Due buone notizie e due cattive accompagneranno in Lombardia i granata, fermamente decisi a conquistare punti preziosi per continuare la loro caparbia rincorsa alla zona play off, nonostante le settimane tipo del gruppo sembrino ormai caratterizzate soprattutto da vicende extracalcistiche, pur riconoscendo ai ragazzi professionalità e preparazione scrupolosa sul campo finalizzata ad ottenere un elevato rendimento domenicale . Le notizie negative giungono dalla Brianza, dove la squadra biancorossa si è compattata attorno al discusso allenatore Verdelli in odor di esonero, manifestando in un comunicato stampa la ferma volontà di abbandonare l’ultima posizione in classifica divisa con la Paganese; ma pessime nuove sono giunte anche dalla disciplinare di Lega Pro che ha comminato alla Salernitana un nuovo punto di penalizzazione vanificando parzialmente, ancora una volta, il lavoro egregiamente svolto sul prato verde dalla squadra. Siamo già a quota quattro, e purtroppo il totale è destinato a salire di almeno altre due unità. Fortunatamente, però, la settimana ha regalato anche un paio di buone ed inaspettate novelle: il pagamento della mensilità di ottobre ai calciatori, che finalmente potranno respirare un po’ (soprattutto i giovani alle prime esperienze da professionisti), ed i considerevoli passi in avanti nelle trattative di cessione della società annunciati dallo stesso Lombardi, anche se la commedia goldoniana, con protagonisti Joseph Calà e l’institore vallese, consiglia a tutti noi una necessaria dose di prudenza: gli occhi e le orecchie ancora sono in “convalescenza” dopo gli effetti devastanti di quel penoso teatrino.
La partita, è meglio dirlo subito, sarà molto difficile, come sempre e contro tutte le avversarie, perché il Monza vuole innanzitutto togliere dalle difficoltà il suo tecnico, ma soprattutto vuole evitare a tutti i costi che la Paganese dopo averla raggiunta, nonostante fosse sei lunghezze dietro, la lasci solitaria all’ultimo posto che vuol dire retrocessione diretta senza passare per la scappatoia dei play out. Inoltre, non ingannino le ultime quattro sconfitte consecutive perché, come affermato alla nostra redazione l’ex di turno Marco Ferrante (oggi collaboratore tecnico dei lombardi), la squadra ha sempre disputato ottime partite dando vita a prestazioni connotate da una certa vivacità tecnica ed atletica. Il limite, in questo momento, è rappresentato dall’ansia che condiziona pesantemente il rendimento individuale e collettivo; dovrà allora essere brava la Salernitana, con una condotta di gara aggressiva e determinata, ad aumentare il nervosismo dei ragazzi di Verdelli contrapponendo loro lo stesso furore agonistico che le sarà riservato sul manto erboso del “Brianteo”.
Per quanto riguarda l’aspetto tattico, mister Verdelli dovrebbe optare per il 4-3-1-2, anche se la contemporanea assenza per squalifica di due difensori titolari, Uggè e Fiuzzi, gli creerà non pochi problemi nelle operazioni di allestimento della retroguardia. In porta giocherà il portierone olandese giramondo, Westerveld, la chioccia del gruppo con le sue importanti esperienze in giro per l’Europa. I quattro difensori, detto delle assenze di Fiuzzi ed Uggè, dovrebbero essere l’eclettico Campinoti a destra (centrocampista che ultimamente ha giocato come terzino sinistro), anche se qualche chance potrebbe averla pure il giovane Bugno, l’ex Cudini ed il giovane Tuia a comporre la coppia centrale, ed il terzino mulatto Barjie a sinistra, il quale andrebbe a sostituire Campinoti traslocato per l’occasione a destra. Sembra, a dire il vero, anche in considerazione delle due importanti assenze, il reparto più debole della squadra, dove l’inesperienza di Tuia e Bugno e l’età forse un po’ troppo avanzata ormai di Cudini, oltre all’adattamento forzato di Campinoti, dovrebbero concedere molto alla rapidità, alla tecnica ed all’esperienza del nostro tridente offensivo. Importante sarà scendere in campo con lo spirito giusto, con la voglia di colpirli e di approfittarne, dal primo al novantesimo: i nostri tre attaccanti hanno tutte le possibilità per far trascorrere una domenica da incubo ai monzesi, visto che sono stati capaci di scardinare difese ben più arcigne ed esperte.
A centrocampo, Verdelli, così come il suo predecessore De Petrillo, schiera abitualmente il rombo, con l’ex Vignaroli (unico anno in carriera da vero bomber a Salerno con Zeman) vertice basso (ruolo ricoperto per la prima volta proprio sotto la guida dell’ex libero dell’Inter ) e due mediani di corsa e quantità ai suoi lati da scegliere tra Gambadori, Campisi e Prato. Vignaroli ha saltato quasi tutte le ultime sedute di allenamento, per cui la sua presenza è fortemente in dubbio; non dovesse giocare, al suo posto sarebbe impiegato Iacopino, che ha costantemente ricoperto il ruolo di regista arretrato per l’intero girone d’andata. Con l’arretramento di Iacopino si libererebbe un posto dietro alle due punte: favorito il talentuoso Stefano Seedorf, cugino del più famoso Clarence, ma anche il giovanissimo Chemali che, animato da grande entusiasmo ed incoraggiato da qualche recente prestazione di ottimo livello, nutre fondate speranze di partire titolare. Si tratta di due calciatori che non danno punti di riferimento, tecnici ed imprevedibili: ottimo il primo tempo disputato a Salerno da Seedorf, prima di eclissarsi completamente nella seconda frazione di gioco. Se invece Vignaroli dovesse essere della contesa, il vertice alto del rombo sarebbe occupato da Iacopino, che ritornerebbe così a svolgere il ruolo che in passato lo ha visto protagonista con le maglie di Sampdoria ed Empoli.
L’attacco è senza dubbio il reparto dei monzesi più insidioso, specie dopo l’ingaggio invernale di Simone Masini, a lungo accostato al nome della Salernitana nel corso della laboriosa trattativa che avrebbe dovuto riportare Peccarisi alla corte di Castori ad Ascoli. Il ventiseienne pisano, esordi nel professionismo a sedici anni, non ha confermato nel tempo le grandi doti tecniche manifestate precocemente, però si tratta indiscutibilmente di un calciatore importante per la categoria. Di lui si ricorda soprattutto la splendida stagione con la maglia della Lucchese di quattro anni fa, quando i toscani contesero a lungo il primo posto alla Salernitana di Di Napoli. Il totale dei gol messi a segno fu dodici, alcuni dei quali di pregevolissima fattura; realizzò anche il discusso rigore del pari toscano concesso all’Arechi dall’arbitro Giancola. Calciatore molto fisico e tecnico, diventa pericoloso se ha l’opportunità di partire di rimessa e puntare l’avversario, specie quando riceve palla sulla fascia sinistra. Al centro dell’attacco lombardo agirà Carlo Emanuele Ferrario, autore sino ad ora, a dispetto della deficitaria classifica della squadra, di ben dieci gol. E’ un attaccante molto pericoloso nei sedici metri, dotato di ottimo fiuto del gol e, nonostante la statura non esattamente da centravanti d’area, è molto abile nel gioco aereo e in acrobazia. In conclusione, è una partita che nasconde molte insidie (motivazioni e qualità tecnica degli avversari dalla cintola in su), ma anche tante opportunità da capitalizzare, su tutte la fragilità difensiva e la carenza di tranquillità psicologica dei padroni di casa. Come sempre, a far la differenza sarà l’approccio iniziale e la concentrazione tenuta nell’arco dei novanta minuti. A chi volesse avere qualche informazione in più sugli avversari dei granata, consigliamo la lettura dell’ articolo scritto dalla nostra redazione alla vigilia della gara d’andata: http://solosalerno.it/sito/2010/10/14/il-prossimo-avversario-il-monza/
PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2): Westerveld; Campinoti (Bugno), Cudini, Tuia, Barjie (Campinoti); Gambadori, Vignaroli (Iacopino), Campisi; Iacopino (Seedorf / Chemali ); Ferrario, Masini.
A disposizione: Marcandalli, Bugno (Barjie), Chemali (S.Seedorf ), Prato, Ricci, Furlan, Oulembo.
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