Salernitana – Lumezzane: promossi&bocciati
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Lorand Szatmari tra i migliori in campo (Foto Maffia ©)

Brusco ed imprevisto stop casalingo per la Salernitana di Roberto Breda. I granata partono bene ma nella ripresa si sciolgono come neve al sole, anche a causa di una condizione fisica apparsa ancora deficitaria in diversi elementi. Eppure la Salernitana era partita bene, mostrando diligenza tattica e buone individualità nella prima frazione di gioco, Szatmari su tutti. L’ungherese è stato il faro di una manovra ancora lenta e farraginosa e appena si è spento, complice uno stato di forma non ancora ottimale, è calato il buio in campo. Gli ospiti ne hanno approfittato sfruttando l’unica indecisione della retroguardia granata. Un film già visto tante, troppe volte lo scorso campionato: i “reduci” si affrettano a sgombrare il campo da illazioni affermando che la retrocessione appartiene al passato ma è lecito avere quantomeno il sospetto che in diversi elementi, a livello psicologico, possano inconsciamente tornare in mente gli spettri dell’ultima, indecorosa, annata.

LORAND SZATMARI partono dal suo piede tutte le azioni pericolose create dalla Salernitana. Imprendibile nella prima frazione di gioco, riesce con facilità a trovare la posizione inserendosi fra le linee del Lumezzane. Travolgente quando parte palla al piede, meriterebbe il gol con un sinistro al fulmicotone che si stampa sul palo a portiere battuto. Giacomino Magiaro.

MANOLO PESTRIN ispirato, forse per mostrare all’universo pallonaro che continua a snobbare il suo lauto ingaggio che in cadetteria ci può ancora tranquillamente stare. Inizia con sufficienza perdendo ingenuamente qualche pallone di troppo, sale in cattedra intorno al ventesimo ed è l’unico a crederci fino alla fine. Pubblicità progresso.

MAURIZIO PECCARISI è Murolo a perdersi lo spilungone bulgaro in occasione della rete avversaria. Lui comanda senza particolari affanni la difesa, giocando quasi in scioltezza. Colosso.

GIANLUCA LITTERI se Balotelli, suo compagno di reparto nella primavera dell’Inter, è finito al Manchester City con un contratto milionario mentre lui fa la panchina a Fava (non propriamente Diego Milito) un motivo ci sarà. Ieri, pur in pochi minuti, si è scoperto. Ad un tratto qualcuno l’ha confuso per un palo della porta; un palo di legno piantato in campo. Controfigura di Fragiello.

SALVATORE ACCURSI si dirà che è un centrale “prestato” al ruolo di terzino destro a giustifica dell’assoluta inesistenza in fase di propulsione offensiva. Ma il lassismo con il quale lascia beatamente crossare Mancini il pallone del vantaggio come si spiega? Sicuri che Galasso sia tornato al Bari?

DINO FAVA non basta un gol di rapina sette giorni orsono per dimenticare dodici mesi di astinenza. L’uscita dal tunnel è ancora lontana. Penalizzato anche dal modulo tattico: i compagni di reparto convergono molto poco verso l’area di rigore ed è quasi sempre solo nella morsa della difesa avversaria. Bomber in pensione.

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