Quando gli chiedono della sua esperienza in maglia granata, la mente va immediatamente a quel lontano 10 gennaio 2007, data che nella sua carriera di calciatore rimarrà sempre impressa nella memoria, così come in quella di tutti i tifosi; in un Arechi gremito, infatti, andava in scena il sentitissimo derby contro la Cavese, gara terminata con il risultato di 0-0 ed in cui fallì una clamorosa occasione da gol. Italo Mattioli, talentuoso esterno d’attacco ora tesserato per il Latina in Seconda Divisione, fu tra gli sfortunati protagonisti di una partita che, se vinta, avrebbe potuto cambiare il suo destino e quello del campionato della Salernitana, che proprio da quel pareggio iniziò una lenta parabola discendente. “Giocare nella Salernitana è stata una bella emozione” – ha affermato l’attaccante casertano – “disputai un buon girone d’andata ed avevo un ottimo rapporto sia con mister Novelli, sia con la tifoseria; tuttavia non posso dimenticare il gol sbagliato contro la Cavese, un errore imperdonabile che ci costò punti importantissimi nella lotta alla promozione”. Scelto dall’allora direttore sportivo Enrico Coscia che puntò forte sulle sue caratteristiche tecniche e tattiche dopo averlo visionato a lungo nel periodo di militanza a Lecce (società con cui ha collezionato due presenze in massima serie nella stagione 2004-05), Mattioli fece parte dell’ambizioso progetto della “Salernitana dei salernitani”, mai del tutto decollato e che la società granata decise di stravolgere appena concluso il girone d’andata, nonostante il buon gioco espresso dalla squadra ed il quinto posto in classifica. “Arrivai in estate con grande entusiasmo” - ricorda Mattioli – “eravamo un bel gruppo e sicuramente potevamo dire la nostra fino alla fine. A gennaio, però, la società si ritenne insoddisfatta dei risultati ottenuti, eppure in casa vincevamo sempre ed in trasferta stavamo migliorando notevolmente. Con l’avvento di Bellotto, che da subito mi fece capire che non avrei trovato spazio, Lombardi preferì mandar via tutti i calciatori legati all’ex allenatore Novelli, a cui mi legava un rapporto di stima; a quel punto accettai la proposta del Taranto, che da tempo era sulle mie tracce, e fu bello tornare all’Arechi da avversario e ricevere l’applauso della curva”. Battuta la concorrenza di Improta, Filippini e Magliocco, Mattioli scese in campo in 17 occasioni, mettendo a segno tre reti; curioso che un calciatore rapido e tecnico come lui, che perfettamente si adattava al 4-3-3 di Novelli, abbia segnato due gol di testa, cosa anomala considerati i suoi 162 centimetri d’altezza: “Effettivamente non è proprio la mia specialità” – ha affermato sorridendo il calciatore – “però in settimana provavamo degli schemi ed io spesso con i miei tagli avevo l’opportunità di colpire anche di testa, in due casi mi è andata bene e fu una bella soddisfazione”. Anche se a distanza, Mattioli continua a seguire con un certo interesse le sorti della sua ex squadra, soffrendo assieme ai tifosi per la crisi societaria che ormai da mesi mette a repentaglio il futuro calcistico della Salernitana; quando gli viene chiesto un parere sull’operato di Lombardi, persona che lui conosce bene, Mattioli preferisce non sbilanciarsi: “Già all’epoca ricordo che c’erano problemi societari, ero convinto, però, che nel tempo una cordata seria si sarebbe potuta avvicinare alla Salernitana, che per blasone e tifo resta una piazza molto importante. Certo, non avrei mai pensato che le cose potessero precipitare così, tuttavia conservo un buon ricordo di Lombardi come persona, un uomo serio ed animato da una gran voglia di vincere e far bene. Forse proprio questo suo entusiasmo l’ha tradito e l’ha portato a commettere qualche errore, sebbene si sia quasi sempre circondato di persone molto esperte in ambito calcistico. Posso solo dire che vedere il Portogruaro in B e la Salernitana soffrire in C fa molta rabbia; onore ai calciatori che stanno dando il massimo ed al pubblico che è sempre numeroso e caloroso allo stadio”. Proprio dei tifosi, Mattioli conserva uno splendido ricordo, e la convinzione che proprio il tifo possa essere l’arma in più per la squadra di qui sino al termine del campionato: “Quell’anno in casa vincemmo sempre, ci sono state partite in cui i 3 punti sono arrivati proprio grazie alla spinta del pubblico, ci trasmettevano una carica incredibile. No, non è un modo di dire: il pubblico dell’Arechi è davvero il dodicesimo uomo in campo”. Sulla sua carriera, che l’ha visto indossare anche maglie importanti come quelle di Lecce e Foggia,e sul suo futuro, l’ex attaccante granata si è detto fiducioso, svelando un interessante retroscena inerente la scorsa stagione: “Finora sono stato frenato da infortuni piuttosto gravi, ora sto bene e spero di chiudere alla grande qui a Latina, poi spero di avere ancora occasione per dimostrare il mio valore. L’anno scorso fui vicino ad un ritorno a Salerno, poi la trattativa si arenò per colpa di divergenze con alcuni dirigenti. Se mi piacerebbe tornare? E’il mio sogno. In fondo ho qualcosa da farmi perdonare”.
© Riproduzione RiservataMeteore granata, Italo Mattioli: "Che emozione l'Arechi, ma quel gol sbagliato con la Cavese…"
Scritto da Mauro Mazzarella il 30 marzo 2011 in Meteore, Rubriche · 0 Commenti














