
Più che per la gesta andate in scena sul prato dell’Arechi, la sua esperienza a Salerno sarà lungamente ricordata come esempio più fulgido della malgestione societaria sfociata nel recente fallimento della Salernitana Calcio. Del resto sedici presenze in un anno e mezzo, la maggior parte partendo dalla panchina, non possono minimamente giustificare un sontuoso contratto triennale fatto sottoscrivere ad un elemento che sarebbe dovuto essere un punto di riferimento importante salvo eclissarsi riuscendo a vedere il campo solo con il contagocce. Stiamo parlando di Rocco Giannone, uno dei “colpi” di Angelo Fabiani che si assicurò le prestazioni del centrocampista romano strappandolo alla Ternana ove si era meritato anche la chiamata nell’Under 21 di B. Piedi buoni, grande visione di gioco ed ottima tecnica di base: i presupposti per sfondare nel calcio che conta sembravano esserci tutti ma l’ex rossoverde – fresco di rescissione consensuale con l’Anziolavinio, prossima avversario del Salerno Calcio – non ha saputo confermare le tante aspettative riposte sul suo conto: “Mi chiedo spesso il motivo per il quale non riuscii a trovare spazio a Salerno. La squadra era composta da grandi giocatori, la maggior parte dei quali non c’entravano nulla con quella categoria. La concorrenza era tanta ma potevo fare qualcosa di più malgrado la mia giovane età. Ero reduce da due anni in B con la Ternana in cui avevo giocato con continuità, accettai Salerno con i presupposti di fare bene. Ciò spesso non si verificò perché l’allenatore non riteneva giusto mandarmi in campo. A Salerno tutti i tecnici subentrati attuavano il 4-4-2 e quest’aspetto forse mi ha penalizzato anche se negli anni successivi ho imparato anche a giostrare in quella posizione mentre prima prediligevo il ruolo di mezzala nella mediana a tre. Nonostante tutto sono stato sempre disponibile, allenandomi con intensità accettando sempre le scelte del tecnico con grande professionalità. In ogni caso porto con me ricordi bellissimi: vincemmo un campionato spettacolare, con un grande gruppo. Un’annata del genere la si ricorda per sempre anche se c’è un po’ di rammarico per non averla vissuta da protagonista”. Campionato che passerà agli annali anche per il famigerato “caso Potenza” che, a distanza di mesi, costò una forte penalizzazione alla Salernitana Calcio: “Ricordo quella gara, ero in panchina. Quanto successo è stato un fulmine a ciel sereno, dal campo non notammo nulla di ciò che hanno detto. Non so cosa accadde effettivamente ma il campionato fu vinto regolarmente sul campo”. Il successivo torneo di B pareva finalmente essere l’occasione del rilancio per Giannone: campionato con maggiore tasso tecnico ed un allenatore, Castori, che prediligeva il gioco offensivo ma, dopo aver collezionato sole cinque presenze, l’ex rossoverde salutò la compagnia: “Fu un campionato strano, caratterizzato dalla solita alternanza di allenatori. Del resto Salerno è una piazza calda e si finisce subito sott’esame nel momento in cui mancano i risultati. A Gennaio andai via per passare al Cassino di Murolo lasciandomi comunque in ottimi rapporti con la Salernitana, verso la quale non ho nulla a pretendere dal punto di vista economico. Con Lombardi ho avuto sempre un rapporto lineare e corretto: anche quando giocavo poco la società non mi ha mai messo alla porta. Nell’estate 2009 mi dissero che per me non c’era più spazio e che mi sarei dovuto cercare un’altra squadra e risolvere la mia posizione contrattuale”. Dopo un anno e mezzo tutto sommato positivo a Cassino, chiusosi con il fallimento del sodalizio presieduto da Clodomiro Murolo, Giannone accettò la proposta dell’Anziolavinio: “E’ stata una scelta di vita in quanto sono nato e vivo ad Anzio. Avevo proposte anche in Lega Pro ma il riscontro economico non è vantaggioso come un tempo per cui decisi di riavvicinarmi a casa. Il rapporto si è chiuso recentemente in quanto la società ha voluto abbassare il budget della squadra. E’ stata una decisione presa serenamente da ambo le parti, ora sto valutando alcune proposte: mi hanno cercato anche il Marino ed il Cynthia, deciderò a breve quale strada intraprendere. L’Anziolavinio è una buona squadra, i suoi punti di forza sono il difensore centrale Fioravanti e gli attaccanti Gallaccio ed Amassoka, elementi importantissimi per la categoria. L’allenatore è uno ‘zemaniano’, fedelissimo al 4-3-3: sarà sicuramente una bella partita, il Salerno sta facendo bene e spero con tutto il cuore che possa tornare nei campionati che competono alla città, è un peccato mortale vedere una piazza come Salerno relegata in D”.
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enzo
8 dicembre 2011
OK! IN BOCCA AL LUPO ANCHE A TE.