Meteore Granata, Luca Pierotti:”Salernitana in B assieme al mio Gubbio”

Per due anni e mezzo è stato uno dei calciatori maggiormente utilizzati dai vari allenatori succedutisi sulla panchina granata, simbolo di professionalità, umiltà ed attaccamento alla maglia. Sebbene la sua esperienza a Salerno sia stata caratterizzata da una retrocessione e due mesi di “epurazione” per una diatriba con l’allora presidente Aliberti, Luca Pierotti ricorda volentieri gli anni trascorsi nella Salernitana, trampolino di lancio verso una carriera mai decollata del tutto, ma nella quale ha saputo togliersi diverse soddisfazioni. “Sono stato a Salerno circa tre anni” – ha dichiarato il terzino umbro – “e complessivamente posso dire di essermi trovato bene, sono cresciuto molto sia come calciatore che come uomo e Salerno resta la tappa più importante della mia carriera, perchè giocare in una grande città e con un grande pubblico rappresentava per me, che all’epoca ero molto giovane, un banco di prova importante che credo di aver superato”. Giunto a Salerno su segnalazione di Zeman dalla Nocerina a gennaio 2002, Pierotti riuscì da subito a ritagliarsi uno spazio importante in prima squadra, sbaragliando l’agguerrita concorrenza di colleghi di reparto più esperti di lui e conquistando domenica dopo domenica la fiducia di tecnico e società: “Zeman mi volle a tutti i costi e sarò sempre grato al tecnico boemo per avermi dato la possibilità di confrontarmi a certi livelli, quando quest’anno l’ho incrociato nel derby tra Andria e Foggia gli ho espresso ancora tutta la mia gratitudine. Fu un girone di ritorno importante, vincemmo 5 partite di fila e dopo il blitz di Cosenza eravamo a pochi punti dalla quarta posizione, tuttavia la sconfitta interna col Genoa ci tagliò le gambe e  crollammo. Fosse valsa già allora la regola dei play off avremmo potuto lottare fino alla fine, invece salivano le prime 4 direttamente e non riuscimmo a centrare l’impresa. Il derby col Napoli resterà però sempre impresso nella mia mente, sia per la splendida prestazione offerta dalla squadra, sia per la cornice di pubblico”. La stagione successiva, invece, fu un vero e proprio fallimento sportivo, con la retrocessione (evitata dalla riforma dei campionati), l’esonero di Zeman ed una serie di problemi societari: “A rileggere oggi la rosa che componeva quella squadra viene da chiedersi come sia mai potuta retrocedere, del resto, però, quando la società ha difficoltà e non riesce a gestire certe situazioni i risultati non possono che essere negativi. A gennaio l’esonero di Zeman complicò ulteriormente i piani e dall’arrivo di Varrella in poi capimmo che non ci sarebbe stato nulla da fare e che saremmo retrocessi”. Pierotti salutò definitivamente Salerno a gennaio 2004, complice il rapporto non idilliaco instaurato col presidente Aliberti, sebbene mister Pioli avesse manifestato grossa stima nei suoi confronti: “Il mister era bravo e puntava su di me, ma a novembre litigai con Aliberti e finii fuori rosa, al punto che fui costretto ad andare via. Resta quello il rimpianto più grande della mia carriera, a Salerno stavo bene e speravo potesse continuare il mio ciclo lì e riscattare la retrocessione dell’anno prima”. Attualmente tesserato tra le fila dell’Andria, a 34 anni Pierotti sta già pensando al suo futuro e, malgrado la forma fisica sia ancora ottimale, sembra manchino gli stimoli necessari per continuare a giocare al calcio: “Amo il calcio da sempre e fisicamente sto benissimo non avendo mai avuto infortuni gravi, tuttavia il calcio sta cambiando, ci sono molte cose che non mi piacciono e mentalmente se non sarò motivato a dovere potrei decidere di lasciare prima del previsto”. Sull’attuale campionato di Prima Divisione, Pierotti, nato a Gubbio, si gode l’imminente promozione della sua squadra, augurando ai granata di centrare la B attraverso i play off e facendo un parallelo tra i due gironi: “Il Gubbio è in fuga e centrerà la B, la Salernitana è forte e sta facendo un buon campionato, ma i problemi societari potrebbero influire, del resto ci sono tante squadre forti e sarà una bella lotta. Dal punto di vista ambientale certamente il girone B è più difficile, ma tecnicamente il vostro è di tutt’altro livello e non avere pressioni aiuta certe squadre ad esprimere un bel gioco”. In chiusura, Pierotti saluta i tifosi granata, convinto che possano essere l’arma in più in questo finale di stagione “anche se” – afferma il calciatore – “giocare a Salerno non è facile, ci sono pressioni importanti, per qualche giocatore potrebbe rappresentare uno stimolo, per qualcun altro una difficoltà in più, ha fatto bene la dirigenza ad acquistare giocatori forti anche dal punto di vista caratteriale”.

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