Zdenek Zeman foto F.Vietri – Daimages
Il solito boemo senza peli sulla lingua. Zdenek Zeman torna a parlare a distanza di pochi giorni dalla tragedia di Piermario Morosini, scomparso in seguito ad un malore accusato nel corso di Pescara-Livorno. Visibilmente scosso per l’accaduto, il boemo si è intrattenuto con i presenti a margine di un convegno ad Ortona sulla legalità soffermandosi sulla “disparità di trattamento” a discapito del suo Pescara, costretto a scendere in campo ventiquattr’ore dopo l’improvviso decesso del preparatore dei portieri Franco Mancini. “Noi dopo la morte di Franco abbiamo dovuto giocare la partita col Bari: per la scomparsa di Morosini giustamente non si è giocato. Si è trattato di due tragedie che addolorano tantissimo. Si possono accomunare, anche se c’era un pò di differenza di età, mi dispiace che sono state trattate diversamente. Sono tragedie che accadono nel calcio come nella vita. Sono vicino ai giocatori del Livorno per un dolore grandissimo. Li capisco perchè noi con Mancini abbiamo vissuto lo stesso dolore”, ha chiosato l’attuale allenatore del Pescara che si è soffermato anche sulla piaga del calcioscommesse, fenomeno che l’Italia proprio non riesce a debellare. “Feci due denunce in merito al calcioscommesse, ma poi non ho saputo più nulla. È accaduto una volta a Salerno nel campionato 2001-2002 e poi ad Avellino nella stagione 2003/2004 ma non ho mai più avuto notizie in merito. Il problema grosso del calcio di oggi è sempre rappresentato dalle scommesse, così rischia di non essere più credibile. Questo può anche portare alla fine del calcio stesso. Io mi auguro – ha aggiunto l’ex trainer della Salernitana- che questo non accada mai e che a vincere sia sempre lo sport pulito”. Una battaglia che ha sempre visto in prima linea il tecnico di Praga anche durante la sua controversa esperienza a Salerno. Un anno e mezzo tribolato, condito da grandi aspettative, sprazzi di grande calcio ma anche tante, troppe illusioni.












