Il bomber del Budoni Mesina
Mettersi al lavoro sull’avversario di turno, mentre nella testa ronzano le facili ironie sui rivali – pessimo vizietto che di abbandonare la nostra città non ne vuol proprio sapere – non è semplice, perché alla difficoltà a reperire informazioni tecniche e tattiche dettagliate, si aggiunge l’ esigenza, dettata dal rispetto per la verità, di raccontare che i valori tecnici espressi dal Budoni sul campo nelle prime dieci giornate non sono frutto del caso ma la logica conseguenza del solido e meticoloso lavoro di un gruppo ricco di tanti pregi e della capacità gestionale di un allenatore che sta dimostrando ampiamente di sapere il fatto suo. Accantonando con una robusta dose di fastidio discorsetti del tipo: “il budino ce lo mangiamo a colazione…”, oppure quelli decisamente fuori tema relativi al numero di abitanti:” quattromila persone noi le facciamo allo stadio….” , proviamo, con la passione e l’impegno che sempre mettiamo in ciò che facciamo, a riportare qualcuno con i piedi sulla terraferma. I sardi sono un’ottima squadra, come tante altre già affrontate in questo primo tratto di strada (rapportati naturalmente – è bene sempre sottolinearlo – alla categoria che ci vede impegnati ), e possiamo tranquillamente definirli un complesso molto organizzato dal punto di vista tattico, aspetto che a nostro modo di vedere prevale su quello tecnico. Si, perchè ciò che colpisce maggiormente non è la levatura tecnica del gruppo (sulla carta non superiore ai molti team che in questo momento languono in un una paludosa posizione di bassa classifica), bensì la feroce applicazione degli interpreti e il rigoroso ordine tattico che mister Bacciu ha saputo trasferire ai suoi uomini. L’altra peculiarità dei galluresi è rappresentata dall’assortimento ben miscelato di esperti e giovani, un mix che procede di pari passo, vincolato da una sorta di tacito patto secondo il quale le ricche esperienze precedenti degli “anziani” non devono assolutamente intralciare i delicati processi di crescita degli “under” presenti in organico. Entusiasmo, umiltà e voglia di stupire gli ingredienti giusti per sovvertire i pronostici della vigilia, univocamente tesi ad assegnare al Budoni il ruolo di Cenerentola predestinata ad un campionato di grande sofferenza. Per il momento, e crediamo che il pericolo sia definitivamente scongiurato, il “de profundis” recitato superficialmente dagli addetti ai lavori resta confinato in un cassetto dimenticato del campionato, lasciando il posto alla smisurata voglia di rivalsa che anima i giovanotti sardi. Certo, i tentativi di presidente e mister di tenere i riflettori della ribalta abbassati, parlando di obiettivo salvezza ancora da raggiungere, con il trascorrere delle giornate assomigliano sempre di più ad uno strategico piagnisteo che non ad una realistica consapevolezza dei propri limiti; però, ci chiediamo, siamo in diritto di criticare questo atteggiamento dopo averli snobbati a lungo? La prova di Salerno è il classico bivio che si para agli occhi dei prossimi gasatissimi ospiti dell’ Arechi: fare risultato in Campania , dopo aver già raggranellato la bellezza di undici punti in cinque trasferte di estrema difficoltà, toglierebbe definitivamente il velo alle loro malcelate ambizioni; spetta a mister Perrone e ad i suoi ragazzi provare a ridimensionarli procurando il primo importantissimo strappo al torneo. Non ci sono eccellenze particolari da cui guardarsi, ma l’aspetto che salta immediatamente agli occhi è la presenza nell’undici base di tutte quelle componenti che rendono una squadra estremamente pericolosa: qualità tecniche superiori alla media in un paio di interpreti ma anche tanta quantità e fisicità; intelligenza ed organizzazione tattica che non svilisce però l’efficacia della giocata individuale; coesione, esperienza e tanta corsa abbinata a convinzione e determinazione. Il modulo base è un “4-3-3” atipico, perché in fase offensiva i due esterni giocano in posizione più arretrata rispetto alla punta vertice, fungendo quasi da trequartisti in un assetto ad “albero di Natale” (4-3-2-1 ) di ancellottiana memoria. In fase di non possesso, invece, la squadra si dispone con una sorta di “4-4-1-1”, con l’accentramento costante delle due mezz’ali di centrocampo, a seconda di dove si svolge l’azione, sempre pronte a stringere nel mezzo per dare una mano al regista collocato davanti alla difesa. Infatti, se l’azione altrui si dipana rapidamente, i sardi possono andare in difficoltà con soli tre centrocampisti sul giropalla avversario, altrimenti, non di rado, si vede uno dei due trequartisti ripiegare sulla fascia scoperta per dar vita ad un più oculato “4-4-1-1”. In sostanza, voler definire i sardi con i numeretti che tanto piacciono a tutti noi non è impresa semplice, in quanto gli stessi interpreti nell’arco di una partita mutano spesso la loro posizione di partenza rendendo l’assetto complessivo di squadra estremamente camaleontico. Calciatori come Pau, Meloni, Mesina, come vedremo, si fa fatica ad inquadrarli da un punto di vista tattico, poiché nei novanta minuti vengono adibiti a molteplici funzioni. In porta gioca Capello (84), da anni colonna indiscussa dei galluresi, portiere affidabile e decisivo tre partite fa sul campo del Boville, quando parò un rigore con un grandissimo intervento sulla sua destra. La linea difensiva presenta a destra Monaco Salvatore (92), il quale, nonostante una struttura corporea imponente, non risulta eccessivamente penalizzato nella rapidità dei movimenti; punto di forza della rappresentativa di serie D, può all’occorrenza disimpegnarsi anche come centrale. A sinistra agisce un altro “under”, Farris (92 ), già artefice la scorsa stagione di un ottimo campionato disputato da titolare ( 31 presenze ); appiedato dal giudice sportivo, lascerà il posto ad un altro giovanissimo, Alessandro Lasi (92). Si tratta di esterni difensivi che si affacciano in avanti solo se la gara offre l’opportunità tattica per spingere e incidere, altrimenti restano bloccati con la loro fisicità a dar manforte ai due centrali. La coppia centrale, dotata di gran temperamento ed esperienza, senso tattico e scaltrezza, si affida alla stazza del siciliano Palazzo (84) ed alla personalità del sempreverde Scucugia (70), impegnato sui campi di calcio dal lontano ’87, con una carriera ricca di presenze e soddisfazioni in A e B (Cagliari, Cesena e Siena su tutte ), ma anche un recente passato di molteplici gratificazioni professionali nel quinquennio trascorso a San Giovanni Valdarno. Non sono fulmini di guerra, vanno in difficoltà se son costretti a fronteggiare una rapida circolazione di palla e patiscono le improvvise verticalizzazioni. Se la manovra però è lenta, grazie anche all’ausilio dei laterali difensivi ed al continuo sacrificio tattico dei centrocampisti prontissimi nei raddoppi, riescono spesso a stoppare le iniziative altrui. Prima alternativa ai due è rappresentata dal nigeriano Nnamdi (85). Perno centrale della linea mediana è l’elegante Gavioli (83), tutto sinistro, a cui è affidato il compito di organizzare la manovra; senza dubbio uno dei leaders della squadra, il geometrico metodista risulta molto insidioso anche sui calci piazzati. Ai suoi lati, veri e propri stantuffi sempre in movimento, i disciplinatissimi Lepore (85) sul centro-destra ed il motorino perpetuo Meloni (92) sul centro-sinistra. Lepore (85 ), inesauribile “soldatino” al servizio di mister Bacciu, è un calciatore estremamente prezioso dal punto di vista tattico, sempre pronto a raddoppiare sulle punte, a pressare sui portatori di palla e a scivolare sull’esterno destro per chiudere i varchi lasciati scoperti dal discontinuo apporto alla fase difensiva (per motivi anagrafici) del talentuoso Pau . Gran dinamismo e intelligenza tattica anche nel bagaglio calcistico di Meloni, “under” solo sulla carta (da tre stagioni titolare fisso nonostante i diciannove anni), il quale assicura copertura sulla fascia sinistra, densità al centro quando è necessario scalare ed anche appoggio alle punte in fase offensiva (cinque gol all’attivo le prime due stagioni, una rete in questo avvio). Spesso chiamato in causa l’altro nigeriano della squadra, Ezeadi (87), il quale si segnala per la capacità d’inserimento a ridosso dell’area avversaria, anche se dal punto di vista tattico non garantisce gli stessi equilibri assicurati da Lepore e Meloni. In attacco, a destra, annotiamo la grande tecnica unita a discreta rapidità d’esecuzione che caratterizza le giocate di un “miracoloso” quarantunenne (a gennaio), Marco Pau, calciatore integro che, con le serpentine ubriacanti ed imprevedibili che vivacizzano il suo calcio, ancora dà del filo da torcere ai giovani colleghi avversari che potrebbero essere tranquillamente suoi figlioli. Parte largo a destra alla ricerca della conversione al centro per armare il suo micidiale sinistro, ma Bacciu, quando la benzina del suo fantasista e degli avversari tende ad andare in riserva, lo sposta intelligentemente tra le linee per provare ad approfittare delle distanze allungate tra i reparti sul finire di gara. Il terribile “vecchietto” ha già messo a segno quattro reti: bloccare la sua bravura nel creare superiorità numerica rappresenta il passaggio più importante dell’operazione di contenimento degli isolani. Sulla fascia destra da segnalare anche la pericolosità di Gancitano (89 ), protagonista a Trapani due anni fa, non ancora pienamente ristabilitosi da un grave infortunio al ginocchio patito agli inizi della scorsa stagione, ma sempre incisivo con la sua tecnica e la capacità di saltare l’uomo quando viene chiamato in causa (due reti all’attivo sino ad ora). Il ruolo di boa ed ariete centrale spetta al madrileno Nunez Jaime Martinez (81), un “armadio” in carne ed ossa, spigolosissimo, al quale togliere palla, quando la copre con la sua impressionante stazza, risulta operazione piuttosto complessa. Non è un grande finalizzatore, appena due le reti messe a segno, ma i compagni ed il tecnico s’affidano alla sua abilità nel far salire la squadra per tessere in modo efficace le trame offensive. Compito dell’iberico è soprattutto quello di attivare con le sue sponde il funambolico Pau, oppure spizzare palloni per i tagli e gli inserimenti dei piccoletti che gli ruotano intorno (Gancitano e Meloni di cui abbiamo già parlato), ma soprattutto dell’altro “under “ terribile della squadra, Mesina (93), autore di uno strepitoso inizio di stagione, premiato da ben quattro realizzazioni, tre delle quali assestate domenica scorsa sul muso del deficitario Porto Torres in versione trasferta. La sgusciante punta eccelle soprattutto nell’ attaccare la profondità sfruttando la mole del compagno di reparto. Un’ultima annotazione, che è una postilla di merito per il ragazzo ma anche la sottolineatura dell’ottimo lavoro svolto da Bacciu, è rappresentata dal contributo che il diciottenne talento spesso fornisce anche in fase difensiva. Infatti, quando l’interno di centro-sinistra Meloni stringe al centro per rendere ancora più massiccia la diga difensiva da opporre agli avversari in fase d’impostazione, Mesina dalla trequarti si sposta spesso sulla sinistra e colma difensivamente il vuoto lasciato dal compagno. Da questo lavoro certosino, dal quale si evince che ogni atleta sa benissimo cosa fare quando scorazza per il rettangolo di gioco, emerge pienamente il grande lavoro tattico svolto dall’ex trainer delle giovanili e, soprattutto, la grande disponibilità del gruppo ad assecondare i dettami da lui impartiti. Se per rendimento, preparazione tattica e pieno coinvolgimento nel progetto tecnico pianificato dalla società, i giovani del Budoni, come giustamente ama ripetere il presidente Sanna, sono considerati tra i meno “sprovveduti” dell’intera categoria, anzi, a volerla dire tutta, veri e propri punti di forza della squadra, qualcosa dovrà pur significare. Domenica, la forza tecnica del Salerno potrà anche spazzare via questa positiva descrizione (i solisti a disposizione di Perrone, se in giornata, sono capaci di tutto), ma questa è un’altra storia e cavalcarla, sperando vivamente che qualcuno possa farlo perché significherebbe la conquista di tre importantissimi punti , sarebbe solo un pessimo esempio di superficialità e qualunquismo.
PROBABILE FORMAZIONE (4-3-2-1): Capello; Monaco (92), Palazzo (Nnamdi ), Scucugia, Lasi (92); Lepore ( Ezeadi ), Gavioli, Meloni (92); Pau, Mesina (93); Martinez All: Bacciu.
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