Il tecnico del Selargius Fadda, fonte diario sportivo Sardegna
Ad inizio settimana, Pagni, nel corso del suo intervento a Radio Bussola 24, tuonando contro la fase difensiva troppo molle del Salerno, ha focalizzato perfettamente la problematica tecnica e tattica che sta complicando il cammino dei blugranata. Analisi giusta, ma altrettanto onesto sarebbe riconoscere le responsabilità e le omissioni tecniche di chi questa squadra l’ha costruita, visto e considerato che i problemi creati di volta in volta dagli avversari sono il frutto di scelte non esattamente oculate compiute nelle varie fasi del calciomercato. La squadra, infatti, soffre il gioco offensivo altrui perchè è slegata nei reparti (troppi gli elementi macchinosi, soprattutto in difesa, che carenti in dinamismo e rapidità faticano a mantenerla corta ) e perchè non ha grande qualità e personalità in mezzo al campo (podisti con scarsa attitudine all’impostazione); ne consegue che gli avversari, pur nei loro valori non eccelsi, riescono in ogni gara a giocarsela alla pari (nel senso di tempi di possesso palla equamente distribuiti) con i loro colleghi, finendo magari per essere puniti (sempre meno con i dovuti accorgimenti tattici) dalle giocate estemporanee dei tre, quattro attaccanti di spessore agli ordini di Perrone. Tutto questo per dire che il Salerno Calcio, per come è strutturato, soffrirà sempre, in ogni partita, contro qualsiasi avversario, come le prime diciannove gare hanno ampiamente dimostrato. La regola varrà anche per questo fine settimana, quando sulla strada del tecnico laziale e dei suoi ragazzi si materializzerà l’inquietante sagoma del Selargius; classica squadra di categoria, simile alle tante altre che hanno già fatto penare Mounard e compagni sin dagli albori di questo complicato torneo. La classifica dei sardi, decisamente positiva e meritata, già offre interessanti indizi e spunti di riflessione, ma, andando ad analizzare l’ organico, non si può fare a meno di riconoscere la grande oculatezza e competenza delle persone che compongono lo staff tecnico che, pur non dissanguando le casse societarie, hanno messo in piedi un progetto calcistico di tutto rispetto, vivace, completo ed altamente competitivo. Fenomeni, come è normale che sia trattandosi di un campionato di serie D, non ce ne sono, ma il giusto mix tra qualità e quantità, gioventù ed esperienza, organizzazione ed imprevedibilità, ed un paio di elementi davvero molto validi sotto l’aspetto tecnico, destinati alle categorie superiori, fanno dei selargini un avversario molto ostico, che sarebbe stato meglio affrontare in un altro momento e, soprattutto, supportati da una condizione mentale più serena. Se a tutto questo aggiungiamo la sagacia tattica di mister Fadda, già ampiamente dimostrata nel corso della gara d’andata quando nell’ultimo terzo rivoltò la squadra come un calzino in più occasioni, creando più di un’insidia tattica agli avversari nel finale, i motivi d’apprensione in vista della trasferta isolana non possono che aumentare. Match di fondamentale importanza dal quale sarebbe auspicabile ricavare tre punti da spargere sulle tensioni calcistiche cittadine come un miracoloso balsamo rassicurante, anche se le motivazioni dei granata sardi, a soli due punti dalla zona play off, non faranno particolari sconti e suggeriscono di acclimatarsi in anticipo ad un ambiente caldo e passionale. Il modulo adottato dai selargini è il classico “4-4-2″ senza alchimie particolari, nel quale gli undici calciatori chiamati ad applicarlo hanno compiti e posizioni ben definiti. In porta, l’avvento di Gemiliano Pisano (‘86), reduce da due stagioni molto positive nel campionato di Eccellenza e da una recente prodezza su penalty (tre gare fa contro il Boville neutralizzò l’esecuzione di Hasa), ha messo la parola fine alla viva competizione tra Alessandro Arrus (‘87) e Andrea Mainas (‘93) durata per i primi due terzi del torneo. La difesa si porta dietro due dubbi e due certezze: i primi risiedono nella scelta da effettuare per il laterale destro ed il centrale di destra, mentre le seconde sono rappresentate dagli altri due componenti difensivi che agiscono sul versante opposto. La maglia numero due sarà contesa da Daniele Piselli (‘90) e Federico Boi (‘91), terzini di posizione attenti soprattutto alla fase difensiva, provvisti di discreta rapidità ed entrambi tranquillamente impiegabili come difensori centrali, mentre appare più defilato Davide Puddu (‘88), in campo nel match d’andata che si concluse con la sua espulsione dopo una lunga sofferenza patita alle costole di Mounard. La scelta del terzino scioglierà anche il dubbio su uno dei due centrali difensivi: infatti, se giocherà Piselli, Boi transiterà molto probabilmente al centro, essendo egli uno dei pochi ’91 presenti in rosa; al contrario, se il ballottaggio lo vincesse Boi, al centro troverebbe spazio l’esperto Pierluigi Porcu (‘80), recentemente ritornato all’ovile dopo la sfortunata esperienza con l’Arzachena. A non rischiare il posto dovrebbero essere l’altro centrale, Giorgio Piras (‘85), roccioso interprete del ruolo nella D sarda da anni, che in questa stagione si è tolto addirittura lo sfizio di andare in gol in due occasioni, dimostrando di essere molto pericoloso sulle palle inattive pur non essendo un fulmine in quanto a rapidità, e l’elegante e polivalente Giacomo Garau (‘88), calciatore che può ricoprire, grazie al dinamismo ed ai piedi che si ritrova (sprecato per la categoria), tutti i ruoli sull’out mancino, ma all’occorrenza anche fare il centrale difensivo ed addirittura la mezzapunta, come avvenne nel convulso tentativo finale di pareggiare la partita d’andata a Salerno; attenzione, infine, alle traiettorie avvelenate di questo ragazzo sui calci piazzati. Qualche dubbio anche in mediana per Fadda, che dovrà innanzitutto scegliere la coppia a cui affidare la regia ed il compito di proteggerela difesa. Senon ci fosse la regola degli “under” a limitarlo nelle scelte, giocherebbero sicuramente i collaudati Simone Farci (‘85) e Nicola Rais (‘85, altro insidioso esecutore di calci piazzati), elementi che ricoprono ottimamente il ruolo in virtù di grande sapienza e disciplina tattica, discreta visione di gioco e un’intesa che li porta a sganciarsi a turno a supporto del reparto avanzato mentre l’altro copre le spalle. Ma riteniamo che la necessità di dover schierare due “under” a centrocampo indurrà il tecnico ad optare per uno solo dei due e a lanciare nella mischia il giovane Andrea Botarelli (‘92), ragazzo di indubbie qualità, che abbina corsa e geometrie, protagonista da diverse giornate ormai, autore anche di un gol importante nella gara disputata contro il Cynthia tra le mura amiche. Sugli esterni dovrebbe agire, a destra, il dinamico e disciplinato Mattia Corogiu (‘94), che nonostante l’età ha già dimostrato di poter ricoprire con profitto diversi ruoli della linea mediana e di eseguire bene sia la fase difensiva, ripiegando con puntualità, che quella offensiva portando molti palloni in avanti con la sua vivacità lungola fascia. Asinistra, al netto di infortuni e superate le due giornate di squalifica, potrebbe cimentarsi Antonino D’Agostino (‘78), piemontese trapiantato sull’isola per questioni di cuore, al suo attivo numeri da capogiro (110 presenze e 8 gol in B, ma anche 39 gare e 1 gol in serie A) che lasciano poco spazio ai dubbi: l’atleta non ha nulla da spartire con questo inferno pallonaro. Certo, le motivazioni e la condizione fisica non saranno quelle di inizio carriera, ma stiamo parlando di un esterno considerato per anni tra i migliori della cadetteria, bravo sia ad affondare sulle due fasce, sia a tagliare dentro il campo per andare alla conclusione. Non dovesse farcela (attenzione alla pretattica, che esiste anche a queste latitudini), un ampio ventaglio di soluzioni è già pronto per il mister di casa: lo spostamento di Botarelli sulla fascia per recuperare centralmente l’esperta coppia Farci-Rais; la potenza muscolare e la grinta di Marcello Mancosu (‘92); la tecnica e la rapidità di gambe di Nicola Lai, prodotto delle giovanili del Cagliari che si è un po’ perso ma che al calcio sa giocare; la spinta e l’equilibrio tattico garantiti da Pasquale Acquaviva (‘91). In avanti nessun dubbio sul duo che proverà ad acuire le difficoltà sempre più evidenti di una difesa blugranata eccessivamente statica ed a tratti disattenta: stiamo parlando di Stefano Sarritzu (‘92) e Luca Caboni (‘87). Coppia perfettamente integrata e di spessore, sia per i numeri collezionati (5 gol il primo, ben 12 quelli realizzati dal secondo), ma soprattutto per le caratteristiche fisiche e tecniche dei due che si completano alla grande. Sarritzu, infatti, è una punta rapida e sgusciante, dotato di buona tecnica, la quale gioca prevalentemente con il piede mancino, si colloca alle spalle del compagno ed è abile nel gettare scompiglio e creare superiorità numerica a ridosso dell’area con i suoi dribbling stretti. Il secondo, invece, è uno dei tanti misteri pallonari sparpagliati per l’intera Italia calcistica: attaccante completo, solido fisicamente, bravo tecnicamente, abile a giocare sia dentro che fuori l’area di rigore, a suo agio sia con la palla a terra che nelle fasi di gioco che richiedano abilità acrobatica, molto intelligente nel lavoro senza palla e di sponda, ha dato traccia della sua presenza solo in prossimità dei venticinque anni. Uno spreco incomprensibile di capacità tecniche oggettive, perchè questo è un gran bel calciatore che, se ritrova entusiasmo, continuità, fiducia e voglia di sacrificarsi, può tranquillamente ben figurare almeno due categorie più in alto. Spifferi di mercato sembrano avvalorare questa tesi, facendo trapelare notizie sul gran numero di addetti ai lavori impegnati in un attento monitoraggio sul ragazzo. Da non sottovalutare, infine, la qualità di Sergio Nurchi (‘90), seconda punta molto veloce ed imprevedibile nello stretto, spesso decisiva a partita in corsa per approfittare della stanchezza crescente degli avversari, e decisamente indigesta per quelle che sono le caratteristiche fisiche e dinamiche dei difensori di Perrone. Insomma, partita durissima per Biancolino e compagni: vincerla, nelle condizioni psicologiche e tecniche attuali, sarebbe davvero un possente segnale di forza da inviare al Marino ed un’iniezione di fiducia di notevole importanza da somministrare alla sempre più preoccupata tifoseria salernitana.
PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2): Pisano, Piselli (Boi), Boi (Porcu), Piras, Garau; Corongiu, Botarelli, Rais (Farci), D’Agostino; Sarritzu, Caboni. All: Fadda.
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