Atletico Boville – Salerno Calcio: l’analisi del match

Max Caputo, foto G. Maffia / Daimages

Prestazione tutto sommato positiva del Salerno che è riuscito, sospinto dai suoi calciatori di  categoria superiore e di maggiore carisma, a raddrizzare una gara che nella parte iniziale della prima frazione aveva creato più di un grattacapo. Definire il gruppo di Perrone un complesso ben  organizzato e bello da vedere resta ancora una speranza da coltivare e una meta da raggiungere ma, ad onor del vero, qualcosa di interessante si è intravisto, soprattutto nella mezz’ora a cavallo tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, quando oltre all’esplosione dei singoli (evento che non sorprende più nessuno) si è notata a tratti anche un’incoraggiante compattezza di squadra. In particolare, hanno impressionato i quindici minuti – dal venticinquesimo al quarantesimo  - del primo tempo, quando l’undici blugranata ha prodotto il massimo sforzo per rientrare in partita e creato le basi per assestare la zampata vincente che ha ammansito il baldanzoso Boville delle battute iniziali. Dal venticinquesimo al quarantesimo, perché gli ultimi cinque minuti hanno visto nuovamente affiorare qualche disattenzione di troppo nella gestione del pallone e diverse apprensioni sulle palle inattive. Però il quarto d’ora di ieri, tra i più organizzati tatticamente forse dell’intera stagione, per molti versi assimilabile ad alcune fasi arrembanti del primo tempo disputato in casa con il Budoni, quando erano mancate le giocate dei singoli ma non le idee, è stato un bel vedere. In questa frazione di gara, infatti, la squadra ha dato il meglio di sé e, a differenza delle altre volte, ha palesato anche una certa organizzazione ed identità tattica. Ci piacerebbe nel prossimo futuro vedere questi quindici minuti molto positivi dilatarsi sempre di più, per consentire alla squadra di soffrire meno, dando agli avversari finalmente l’impressione di essere un complesso coeso che sa perfettamente come raggiungere i suoi obiettivi. Quindici minuti davvero pregni di messaggi positivi ed indicazioni tecniche e tattiche, durante i quali i ragazzi di Perrone sono stati assoluti padroni del campo, con gli undici atleti che hanno mostrato un ordine e una padronanza visti in poche altre occasioni, conquistando meritatamente il ribaltamento del risultato. Quindici minuti in cui la squadra è stata corta, dinamica, rapida nella circolazione del pallone e viva nella sua propensione a partecipare collettivamente all’assalto alla porta dei ciociari, con Giubilato e Nicodemo bravi ad accorciare le due linee di difesa e mediana, Montervino a spingere con i tempi giusti, Caputo a liberarsi sulla trequarti, Biancolino a venire incontro e ad attaccare la profondità, Giacinti ad accompagnare le avanzate sempre incisive di Montervino ed anche il timido Pacini, per il resto del match entrato poche volte nel vivo dell’azione, abile a tagliare un paio di volte dentro al campo. Quindici minuti che hanno dimostrato che questa squadra può esprimere un calcio migliore ed un’organizzazione complessiva decisamente più efficace. Riteniamo, quindi, che si debba lavorare su questo canovaccio tattico, perché quando si riesce ad esprimerlo compiutamente il Salerno fa ancora più paura – fattivamente, sul rettangolo di gioco e non solo scorrendo i nomi della formazione – ed è del tutto evidente che con un dispendio energetico fisico e mentale minore, determinato dalle giuste distanze tra i reparti ed i corretti e tempestivi movimenti degli interpreti, la sottomissione degli avversari diventa meno faticosa. Purtroppo, però, anche ieri non sempre si è avuta la chiarezza d’idee e l’intensità di cui abbiamo parlato, ed ancora una volta si sono materializzati dei vistosi cali di tensione che bisogna assolutamente evitare in futuro. Sui primi venti minuti terribili vissuti da Nicodemo e compagni non è il caso di lasciarsi andare ad eccessive critiche, perchè sono il frutto di una sorpresa tattica che Marziali ha voluto riservare al suo collega; una sorpresa che aveva bisogno di tempo per essere metabolizzata e gestita con minore apprensione. Certo, poteva essere trovato più in fretta il rimedio al “5-3-2″ baucano che in fase di possesso si trasformava prontamente in un “3-5-1-1″ ricco di movimento e privo di riferimenti, ma non era semplice, francamente, liberarsi dell’immagine di una squadra rivale allo sbando, covata alla vigilia dal gruppo e nutrita superficialmente dallo stesso Perrone che, presentando la gara, aveva parlato di “avversario più scarso degli altri”. Un assetto, quello dei padroni di casa, che consentiva loro di arrivare sugli esterni con una certa disinvoltura, sfruttando il lavoro tra le linee di Testa, gli inserimenti centrali della mezz’ala Iozzi e l’allargamento sulla fascia destra di Hasa, il quale provvedeva a tener basso Montervino e a liberare la corsia al propositivo Carfora che, alla pari di Dell’Armi sull’altro fronte, spingeva con discreta continuità non trovando l’opposizione di un Giacinti costretto troppo spesso a stringere al centro per dare il solito apporto in fase di contenimento. L’errore in questa fase è stato quello di non riuscire a togliere spazi tra le linee agli avversari, ma anche in questo caso ribadiamo le nostre perplessità: l’asse Giubilato – Nicodemo può atleticamente garantire con continuità un determinato lavoro tattico? Noi riteniamo che possa farlo a sprazzi, com’è accaduto nel bel quarto d’ora di cui abbiamo già parlato. La speranza è che la condizione fisica dei due migliori con il trascorrere delle giornate e che gli spezzoni positivi di gara diventino più duraturi. Oppure è necessario alzare drasticamente la qualità dei palleggiatori nella zona nervralgica del campo, per tenere maggiormente le redini del gioco e dare la possibilità ai due “vecchietti” che compongono la spina dorsale difensiva di non disunirsi in dispendiosi movimenti ad elastico sugli avversari. Alla luce di quanto emerso nelle prime battute della gara, subire gol non è stata quindi una grandissima sorpresa, anche perché il positivissimo Montervino ha mostrato, non essendo difensore di ruolo,qualche comprensibile pecca al momento di chiudere la diagonale al centro dell’area su Testa liberato dal velo di Hasa. Però, come ampiamente raccontato all’inizio dell’articolo, la reazione della squadra è stata veemente e lucida ed ha prodotto nel giro di una mezz’ora di gioco intensa e determinata il completo ribaltamento del risultato. Il tutto, manco a dirlo, ha avuto inizio quando la squadra ha impedito agli avversari di continuare a realizzare indisturbati il progetto tattico pianificato alla vigilia spostando notevolmente in avanti il suo baricentro. Da quel momento non c’è stata partita, perchè il pallone veniva recuperato più in fretta, la ripartenza era rapida e il dinamismo dei calciatori, vogliosi di recuperare, risultava più accentuato. A beneficiarne gli attaccanti – soprattutto Biacolino e Caputo, mentre Mounard è apparso ancora decisamente al di sotto degli standard di rendimento a cui ci ha abituati – che approfittando di una difesa rivale a dir poco raccapricciante se messa sotto pressione, provvedevano con disarmante semplicità a stracciare il fragile muro di carta eretto dai pachidermici Frioni e Matrisciano e dal leggerino ed inesperto Sardellitti. Primi colpi destabilizzanti sul finire della prima frazione ed annientamento definitivo ad inizio ripresa. Poi, altro momento di deconcentrazione, questa volta parzialmente giustificabile sul rassicurante risultato di quattro reti ad uno, che è costato il secondo gol del Boville sull’ennesima difficoltà difensiva in seguito agli sviluppi di una palla inattiva, prima del “tenero” tentativo operato da Marziali di modificare l’ ineluttabile realtà tecnica espressa impietosamente dal campo. Il trainer ciociaro, infatti, in un frenetica giostra di sostituzioni e variazioni di modulo è passato anche al “4-3-3″ ed al “4-4-2″, ma ormai era troppo tardi per rimarginare le ferite squarcianti inferte dal “pitone” e dall’estro di Max Caputo. In conclusione, quindi, condividiamo il pensiero di Perrone quando sostiene che la squadra ultimamente ha fatto registrare qualche piccolo progresso nella qualità del gioco e nell’organizzazione tattica, ma con altrettanta obiettività riteniamo che si debba lavorare ancora molto sulla continuità e soprattutto sulla tenuta difensiva. Perchè per far gol e non subirne bisogna saper soffrire ogni domenica e saper adottare diverse soluzioni di gioco, in funzione dell’avversario e delle differenti fasi di una gara; le squadre, come il campionato ha già dimostrato ampiamente, non sempre sono “scarse” come il Boville, vero mister? Le prossime due partite, severissime, contro Pomigliano e Porto Torres ci daranno una prima indicazione probante sullo stato dei lavori in casa blugranata; per adesso, ci godiamo questi piccoli ed intriganti passi in avanti.

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6 total comments on this postInserisci la tua
  1. Meno male che almeno tu hai visto qualche passo in avanti.Scusami ma ogni tanto mi faccio un giro sul vostro sito. Io ti devo dire che dagli spalti invece ho visto soltanto passi indietro, squadra leziosa con una miriade di passaggi sbagliati in modo vergognoso ma soprattutto sempre troppo lunghi, non si riescono a vedere due passaggi di fila, i nostri centrocampisti dai piedi ruvidi non riescono mai a fare una giocata pulita. Tu mi parli di progressi,di squadra corta ma che partita hai visto? ti sembra più corta perchè il 433 schiaccia la squadra ma non mette mai in condizione la squadra di avere un atteggiamento offensivo.Ieri abbiamo giocato con atteggiamento difensivo contro una squadra che definire mediocre è un eufemismo, sembrava di vedere l’armata Brancaleone, i gol ce li hanno regalati tutti e quattro con degli svarioni da dopolavoro . Biancolino che è una lumaca sembrava Cristiano Ronaldo rispetto alla pochezza di questi difensori di terza categoria.Per contare tutti i passaggi sbagliati in modo vergognoso ( da attaccare gli scarpini al Chiodo)da Pacini Mounard e Giacinti non sarebbe bastato un ragioniere! e tu mi parli di buona partita e di miglioramenti! Beh certo anche quando si gioca contro la juniores il giovedì sono tutti più bravi. Adesso cosa ti succede caro Maurizio? Dove è finita la tua analisi critica e pungente, Perrone non è più scarso come fino a quindici giorni fà oppure siccome
    ha assecondato la vostra crociata sul 433 e su Pacini adesso è diventato più bravo? A proposito di Pacini vi sarete accordi dopo due partite che è un giocatote mediocre,provate adesso a proporre qualche altro elemento magari Perrone lo fà giocare, oppure fateci sapere quante altre partite ci dobbiamo deliziare delle sue prestazioni. A proposito chiedetelo in sala stampa a Perrone come si fà a mettere in campo questo tipo di calciatori(e soprattutto come si fà ad esultare come se avessimo vinto la coppa dei campioni dopo una vittoria contro l’ultima in classifica? forse pensava di perdere? )Per fortuna nostra e di Perrone in questo campionato gli avversari sono troppo scarsi, si vince anche senza schemi e senza voglia. per giocare al calcio ci vuole qualità come dimostra sempre Caputo unico giocatore di categoria superiore.Saluti magister

  2. Maurizio Iuliano

    Caro Ciro, se tu fossi meno prevenuto e leggessi più attentamente l’articolo ti accorgeresti che : a) le mie note positive (che non devono necessariamente essere le tue, ci mancherebbe)fanno riferimento soprattutto al quarto d’ora finale del primo tempo che, confermo, è stato molto interessante per le cose che ha mostrato; b)che i miglioramenti in mediana di cui parlo sono relativi all’occupazione degli spazi ed ai tempi di gioco e d’inserimento; c) che ho evidenziato ancora una volta le difficoltà tecniche e difensive del centrocampo, risolvibili parzialmente solo attraverso una compattezza che al momento si è vista di rado;ed altrettanto chiaramente ho parlato di qualità tecnica da migliorare “drasticamente” se non si vuol subire l’iniziativa degli avversari; d)mi sembra che la complicità della difesa baucana in occasione dei nostri gol non sia stata sottaciuta (pachidermici e…); e)se vuoi continuare con questa solfa sull’amicizia che ci/mi lega a Pacini (lo scrivente non ha mai avuto il piacere di scambiare con lui una sola sillaba) sei libero di farlo, ma ti ripeto subito che sei fuori strada: i miei giudizi si riferiscono esclusivamente alle prestazioni del ragazzo sul campo e a null’altro, come del resto si evince dagli ultimi due articoli; e)non credo che Perrone sarebbe felicissimo se leggesse l’articolo….Perchè non provi ad accantonare pregiudizi, antipatie e polemiche gratuite, lasciando spazio ad una lettura attenta prima di metterti alla testiera? Così, giusto per rendere la discussione più interessante, focalizzata sui contenuti e non sulla polemicuccia da quattro soldi. Ti saluto.

  3. Ciao Maurizio ho letto bene l’articolo prima di scrivere e ti dico che sei fuori strada se pensi che io voglia fare polemica con te ( perchè dovrei ? ) la mia polemica se si può definire così è con il momento attuale dei salernitani in genere, dove al posto di una critica feroce sui giocatori over ( che prendono come saprai soldi che non si prendono nemmeno in serie b in questo momento )che camminano e che passano tutto il tempo della partita a rimproverare gli under,rivediti la partita di domenica dove hanno massacrato Lanni da quando è entrato che aveva l’unico torto di correre anche per loro, si tende invece a giustificarli, trattamento che spesso non si ha con gli under( spiegate a Perrone che a volte può essere meglio far giocare un under motivato che un over spento, vedi Mounard domenica).La mia polemica è mirata al fatto che bisognerebbe fare uno sforzo per prendere over forti tecnicamente e più giovani perchè sennò il prossimo anno saremo costretti a rifondare di nuovo la squadra, oppure pensiamo di andare nei professionisti con questi nonnetti? Sono polemico anche con l’allenatore perchè andava scelto un tecnico che avesse la scintilla dell’insegnante di calcio e che potesse aprire un ciclo anche futuro, o ci vogliamo portare nei professionisti Perrone ? Io non guardo mai i risultati, perchè questo campionato lo vinceremmo anche con me o te alla guida tecnica, però vorrei vedere una squadra che gioca al calcio divertendo anche la gente che paga per vedere la partita, rischiando anche magari di perdere una partita ma non di pareggiare così spesso e soprattutto vorrei vedere utilizzata gente che sappia trattare la palla e ci faccia vedere qualcosa di interessante a livello tecnico. Se ce li hai in casa falli giocare sennò comprali, ma non puoi propormi continuamente Giacinti o Pacini o similari eppoi ti dico io non ce l’ho con Pacini ma con quello che rappresentano questo tipo di giocatori( ci sono 17 under non sarebbe meglio puntare solo su 6/7 ?, quelli più tecnici però non quelli che fanno la lotta. Anche in prospettiva futura) e Quindi come avrai capito non voglio fare una polemica sterile ma vedo assuefazione alla mediocrità sento dire che Giacinti è forte ! mi si accappona la pelle ! Leggo i commenti entusiastici di Perrone Pagni Susini ,ed in parte anche della stampa, per il minimo risultato quando invece bisognerebbe pretendere il massimo!!! Eppoi Maurizio ti consiglio per il futuro ( sono sicuramente molto più grande di te ) se devi sponsorizzare calciatori e hai il potere di farti ascoltare, fallo soltanto dopo averli visti bene e che dopo aver constatato che abbiano queste tre qualità : TECNICA,CORSA,PERSONALITA’
    Senza queste qualità si assiste a quello che stiamo vedendo dall’inizio dell’anno
    Non la prendere come presunzione è soltanto un’opinione

    Ciao

  4. Maurizio Iuliano

    Caro Ciro,
    visto che insisti, sono costretto a dimostrarti che le tue tesi sono il frutto di un preconcetto e non il sincero tentativo di analizzare con onestà intellettuale pregi e difetti della nostra amata squadra di calcio. Se non ti sforzi di scendere sul terreno di un confronto basato sulla verità “vera”, mio malgrado faccio enorme fatica a ritenerti un interlocutore credibile. Continuo a non capire perchè ti ostini ad attribuirmi/ci convinzioni da me/noi mai espresse. Parli di “over” e dimostri ancora una volta che i miei articoli non li leggi – scelta molto saggia se evitasse di produrre successive inesattezze – perchè se li leggessi ti accorgeresti che spesso sono stato severo con alcuni “senior” della difesa, ritenendoli troppo lenti e rei di far giocare agevolmente le punte avversarie tra le linee. Perchè non dai una sbirciatina agli articoli passati? Non te lo chiederei se i tuoi appunti partissero da basi differenti; sono costretto a farlo per non far passare per vera una tesi farlocca. Nomi non ne faccio, ma puoi tranquillamente cercarli nella solita lettura attenta che da un pò di tempo ti consiglio. Altra falsità è l’accusa di eccessivo protezionismo riservato ai calciatori “over”, anche quando dall’alto delle loro importanti esperienze passate tendono inconsapevolmente a “prevaricare” gli atleti più giovani. Falso: con quella solita lettura, magari anche un pò distratta, scopriresti che in qualche articolo abbiamo parlato anche dell’atteggiamento a volte “paternalistico” dei big. A Perrone, poi, non devo spiegare un bel nulla: l’allenatore del Salerno è lui ed ha il diritto di fare le scelte tecniche e tattiche che ritiene più opportune. A me la libertà di esprimere giudizi sul suo operato, possibilmente argomentati, senza scadere però nell’offesa e nei toni eccessivamente aspri. Definire, poi, le mie posizioni vicine a quelle del tecnico laziale, è una cosa che fa semplicemente sorridere; prova a fare sempre quella lettura disimpegnata e t’accorgerai di esser stato troppo spesso precipitoso nei tuoi giudizi. Sulla qualità dei calciatori “under” in organico, mi sembra di essere stato niente affatto tenero: navigando nel nostro archivio, ti basta cliccare su “analisi match: Budoni” (Giacinti e Pacini i più “attenzionati”) per riconoscere ancora una volta di aver profferito una bufala gigantesca sul sottoscritto. Sto smontando le tue tesi una alla volta, semplicemente perchè costruite sulla base di menzogne, tese solo a svilire ( peraltro senza riuscirci ) un lavoro appassionato, onesto, privo di secondi fini, di remunerazione ed anche piuttosto dispendioso dal punto di vista fisico e mentale (non immagini quanti sacrifici facciamo tutti noi della redazione per migliorare quotidianamente il prodotto informativo da offrire alla tifoseria salernitana). Addentrandoci, poi, nella discussione puramente tecnica, non condivido assolutamente la tua sicurezza sulla vittoria a mani basse del torneo, al contrario ritengo che si dovrà soffrire ancora molto prima di far ritorno nel calcio professionistico, a partire da domenica prossima, quando affronteremo una signora squadra, ricca di qualità tecniche e motivazioni. In conclusione, ti ripeto per l’ennesima volta, sperando che la tua ripetitività faccia un salto di qualità smettendo di essere bugiarda, che io e la redazione per cui scrivo non dobbiamo sponsorizzare un bel nulla. Il sottoscritto non ha mai scambiato una parola con nessuno dei tesserati del Salerno calcio, partendo dal presidente per arrivare fino al magazziniere; in questo caso non ci sono articoli a dimostrarlo, basta recarsi ad un allenamento e chiederlo ai calciatori. Ti pregherei di smetterla su questo argomento, considerando che non è corretto, e soprattutto falso, far passare il concetto secondo il quale i nostri giudizi sono “ammorbiditi” da amicizie in seno alla squadra. Mi sa che hai beccato un granchio colossale anche sull’anagrafe ( vorrei tanto, questa volta, darti ragione), ma, in ogni caso, credere che la qualità del pensiero e la competenza di una materia siano il frutto degli anni vissuti da una persona è, francamente, un principio a dir poco aberrante. Parli di tecnica, corsa e personalità per sfondare nel calcio? Giustissimo, ma è un pò riduttivo: occorrono anche intelligenza tattica, umiltà e voglia di migliorarsi giorno per giorno, cattiveria agonistica, spirito di sacrificio, capacità di conservare la concentrazione in gara per gli interi novanta minuti,rispetto per l’avversario, dignità nel successo e nella sconfitta. Di questo e tanto altro ho parlato spesso nei miei articoli, ma se tu non decidi di scendere finalmente dall’altarino su cui pontifichi, per documentarti prima di distribuire presuntuose lezioni di vita e di calcio, difficilmente potremo continuare a portare avanti quest’epistolario calcistico. Non è mai troppo tardi per mutare atteggiamento; in ogni caso la redazione ti ringrazia per l’attenzione sofferta che ci riservi (“ogni tanto mi faccio un giro sul vostro sito”)…..senza rancore, ti auguro una buona serata.

  5. Ciao Maurizio mi dispiace che abbia preso le mie parole così male , non era mia intenzione offenderti , però devi anche accettare il fatto che anche la tua scrittura può arrivare a chi legge nel modo in cui è arrivata a me. Il tuo modo di scrivere può sembrare da presuntuoso ( magari non lo sei). Comunque evidentemente siamo due persone che non possono dialogare sullo stesso terreno come dici tu, ma non certo perchè io stia sul piedistallo . Anche se non ci credi io i tuoi articoli li ho sempre letti con attenzione e ti ho sentito giudicare spesso con disprezzo e senza motivo alcuni giocatori ed essere molto più carezzevole senza motivo con altri ( vatti a rileggere i tuoi articoli e tutti gli aggettivi negativi usati) proprio da lì nasce quello che penso. Comunque ognuno vive con la propria onestà intellettuale.ti saluto e ascolterò il tuo consiglio di cambiare sito . Non avrai più disturbo da me buon lavoro

  6. Maurizio Iuliano

    Ti invito a dimostrarmi il “DISPREZZO SENZA MOTIVO” utilizzato per giudicare la prestazione di alcuni giocatori. Io non ti ho mai invitato a cambiare sito, mentre ti ricordo che sei stato tu, nei commenti del dopo Cinthya, ad invitare l’intera redazione di Solosalerno, composta a tuo generoso modo di vedere da “sbarbatelli universitari ( una cosa del genere, più o meno ),a fare altro nella vita. Mi dispiace che la discussione sia un un pò “degenarata”, ma nei tuoi commenti, onestatmente, ho notato soprattutto la volontà di aggredire piuttosto che il piacere di scambiare piacevolmente quattro chiacchiere sul calcio e sulla squadra per cui facciamo il tifo. Un giorno, magari davanti ad un buon caffè, avremo la possibilità di chiarire con maggiore serenità certi aspetti di questa lunga ed antipatica polemica.

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