Il tecnico del Monterotondo Lupa Sandro Pochesci, fonte internet
Abbandonare al più presto questo campionato significa soprattutto liberarsi da una lunga serie di teatrini creati ad arte alle vigilie delle gare che il Salerno è chiamato ad affrontare. Nessuna sorpresa particolare o novità supplementare rispetto a quanto già visto e sentito nella settimana che precedette l’avvicinamento alla trasferta di Bacoli, caratterizzata da una caterva di dispettucci puerili e di difficoltà poste sul cammino della creatura di Lotito e Mezzaroma. Occasione migliore, infatti, per ottenere visibilità ha colto al volo anche lo staff tecnico e dirigenziale del Monterotondo Lupa che, approfittando del prestigioso confronto contro Mounard e compagni, ha messo in piazza la sua drammatica situazione economica e gestionale sperando di sollecitare l’attenzione dell’intero ambiente monterotondese e dei media. Ma le minacce di disertare l’impegno agonistico sono apparse fin da subito come il classico fumo da gettare un pò negli occhi anche agli avversari nel tentativo di renderli mentalmente più morbidi; anche perché la vetrina offerta da un’ottima prestazione, e magari da un risultato positivo contro la corazzata schiacciasassi salernitana, potrebbe favorire la svolta societaria tanto invocata da Pochesci nei giorni scorsi. Occhi ben aperti, quindi, e consapevolezza assoluta sulle difficoltà tecniche ed agonistiche dell’impegno. Perché sarà partita vera e molto ostica, nonostante da più parti sembra emergere la convinzione che l’assenza della punta di diamante laziale di qualche settimana fa, il brasiliano Pippi passato all’ambizioso Marino principale antagonista del Salerno, sia motivo sufficiente per dormire sonni tranquilli. Niente di tutto questo: l’unica formazione che dovrà sempre sudare copiosamente da qui alla fine del campionato per avere la meglio sulle avversarie è la truppa di Perrone, contro la quale tutti i calciatori vorranno fare il figurone dell’anno sperando magari di entrare nelle grazie e nel libro paga di patron Lotito. Del resto la classifica della compagine allenata da Pochesci resta, nonostante le difficoltà registrate dopo l’ottimo avvio con la conquista di tredici punti nelle prime cinque gare, di tutto rispetto e meritevole della massima attenzione.
Il modulo tattico del Monterotondo è il “4-2-3-1” che, a seconda delle caratteristiche dei due esterni impiegati nel terzetto alle spalle dell’unica punta centrale, può variare in un “4-4-2” più pragmatico. In porta la battaglia per aggiudicarsi i galloni di titolare infuria tra Claudio Scarzanella (86), a lungo numero uno inamovibile, Pasquale Cunzi (87) e Fiumanò (87). Tutti e tre “over”, manterranno vivo il dubbio del tecnico fino a pochi istanti dall’inizio del match. Il primo, come dicevamo in precedenza, è quello che ha raccolto più presenze, ma nelle ultime settimane si son fatti prepotentemente largo gli altri due. Tra le particolarità da segnalare ci sono le doti tecniche di Fiumanò, che in un incontro di Coppa Italia contro il Fidene fu schierato nel secondo tempo da Pochesci come tornante di destra, disputando a detta degli osservatori un’ottima partita. La difesa a quattro presenta due certezze quasi assolute al centro, costituite da Riccardo Martorelli (82) e Filippo Fedeli (82). Classici stopper vecchio stampo, dotati di mestiere ed elevato tasso agonistico, buona esperienza nei campionati professionistici, forti nel corpo a corpo, rendono il meglio di sé quando funziona la copertura della linea mediana, altrimenti scontano grosse difficoltà dinamiche nell’attuazione dell’elastico difensivo per togliere spazio e tempo di giocata agli attaccanti avversari che, verticalizzando in rapidità, possono procurare molte apprensioni di natura tattica. Sugli esterni le assegnazioni delle due maglie sono estremamente incerte, visto e considerato che Pochesci ha utilizzato ben sette elementi, tenendo presente che tre di questi, a seconda delle esigenze, sono stati schierati su entrambe le corsie. Favoriti in partenza dovrebbero essere Luigi Punziano (92), giunto da poco dalla Sibilla Bacoli, ed il giovanissimo Garofalo (93), titolare sull’out mancino da diverse settimane che ha già incontrato il Salerno in occasione della recente partita vinta per due reti ad uno contro la Juniores allenata da Pasquale Viscido. Ma attenzione alle tante alternative: Daniele D’Orazio (91) giunto dal Cynthia, originariamente tornante offensivo, che però in alcune partite il tecnico ha schierato come laterale basso su entrambe le fasce; Mauro Gilardi (82), oltre duecento presenze tra prima e seconda divisione ed in grado di ricoprire egregiamente anche il ruolo di centrale; Sergio Marziale (93) ed il tuttofare Loris Traditi (93), uno degli under più duttili della categoria, dotato di spiccata intelligenza tattica nonostante la giovane età, capace di poter ricoprire sia il ruolo di esterno ( alto e basso) sia quello di mediano d’interdizione centrale, senza disdegnare le mansioni di interno in una disposizione a tre del centrocampo. La scelta dovrebbe ricadere su due “under” per poter schierare in mezzo al campo ed in attacco elementi con maggiore esperienza, personalità e caratura tecnica. Nell’insieme la difesa risulta piuttosto bloccata e intenta soprattutto a preservare un equilibrio tattico che gli altri due reparti faticano a garantire.
La scelta del binomio di centrocampisti centrali comporta un impegno mentale meno arduo per Pochesci, il quale ha un punto fisso che nessuno può schiodare dal suo scacchiere tattico: Felice Prevete (87), accostato spesso in questi giorni al Salerno come eventuale supporto e sostituto di un Nicodemo afflitto da una serie impressionante di infortuni. Testa alta e buona visione di gioco, calciatore che può disimpegnarsi anche come interno essendo in possesso di buona tecnica e di interessanti tempi d’inserimento, ruolo che ha quasi sempre svolto in passato ( Potenza, Cavese), l’ex promessa battipagliese, fuoriuscita dal fiorente vivaio empolese di qualche anno fa, difetta però in fase d’interdizione. Per sopperire a questa carenza di sostanza nella zona nevralgica del campo, Pochesci abitualmente s’affida al giovane Traditi che, come già accennato in precedenza, si distingue per dinamismo e disciplina tattica, al punto che nell’ambito di una stessa gara il tecnico riesce ad assegnargli anche tre diverse funzioni: mediano, difensore esterno e tornante. Se il ragazzo dovesse essere retrocesso sulla linea difensiva o sull’esterno di centrocampo come ala tattica per una gara più accorta, ad essere impiegato al centro potrebbe essere un altro elemento decisamente apprezzabile per podismo ed umiltà, un “gregario” generoso ed infaticabile che non disdegna però l’appuntamento con il gol: Simone Mastromattei (90); il suo “limite” è rappresentato dall’essere un fuoriquota, altrimenti l’allenatore difficilmente si priverebbe del suo prezioso apporto. A completare il terzetto di atleti in lotta per affiancare Prevete segnaliamo Marco Conte(88), mediano di quantità in fuga come il collega Punziano dalla confusione che regna sovrana sul litorale flegreo alla corte di mister Carannante. Anche sulle fasce l’assortimento è niente male, come tutt’altro che trascurabile è il tasso tecnico dei calciatori schierati. Al senso tattico del solito Traditi e di Simone D’Ambrosio (93) si contrappone la vivacità, ma anche una buona predisposizione al sacrificio in fase di non possesso, del mancino Alessio Fatati (89) che può giocare a sinistra per arrivare sul fondo e crossare oppure a destra per accentrarsi ed andare al tiro; ed ancora la qualità di una coppia di calciatori decisamente offensivi: Massimo Meacci (91), Francesco Costantini (89) mentre Marco Cuoghi (87), figlio dell’ex allenatore della prima Salernitana di Lombardi che sfiorò la promozione in B, ha da qualche settimana salutato la compagnia. Meacci e Costantini, possessori di discrete qualità tecniche, di un’accentuata tendenza a tentare l’uno contro uno per saltare l’uomo e andare al tiro, della capacità di inserirsi centralmente nei varchi concessi dalle difese avversarie, risultano spesso impiegati da Pochesci anche come trequartisti alle spalle dell’unica punta vertice in quanto in fase di non possesso lasciano abbastanza a desiderare. Per completare il quartetto offensivo l’ultima scelta tattica di Pochesci, resa complessa dall’addio di qualche settimana fa del centravanti che tanto bene aveva fatto con i laziali, il brasiliano Renan Pippi trasferitosi alle dipendenze di De Angelis a Marino, riguarda la punta vertice deputata a finalizzare la mole di gioco prodotta alle sue spalle. Dovrebbe esserci un ballottaggio tra il giovanissimo Antonio Tozzi (93) e il già citato Costantini che, oltre a disimpegnarsi egregiamente come trequartista o da esterno nel terzetto alle spalle del centravanti, può fungere egli stesso da stoccatore terminale. Tozzi, invece, protagonista anch’egli nel match disputato contro la juniores di mister Viscido, è davvero un bel prospetto futuro: longilineo, magari da irrobustire da un punto di vista muscolare, apprezzabile tecnicamente, dotato di discreta personalità nonostante i diciotto anni, è bravo nella difesa del pallone e nel dialogare con i compagni di reparto. Al momento pecca un po’ in termini realizzativi, ma i numeri ci sono tutti per sperare in un futuro professionale interessante. Molto più pronto, al momento, Costantini , il quale grazie alla sua poliedricità, alla capacità di tentare la giocata “spaccadifese” sugli esterni e tra le linee e ad una struttura fisica adeguata per la copertura del ruolo, è stato spesso impiegato da Pochesci come numero nove, andando anche a segno in un paio di occasioni. Insomma, il Monterotondo fa parte di quell’ampio gruppone di squadre che occupano le posizioni medio-alte della classifica, con valori tecnici non trascurabili per la categoria ma anche evidenti scompensi tattici che il Salerno dovrà assolutamente sfruttare per consolidare il suo primato e smorzare gli entusiasmi del sempre più ringalluzzito Marino.
PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Cunzi (Fiumanò); Punziano, Martorelli, Fedeli, Garofalo; Prevete, Traditi; Fatati, Meacci, Costantini; Tozzi. All: Pochesci.
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