Il mercato granata si chiude senza i botti. Non che la tifoseria si aspettasse chissà quale calciatore per rinforzare la rosa di Breda, per la verità abbastanza competitiva sulla carta per la Prima Divisione, bensì qualche cessione eccellente che avrebbe fatto respirare le casse sociali, nonché ridurre il numeroso organico: Polito, Merino (vano il tentativo effettuato in extremis dal Livorno per prelevarlo), Pestrin (si era parlato di Torino, poi è saltato tutto), Montervino, Peccarisi, Carcuro, Vincenzo Pepe e Fava restano, quindi, in forza alla Salernitana dove ritorna, notizia ufficializzata oggi, anche Jacopo Balestri che si è già aggregato al gruppo. L’ex mantovano, già in granata lo scorso anno, era svincolato ed ha firmato fino al Giugno prossimo, andando a colmare la lacuna relativa al terzino destro palesata nelle prime tre uscite ufficiali. Tra i movimenti minori si registrano, poi, le cessioni in prestito dei giovani Neglia e Pastore al Sapri (Serie D), mentre Elio Siano ed Enrico Pepe non si muovono: il ventenni salernitani, anche se alle prese con qualche acciacco, avrebbero forse meritato una chance, anche in prestito altrove, per giocare e mettersi in mostra con continuità.
Difficile per Nicola Salerno, dunque, fare meglio: in un periodo di crisi, nessun’altra società avrebbe potuto garantire ai calciatori con contratti importanti cifre simili e, allo stesso tempo la Salernitana non avrebbe guadagnato molto nemmeno dalle eventuali rescissioni, tenendo conto delle buonuscite corpose da corrispondere. Terzo punto, poi, non meno importante: giocatori come Acerbis, Gorobsov o altri dal curriculum non certo fenomenale, che pure il diesse aveva sondato, hanno rifiutato il trasferimento in Campania in un club dove le difficoltà economiche non sono certo il miglior biglietto da visita. E allora ecco che i tifosi cominciano a preoccuparsi: la Salernitana ha perso il suo appeal? Sarebbe più corretto, forse, dire che i colori restano blasonatissimi ma la società non assicura grande stabilità, e allora giù con i rifiuti (il reggino Viola, a lungo accostato alla squadra granata, ha scelto il Benevento ad esempio) o con i contratti che non superano il vincolo annuale, un po’ perché i calciatori “non si fidano”, un po’ perché i conti societari “non lo consentono”. E qui potremmo tornare all’operato scriteriato del sig. Fabiani o del sig. Acri, ma meglio evitare di rivangare il passato e giudicare il presente: sono arrivati alla corte di Breda un portiere (il “Carneade” Di Stasio), due terzini (il trentacinquenne Balestri e il ventunenne Legittimo), due centrali difensivi (Murolo ed Accursi, senza dimenticare il ritorno di Altobello dopo il positivo campionato di Messina), quattro giocatori offensivi come Szatmari, Ragusa, Litteri e Montella, di cui questi ultimi due sembrano essere, però, in netto ritardo di condizione. Il giudizio tecnico complessivo non è certo negativo, anche se Salerno avrebbe potuto tenere in maggiore considerazione i babies cresciuti nel vivaio (soprattutto dopo l’ottimo campionato primavera dello scorso anno): Robertiello è stato fatto partire a parametro zero (ingaggiato dal Chievo e girato in prestito a Giulianova), Agresta si è visto chiudere da Legittimo ed ha dovuto salutare la compagnia, così come Orlando, accantonato per Litteri e Montella pur avendo svolto tutta la preparazione precampionato col gruppo.
Una rosa, però, che pesa come un macigno e che costringerà il club, se vuole rispettare le scadenze, a sborsare fior di quattrini per la gestione e il pagamento degli ingaggi. Il tutto senza ancora uno sponsor sulle maglie, eccetera, eccetera, eccetera…
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