Roberto Breda foto G. Maffia / Daimages
Periodo di magre soddisfazioni per gli ex allenatori della Salernitana sparsi nel panorama calcistico nazionale. Brutte notizie, in particolare, per Roberto Breda: il tecnico che ha guidato i granata alla finale play-off contro il Verona è stato già silurato dal vulcanico patron Lillo Foti, insoddisfatto per il ruolino di marcia degli amaranto in questo scorcio di stagione. Fatale all’ex capitano granata lo scialbo pareggio a reti bianche contro il Vicenza nel primo match del 2012. Al riguardo abbiamo raccolto l’opinione del collega Giovanni Cimino, direttore editoriale del portale TuttoReggina.com, per capire cosa non ha funzionato nella seconda esperienza di Breda in riva allo Stretto: “E’ un discorso ampio, sicuramente l’atteggiamento proposto dal tecnico non è stato dei migliori, troppo sparagnino e volto a chiudersi per poi ripartire senza dare un gioco ed un’anima alla squadra. Anche dal punto di vista tattico c’è stata molta confusione, con cambi di modulo durati lo spazio di una giornata. Breda ha pagato lo scarso feeling con lo spogliatoio, in particolare il rapporto con alcuni ‘senatori’ non era dei migliori. Neppure con il pubblico è mai scattata la scintilla, spesso Breda ha dato la sensazione di accondiscendere a decisioni altrui mostrandosi poco autoritario. Aziendalismo che non ha pagato in quanto la società, fatta eccezione per il suo ‘sponsor’, il d.s. Giacchetta con cui aveva già lavorato al settore giovanile, non l’ha mai protetto”. Esonero maturato anche tardivamente rispetto ai rumors delle ultime settimane che ha spianato la strada al ritorno in pista di Angelo Gregucci che a Salerno maturò una sofferta salvezza nel 2004/2005, l’ultimo anno della gestione Aliberti tra i cadetti. Reduce da due esoneri consecutivi a Bergamo ed a Sassuolo, il tecnico jonico avrà l’occasione di riscattarsi in riva allo Stretto ove dovrà fronteggiare anche lo scetticismo della piazza: “C’è forte malumore tra i tifosi per la politica adottata dalla società negli ultimi anni – rivela il collega Cimino – a detta di Foti l’arrivo di Gregucci è un segnale che gli obiettivi non saranno ridimensionati ma la realtà sembra diversa e la cessione di Missiroli, cui ne seguiranno altre, è un segnale preciso. La Reggina in questo momento pensa innanzitutto a far cassa, se arriverà il risultato sportivo sarà un di più. Ciò aumenta il rammarico perché in un campionato sostanzialmente equilibrato si poteva fare meglio, invece è stato perso tanto tempo prezioso”.
Antonino Ragusa foto G. Maffia / Daimages
L’organico amaranto annovera tra le proprie fila anche un elemento che a Salerno ha lasciato un ottimo ricordo nell’ultima sfortunatissima ragione, quell’Antonino Ragusa capace anche di meritarsi la convocazione con l’Under 21 di Ciro Ferrara: “Ha iniziato la stagione in maniera sorprendente con sei gol in sei partite e la maglia azzurra. Poi la caduta verticale, non è riuscito a confermarsi su alti livelli ed ultimamente ha trovato spazio soltanto in panchina”.
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franco
9 gennaio 2012
per colpa sua non siamo in B e il peggio che possa esistere deve andare in montagna a portore le pecore !!!!!!!