Sasà Russo in azione al "Bentegodi" durante la finale playoff di andata dello scorso anno (foto Daimages/G. Maffia)
Millenovecentosettantuno, un anno di nascita di due calciatori simboli di Salerno, ma anche espressioni di una carriera calcistica ricca di soddisfazioni e destinata a durare nel tempo. Ciro De Cesare e Salvatore Russo continuano a mantenere una invidiabile condizione atletica nel 2012, a distanza di anni dal loro esordio nel professionismo. Il primo è tornato a giocare nella sua città, sposando la causa blugranata. Ne sono passati ventidue di anni invece, per l’esattezza, da quando il “Leone di Pastena” fece il suo esordio tra i Pro con la maglia della Fidelis Andria, in C1, dove era stato mandato a farsi le ossa dal Napoli. Poi tanta terza serie con Ischia, Battipagliese e Nocerina, infine l’approdo all’Ancona: con i dorici vince il campionato nel 2000 e diviene leader anche in cadetteria, coronando il sogno dell’esordio in A nel campionato 2003/04. Ma un altro sogno non si era ancora avverato: giocare con la casacca granata. E proprio a stagione in corso, a gennaio, il trasferimento in B alla corte di Aliberti, prima di trascorrere due anni e mezzo a Terni e ritornare a Salerno nel gennaio 2007 con Lombardi presidente. Sasà Russo ha giocato da vero e proprio jolly – tra difesa e centrocampo – difendendo i colori granata fino allo scorso anno, quando ha visto il campo in sole cinque occasioni ufficiali ma ha ricoperto il fondamentale ruolo di capitano in pectore in uno spogliatoio vittima delle sciagure societarie. Una stagione conclusasi con la beffa della mancata promozione, unita a quella del fallimento del club, ma con la magra consolazione di aver raggiunto cifra tonda con le sue cento presenze in gare ufficiali con la Salernitana. A luglio aveva accettato – assieme a un nugolo di altri ex granata – la proposta dell’ambiziosa Paganese: dodici presenze nella prima parte di stagione, ieri l’annuncio della rescissione con uno scarno comunicato apparso sul sito web azzurrostellato e l’impossibilità prima di tutto burocratica – vista la tempistica – di proseguire la stagione in attività.
“Avrei voluto continuare fino a giugno con la Paganese – ha dichiarato Russo ai nostri taccuini– ma non ci sono state le condizioni. Fisicamente sto benissimo e non ho problemi, però a volte sembra che conti di più la carta d’identità che l’integrità fisica”. Il jolly salernitano, dunque, potrebbe seriamente prendere in considerazione l’idea di appendere le scarpette al chiodo. “Purtroppo sarò costretto a rimanere fermo fino a fine stagione – conclude non nascondendo un po’ di amarezza – avendo rescisso il contratto ieri e non entro gennaio. Non ho ricevuto richieste e per il momento mi godo il presente e la famiglia. Il prossimo anno? A luglio avrò compiuto 41 anni, dovrò prendere una decisione ma spero di rimanere nell’ambito calcistico”. Ad averne avuti, in D, elementi della duttilità, dell’affidabilità, del carisma e dell’esperienza di Sasà Russo, in un campionato difficile come quello del Salerno Calcio…
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mario
5 febbraio 2012
ma in prima categoria potrebbe accasarsi ?
Alfonso Maria Avagliano
5 febbraio 2012
Mi sa di no, Mario. In I Categoria – se non sbaglio – avrebbe potuto firmare se si fosse svincolato entro dicembre.