “stradali “ le scarpette con tacchetti bullonati o di gomma erano miraggi inarrivabili e di poca utilità visto che già detto si giocava sull’asfalto.
Esistevano per i più fortunati le scarpette da ginnastica in genere le Superga con suola bassa di gomma Pirelli mentre per tutti gli altri (la maggioranza ) si correva, dribblava, tirava con le classiche calzature e cioè mocassini, polacchine e sandaletti vari. D’estate poi si arrivava a giocare anche con le ciabatte o gli zoccoli di legno che spesso costringevano il portiere non solo a parare il pallone ma anche a schivare il proiettile che arrivava.
Poi all’improvviso un giorno comparve qualche “ giocatore “ con ai piedi delle scarpe azzurro scuro con ai lati due bande laterali gialle e un alto strato di para bianca come suola che ti rendeva più alto di 3 – 4 cm. Erano le mitiche MECAP , favolose scarpette che finalmente ti permettevano di saltare, scivolare, frenare e in particolare di tirare fucilati micidiali.
Inizialmente questo tipo di scarpa non era ben vista dai nostri genitori ( effettivamente non erano molto eleganti ) ma poi visto la quantità di scarpe normali rovinate e il loro prezzo abbastanza contenuto divennero vere e proprie dotazioni necessarie per il ragazzo del tempo. A tal proposito ricordo che il loro prezzo variava dalle 8 alle 10.000 lire mentre un paio di scarpe appena discrete costava sulle 20.000 lire.
In breve le Mecap divennero una moda e si indossarono sempre in qualunque occasione (ho visto foto di matrimoni con bimbi e Mecap ) e anzi si toglievano con malavoglia solo per dormire. Per la verità la qualità di gomma scadente e di colla con cui erano fatte queste scarpe faceva sì che i piede fossero sempre umidi, sudati e puzzolenti. Le Mecap stesse dovevano essere poste la sera sul balcone per evitare possibili asfissie in famiglia.
Questo causò nel giro di qualche stagione la nascita di una battuta in voga in quegli anni nel caso il tuo compagno avesse problemi di alitosi o sudorazioni eccessive:
“ ma che te magnato nu criaturo muorto chu i mecap ‘u per ‘ “.
Anche le Mecap non duravano in eterno ma resistettero egregiamente alle nostre sollecitazioni e a volte ti permettevano di giocare anche se bucate, scollate o rotte.
La moda delle Mecap durò fino a quasi alla fine degli anni ’70 poi le scarpe sportive Adidas, Puma, Diadora, Asics, Converse, Nike ecc. presero il sopravvento complice anche chi di queste scarpe ne ha fatto diventare oggi veri e propri articoli di culto e moda. Chi ragazzino di oggi si sognerebbe mai di tirare una “cannata “ ad un pallone senza chiedersi perché rovinare le mie “Ferrari “ ?
in collaborazione con www.salernoinprima.it
© Riproduzione Riservata






