Due bandiere granata che s’incontrano nella nebbia del nord Italia in un campo di provincia. Roberto Breda e Pietro Strada, tra gli artefici delle migliori stagioni di sempre della Salernitana, erano infatti entrambi al Nuovo Comunale di Lumezzane: il primo come allenatore campano, il secondo da semplice spettatore, nonchè doppio ex amato da entrambe le tifoserie. “Vedo Pietro ogni due o tre mesi, non solo oggi ma ogni volta che salgo al nord - ha detto Breda facendo uno strappo alla regola del silenzio stampa – Devo dire che si mantiene bene, è fisicamente integro nonostante i capelli bianchi. Non abbiamo mai avuto occasione di giocare una partita tra vecchie glorie: lui gioca ancora a calcio e si diverte il lunedi, mentre io no, ma sarebbe bellissimo avere l’opportunità di stare di nuovo tutti assieme e ricordare quei bei momenti, anche se nello stato in cui siamo ridotti (ride, nda) ci viene la depressione! Due vecchi amici, due grandi compagni a Salerno come a Parma, ammettiamo che vederli assieme dopo tanto tempo fa scorrere la lacrimuccia anche a noi. “Seguo sempre la Salernitana sin da quando sono andato via - ha detto l’emozionato Strada, accompagnato dal figlioletto calciatore in erba nelle giovanili del Brescia – almeno cerco di vederne i risultati domenica dopo domenica. Ora, con l’avvento in panchina di Roberto, la seguo con ancor più simpatia anche se non ho mai avuto l’occasione di vedere giocare la squadra: peccato, oggi poteva essere la volta buona ma vorrà dire che rinvieremo al recupero del match. Probabilmente la decisione non è stata giusta e a beneficiarne sarà la Salernitana che potrà sicuramente schierare una squadra migliore rispetto a quella che sarebbe scesa in campo oggi”. Una squadra, quella di Breda, che fino alla precedente partita si è sempre espressa con il 4-3-3, esponendosi anche a molte critiche del pubblico, mentre a Lumezzane sarebbe potuta esserci la svolta con il cambio di modulo dettato dalle necessità. “Il 4-3-3, oltre ad avermi dato tanto - continua Strada – è il modulo perfetto dal punto di vista tattico ancora oggi, soprattutto per le coperture del campo. Credo che anche per Roberto sia il più efficace ma bisogna avere i giocatori che lo sappiano interpretare, poi i numeri lasciano il tempo che trovano. Analogie tra la Salernitana del 1993 e questa? Anche quella Salernitana veniva da una situazione difficile, ci fu il passaggio della società da Casillo ad Aiberti e si veniva da una retrocessione. Noi fummo bravi, in una situazione inizialmente non idilliaca, a crederci assieme alla società che costruì cose importanti, scommettendo su giovani calciatori e un giovane allenatore. Insomma, una serie di coincidenze che hanno creato gruppo importante e coeso”.






