ESCLUSIVA SOLOSALERNO. Fratena: “Mancata promozione ’93? Sonzogni ci mise del suo”

Da calciatore era un’ala destra dal grande talento e dal carattere importante che avrebbe meritato, forse, palcoscenici più prestigiosi di quelli che ha calcato, se solo la propensione agli infortuni non l’avesse bloccato. Il primo della serie colpì Fabio Fratena – oggi 49enne che sta per diplomarsi da tecnico di I categoria al Supercorso di Coverciano – nel marzo 1989 con la maglia del Foggia: coi satanelli ha vissuto le sue stagioni migliori tra il 1986 e il 1990, prima di approdare alla Salernitana nel settembre dello stesso anno, in B. Un classico “numero sette” ricordato ancora oggi tra i calciatori più validi transitati per Salerno, nonostante i suoi trascorsi con la maglia della Cavese. Tre stagioni in granata per Fratena, costellate spesso da infortuni come detto, e sicuramente non foriere di quelle soddisfazioni che di lì a poco sarebbero arrivate. Già, perchè il calciatore romano lasciò la Salernitana alla fine della stagione 1992/93: l’anno seguente (con ancora interferenze “foggiane”), la Rossi-band approdò meritatamente in cadetteria. “Non sarei mai voluto andare via da Salerno – ha dichiarato Fratena ai microfoni della nostra redazione –  Ci furono, però, alcuni problemi che qualcuno mi creò e fui costretto ad andare via. Salerno è stata un’esperienza bellissima e sarei voluto rimanere anche per altri anni ma questo non è stato possibile, non per colpa mia: del resto, i ricordi sono meravigliosi, su tutti quel muro di gente presente quando giocavamo all’Arechi, una cosa bellissima”. Il primo anno in granata di Fratena è il famigerato 1990/91, conclusosi con il poco felice spareggio di Pescara che premiò il Cosenza e condannò la squadra di Ansaloni al mesto ritorno in C1. “In quel campionato si verificarono cose che succedono una volta ogni cinquant’anni – commenta Fratena – All’epoca si assegnavano ancora due punti per la vittoria e siamo retrocessi a quota 36, l’anno prima con quei punti rischiavi di andare in serie A perchè la classifica era più corta. Nel girone d’andata facemmo benissimo, ma le cose andavano male solo per noi, quando vincevamo vincevano anche gli altri e non siamo mai riusciti a risolvere i nostri problemi. Mancanza di vero goleador? Non credo”. In effetti, la Lucchese collezionò 40 punti e terminò al sesto posto, ma con i se e con i ma è sempre tutto più facile. La stagione seguente, campionato 1991/92, fu piuttosto tormentata per la società granata: in panchina si alternarono Vannini (saltato due giorni prima del debutto in Coppa Italia a Padova), Simonelli e Burgnich, ingaggiato a fine febbraio per ricompattare il gruppo e conquistare la salvezza in una classifica ancor più corta. Fratena gioca con la continuità (31 gare, 4 gol) che non troverà l’anno successivo (21 apparizioni) alla corte di Giuliano Sonzogni. Una stagione cominciata con i migliori auspici, proseguita ancor meglio ma finita con l’amaro in bocca per una promozione svanita alla quintultima gara. “Sonzogni ci ha messo del suo per perdere quel campionato – afferma duramente Fratena - Ricordo che ebbe problemi con Roberto Sassi, l’allora preparatore atletico, la qual cosa ostacolò un po’ tutto. Avevamo una squadra molto competitiva e lo dimostrammo quasi per tutto il campionato. Rammarico per essere andato via? Ripeto, non avrei voluto. Poi la storia ha dimostrato che Delio Rossi è un grandissimo allenatore, ha vinto a Salerno perchè c’ha messo del suo, non perchè abbia trovato parte del lavoro già svolta”.

foto archivio Giuseppe Fasano

Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, Fabio Fratena è diventato allenatore: oltre alla Sansovino, nel suo curriculum figurano anche Cisco Roma, Cynthia e Monterotondo. Molto esperto, dunque, delle vicende relative al calcio laziale, l’ex calciatore granata continua a seguire le sorti della principale società calcistica cittadina anche dopo il fallimento. “Dopo lo strepitoso scorso campionato non mi sarei mai aspettato che Salerno potesse finire in Serie D – afferma Fratena – Quasi non ci si crede: partecipi alla finale playoff per andare in B e poi sprofondi: purtroppo il calcio di oggi è questo, ci sono difficoltà economiche e ti puoi trovare dalla A all’Eccellenza. Naturlamente, questi campionati alla Salernitana non appartengono affatto. Lotito? È un presidente importante, abbiamo visto quanto ha fatto nella Lazio presa sull’orlo del fallimento e portata ai vertici del campionato italiano. Dispiace per i dilettanti ma credo che non sarebbe potuta finire in mani migliori”.

Il Girone G, dai più ritenuto abbordabile rispetto agli altri, si sta rivelando ostico come qualcuno aveva avvisato in tempi non sospetti, e Fratena non può che confermare: “In altri gironi, sopratutto Campania e Calabria, c’è il discorso ambientale che è sicuramente degno di nota. Per me, tuttavia, quello sardo-laziale è un girone difficilissimo sotto l’aspetto tecnico: ci sono squadre organizzatissime, allenatori che preparono benissimo la partita e lo sta dimostrando quanto capita al Salerno che, nonostante possa vantare una squadra molto importante, fa fatica a fare risultato in alcune situazioni. Ad ogni modo, penso che alla fine il Salerno non avrà problemi, è una grande squadra che può vincere su tutti i campi”. La chiusura è sul big match col Marino alle porte: tenendo conto dei soli valori tecnici – in quanto persistono ancora dubbi sul luogo di disputa della gara – chi vincerà secondo Fratena? “Conosco benissimo le due squadre: il Marino ha Miani e Pippi ma l’organico e l’ambiente di Salerno fanno la differenza. Gli uomini di Perrone devono vincere per forza perchè il Marino sta subito dietro e si potrebbero creare dei problemi se non dovesse allungare”.

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