Vittoria doveva essere, vittoria è stata. La Salernitana recupera parzialmente il passo falso interno contro il Lumezzane espugnando meritatamente il campo “Druso” di Bolzano con una prestazione gagliarda. Gli uomini di Breda hanno sofferto il giusto ma hanno peccato di inesperienza e presunzione sciupando ripetutamente il raddoppio che avrebbe messo in ghiaccio la gara. Quelli conquistati sono tre punti fondamentali per il prosieguo del campionato: un ulteriore stop avrebbe già compromesso la posizione di Breda, finito nel mirino della critica per la gestione dei cambi in queste prime due uscite stagionali. Bene la spina dorsale del campo, da rivedere le corsie esterne. Il trainer trevigiano avrà molto da lavorare in settimana per correggere alcuni atteggiamenti un pò troppo leziosi da parte dei laterali d’attacco. Tanto lavoro attende anche il preparatore atletico: la Salernitana ha iniziato la stagione in considerevole ritardo rispetto agli avversari, causa del puntuale crollo fisico nei secondi 45 minuti di gioco.
DAVIDE CARCURO Parte in sordina, un pò spaesato per via della posizione nuova di zecca. Col passare dei minuti si guarda intorno e capisce di avere gli spazi per poter osare ed inserirsi con puntualità nell’area di rigore avversaria. Intelligente a sfruttare la sapiente sponda di Fava. Esce stremato, in tempo per farsi notare agli occhi di chi l’aveva quasi dimenticato. Ci sono anch’io.
DINO FAVA avesse affianco un Di Vaio, potrebbe seriamente candidarsi al ruolo di Artistico della situazione. Senza Szatmari il principale schema (per non dire l’unico) è la palla lunga dalle retrovie per la sua capoccia. Sempre presente, lotta, sgomita e si fa valere contro i boscaioli altoatesini. Da manuale l’assist per il gol di Carcuro. Pivot.
JACOPO BALESTRI in settimana Nicola Salerno aveva rivelato di non conoscere le sue condizioni fisiche. Tralasciando sul fatto che un direttore sportivo possa ingaggiare calciatori senza prima accertarsi sul loro reale stato di forma, l’ex modenese dimostra la sua professionalità presentandosi all’appuntamento con l’out destro, dopo una vita trascorsa a macinare chilometri sulla fascia opposta, in ottime condizioni. Usato sicuro.
ANTONIO RAGUSA elogi, titoli a quattro colonne e copertine evidentemente non gli hanno fatto granchè bene. Non parte male, formando con Balestri una pericolosa catena sulla fascia destra. Nella ripresa si eclissa gradualmente, sciupando troppe occasioni. Il sinistro? Solo per la frizione.
MARCELLO FALZERANO innamorato del pallone come ogni talento che si rispetti. La terza serie, storicamente, non è categoria adatta a questo tipo di sofismi. Breda gli dà fiducia per le sue doti di contropiedista e, soprattutto, per poter schierare i tre under 21 dall’inizio. L’ex primavera lo “ripaga” con troppi dribbling e qualche fallo di troppo.Rimandato.
FABBRI DI RAVENNA direzione di gara pessima da ambo i lati. Cartellini sventolati ove non necessari e lasciati nel taschino quando, a termini di regolamento, ci potevano tranquillamente stare. Con una chicca da libro horror, sul finale di tempo: il doppio fischio su Carcuro lanciato a rete e atterrato da Keim. Si dirà che il recupero era scaduto. Ok, ma il fallo non era stato compiuto con il pallone in gioco e pertanto meritava adeguato provvedimento disciplinare? Se non ve ne siete accorti, stiamo in Serie C.
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