Vincenzo Margiotta, protagonista nel 1941/42 contro i nerazzurri (dal volume "Salernitana, storia di gol, sorrisi e affanni")
Stagione 1935/36, nel girone D della Serie C – all’ultima giornata di andata – la Salernitana batte il Civitavecchia per 1-0 con gol di Rodolfo Stilli. È questo il primo dei precedenti nella storia delle due formazioni, che complessivamente sorride alla Salernitana che vanta quattro successi e due pareggi tra le mura amiche. Quella di oggi non è – ahinoi – definibile al 100% Salernitana ma è comunque piacevole fare un salto nel passato, in quei riflessi sbiaditi in bianco e nero magistralmente resi più nitidi dall’opera di Giovanni Vitale, in occasione del novantennale della squadra granata.
Dicevamo del primo incontro tra gli allora biancocelesti campani e i nerazzurri laziali, datato 12 gennaio 1936. La stagione seguente, quando la Salernitana concluse al secondo posto con il Taranto che conquistò la promozione in cadetteria, finì con uno scialbo 0-0, mentre un altro pareggio si ebbe nel 1937/38, quando la Salernitana – nel febbraio del 1938 – raggiunse e superò proprio i laziali in vetta alla classifica e conquistò la Serie B: ad aprile, a campionato ancora incertissimo con i campani in testa assieme all’Aquila a quota 31 e Civitavecchia secondo a una lunghezza, finì 1-1 (in vantaggio con Valese, i padroni di casa subirono il pari di Baldoni). Le due formazioni si ritrovarono nel girone G della terza serie nel campionato 1940/41: era il 29 dicembre 1940 quando il Civitavecchia, che terminò al penultimo posto a fronte del terzo dei campani, perse 2-0 all’allora Campo Littorio (Cagna e Valese i marcatori) contro i biancocelesti del neo allenatore Gesa Kertesz, subentrato cinque giorni prima a Hirzer. Nella stagione seguente, sempre in Serie C, fu goleada salernitana con la gara che terminò con un netto 5-0 alla prima giornata del girone di ritorno, grazie alle doppiette di Dalfin e Margiotta e al gol finale di Iacovazzo. La squadra dell’indimenticato giocatore-allenatore Gipo Viani terminò al primo posto, ma la stagione si concluse con l’amaro in bocca per la mancata ammissione al girone finale per un tentato illecito sportivo, riferito all’incontro tra il portiere della Cavese e due cittadini salernitani prima del derby di quella stagione. Altri tempi, davvero. Successo bissato, poi, nel campionato 1942/43 con Iacovazzo e Rampini che regalarono la vittoria ai padroni di casa (2-0): fu l’ultimo incontro della storia tra le due compagini, con la Salernitana ancora una volta prima a fine anno, stavolta con ammissione e secondo posto nel girone finale che valse la promozione in B. Ma, con i bombardamenti in agguato, c’erano poco tempo e voglia di festeggiare…
Mentre la Salernitana - dopo il conflitto mondiale - riuscì ad approdare nelle alte sfere del calcio italiano, per i nerazzurri si apre un periodo nerissimo che li porterà a vagabondare nei bassifondi dei campionati dilettantistici (intervallato da dieci anni di C2 tra il 1978 e il 1988) fino alla ripartenza dopo il fallimento societario, avvenuto nel 2004 dopo una serie di amare retrocessioni (nel 2000 era in D, nda), quando la squadra militava in Prima Categoria.
Si ringrazia Giovanni Vitale, autore del volume “Salernitana, storia di gol, sorrisi e affanni”
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enzo
13 ottobre 2011
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