Il suo arrivo a Salerno a gennaio 2009 aveva acceso l’entusiasmo della tifoseria, pronta ad accogliere a braccia aperte un calciatore dalle indiscusse qualità tecniche e che si sperava potesse diventare il faro del centrocampo granata. Eppure la sua avventura con la maglia della Salernitana non è stata particolarmente felice, sia per una serie di infortuni che l’hanno tormentato per tutto il girone di ritorno, sia perchè problemi societari sempre esistiti ed emersi in tutta la loro gravità quest’anno frenarono l’ascesa di una squadra che, per organico, poteva ambiare a traguardi molto ambiziosi. Maurizio Ciaramitaro è uno dei tanti calciatori che, passati per Salerno, continua a portare nel cuore i colori granata e che, seppur a distanza, vive con particolare preoccupazione le sorti del club, tormentato da problematiche di natura economica che rischiano di sfociare in un nuovo fallimento. Il talentuoso centrocampista, però, non si è detto troppo sorpreso per una situazione sicuramente grave e che ormai si trascinava da troppi anni:“Fa davvero male vedere che una piazza come Salerno debba soffrire per le sorti della propria squadra del cuore” – ha affermato con amarezza Ciaramitaro – “tutto questo clamore, però, deriva dal fatto che sono emerse soltanto ora problematiche societarie che invece erano esistenti già da tanto tempo. Quando giocavo lì ricordo che la dirigenza già aveva problemi di natura economica e noi calciatori siamo sempre venuti incontro alle esigenze della proprietà. Lombardi è una brava persona e ci mette buona volontà, mi limito a dire che è un peccato che la Salernitana debba giocare in terza serie contro formazioni di basso livello quando realtà come il Chievo, con un blasone minore, ormai da anni giocano in A. Lì c’è una società esemplare ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Tornando indietro con la memoria, Ciaramitaro giudica complessivamente positiva la sua esperienza a Salerno, consapevole di aver contribuito alla salvezza della squadra e rammaricato per i troppi infortuni che non gli consentirono di scendere in campo con una certa continuità. Smentendo voci che parlavano di cattivi rapporti con il tecnico di allora Brini o, addirittura, di litigate quasi violente con alcuni compagni (Di Napoli), il mediano siciliano riassume così i sei mesi con la Salernitana: “Arrivai animato da tanta buona volontà, desideroso di rilanciarmi a grandi livelli e di aprire un ciclo vincente a Salerno, del resto la squadra era forte ed il pubblico era un’arma in più fondamentale. Fin lì la mia carriera era stata positiva, da quell’anno,invece, la sfortuna ha iniziato a tormentarmi e mi sono infortunato diverse volte, riuscendo comunque a dare una mano ai compagni nella conquista della salvezza. Ricordo ancora con gioia la partita contro il Brescia; vincemmo 3-0, segnai il primo gol pur scendendo in campo in precarie condizioni fisiche. Con Brini avevo un ottimo rapporto, così come con i compagni, ci rispettavamo tutti e se c’ è stata qualche discussione è solo perchè tutti tenevamo tantissimo a portare in salvo la Salernitana”. Una salvezza arrivata all’ultima giornata grazie al pareggio ottenuto a Mantova e che molti vedono legata alla vittoria per 3-2 contro il Bari, già promosso in A e giunto a Salerno con un atteggiamento alquanto rinunciatario: “Credo che sia normale che una squadra che ha vinto il campionato vada a giocare in trasferta senza motivazioni, trovo assurdo dire che ci siamo salvati grazie ad un regalo di un avversario. Ad Ascoli, contro l’Avellino ed in altre occasioni i 3 punti ce li siamo sudati e la permanenza in B fu un giusto premio per una squadra che, senza problemi societari,poteva davvero volare e che avrebbe potuto infiammare una piazza calorosa come quella granata”. A chi crede che non abbia fatto la carriera che meritava, Ciaramitaro risponde così: ”Tutto sommato sono soddisfatto di ciò che ho fatto, quando sono stato bene ho sempre dimostrato il mio valore. Mi dispiace non essere riuscito a trovare spazio a Palermo quest’anno, il rapporto con Rossi era ottimo, non con la società, ma altrove ho vissuto delle esperienze molto positive. Ribadisco che la mia ascesa è stata frenata solo da problemi fisici, ora spero di finire al meglio il campionato con il Modena e di restare qui anche l’anno prossimo, perchè mi piacerebbe dare continuità ad un progetto tecnico, sono stanco di cambiare due squadre all’anno. Tornare un giorno a Salerno?Mi piacerebbe, non mi tirerei certo indietro, lì sono stato bene e tifoserie del genere ce ne sono poche in giro”. Proprio ai tifosi Ciaramitaro dedica il suo ultimo pensiero: “Quando giocai lì ebbi conferma del grande attaccamento alla maglia dei salernitani verso la squadra cittadina, furono loro il dodicesimo uomo in campo in diverse occasioni. Qualche volta siamo stati contestati, ma era un atto d’amore verso chi, come noi, avrebbe dato tutto per il bene della Salernitana. A loro auguro di tornare presto a calcare palcoscenici più prestigiosi e di poter vincere questo campionato. Non è un frase fatta:Salerno merita di più”.
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andrea callister
7 aprile 2011
“è un peccato che la Salernitana debba giocare in terza serie contro formazioni di basso livello quando realtà come il Chievo, con un blasone minore, ormai da anni giocano in A. Lì c’è una società esemplare”…grazie maurizio per questo e le altre belle parole nei nostri confronti.