Vincenzo Margiotta, protagonista in Coppa Liberazione nel 1944 (foto tratta dal volume "Salernitana, storia di gol, sorrisi e affanni")
Sprofondata in quarta serie, da domenica – anche se in Coppa Italia – la massima espressione calcistica di Salerno troverà comunque un incontro con la storia. Sono tredici, infatti, i precedenti della Salernitana con l’Internapoli Camaldoli (e sue precedenti denominazioni), che salgono a sedici se si considerano anche le sfide degli Anni ’20 con l’Internaples (fusione tra Internazionale Napoli e Naples che diventerà poi l’attuale Calcio Napoli, nda) in Prima Divisione Lega sud – girone Campania: stagione 1923/24, il 4 novembre l’Internaples espugna Piazza d’Armi con un sonante 5-1 (marcatori Gigliesi, tripletta di Valente ed Esposito, con il momentaneo pareggio dell’allora SalernitanAudax siglato da Kargus), mentre l’anno dopo, nel medesimo campionato, non va meglio alla squadra salernitana che giocava in maglia neroceleste, dato che l’Internaples vince ancora (1-0 gol di Blount nel febbraio del ’25), anche se nella Coppa AG Nocerina – disputatasi ad ottobre – la SalernitanAudax si era imposta per 3-2.
Detto di questa breve parentesi dei precedenti contro l’antesignana del Napoli, è d’obbligo passare ai progenitori dell’Internapoli di oggi, contro cui il bilancio dei precedenti strizza l’occhio ai granata: ben nove i successi, tre pareggi e un successo per la compagine che nacque nel 1909 con il nome di SC Vomero. È datata 27 gennaio 1929, però, la prima apparizione a Salerno della compagine napoletana, che perde 2-1 nel match valevole per il torneo di Prima Divisione (Terno e Brioschi in rete per i granata, Tricoli per gli ospiti); le due compagini si ritroveranno contro nelle semifinali, sempre nella stagione 28-29: finirà 0-0. Nella medesima categoria, ampliata l’anno seguente con squadre di altre regioni, il Vomero cade al “Piazza d’Armi” per tre reti a una (Adinolfi e doppietta di Cazzaniga per la Salernitana, Parascandolo segna il gol della bandiera ospite). Passa ancora un anno – stagione 1930/31 – non cambia l’esito della sfida: nel nuovo “Littorio”, che diventerà poi “Vestuti”, la Salernitana batte ancora il Vomero 4-1 con reti di Agostinelli, Terno, Miconi e Codari che ribaltano l’iniziale svantaggio siglato da Bonivento. Allora guidati dall’ungherese Kertesz, i biancocelesti salernitani vinsero il girone ma sfiorarono la B perdendo in finale col Cagliari.
Dopo tredici anni, i destini delle due compagini si riunirono nel corso della Coppa Liberazione, competizione vinta proprio dalla Salernitana. In tempo di ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale (siamo nel 1944), i granata ospitano il FBC Internaples (la compagine vomerese aveva assunto – solo per gli anni bellici – la vecchia denominazione del club angloitaliano) il 3 dicembre, imponendosi con un netto 3-0 firmato Saracino, Margiotta e Valese: tre nomi storici del calcio cittadino. I partenopei saranno di scena a Salerno anche nel 1945, in occasione del Campionato Regionale Misto, quando ancora il grande attaccante granata Vincenzo Margiotta risolverà del match (1-0) in favore dei suoi.
La Salernitana, da lì, approdò nelle sfere alte del calcio, mentre la squadra napoletana (che frattanto aveva nuovamente cambiato nome in CRAL Cirio) ripartì dalle serie inferiori fino alla stagione 1958/59, quando riuscì a disputare il suo primo campionato di Serie C, ritrovando proprio la Salernitana. In quell’anno i granata terminarono ultimi (CRAL Cirio penultima, nda) ma non retrocessero per la riforma dei campionati; in campo, al “Vestuti”, gli ospiti s’imposero per 3-2 con Vacca e due gol di Lenzi che rimontarono l’iniziale doppio vantaggio granata di Del Gaudio e Barone. Se l’annata seguente vide le due squadre pareggiare 0-0, nel 1960/61 i granata tornarono al successo alla prima giornata del torneo di C: finì 2-0 grazie alla doppietta di Lido Mazzoni, con il CRAL Cirio che retrocederà in D a fine stagione.
Nel campionato 1967/68 torna la sfida tra le due formazioni in terza serie, quella ospite finalmente con il nome di Internapoli: finisce 1-1 (Schettino per i partenopei, Matteucci per i granata), mentre nel campionato successivo Camillo Baffi regalò il successo ai padroni di casa (1-0). Con lo stesso risultato i granata s’imposero anche nel 1969/70 (in gol Franco Rosati) e nel 1970/71 (rigore trasformato da Mauro Pantani). A giugno, l’Internapoli fanalino di coda tornerà nei dilettanti, “vittima” di innumerevoli cambi di denominazioni e saliscendi tra Prima Categoria, Promozione, Eccellenza e Serie D.
Si ringrazia Giovanni Vitale, autore del volume “Salernitana, storia di gol, sorrisi e affanni”
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