Il prossimo avversario: il Monterotondo

Il tecnico del Monterotondo, Sandro Pochesci (fonte internet)

Evitare di rimanere impigliati nella trappola dialettica di Pochesci è l’imperativo categorico che deve accompagnare Perrone ed il suo gruppo negli ultimi scampoli di vigilia che precedono la gara della “resurrezione” del calcio salernitano. Lo diciamo subito in modo netto: non riteniamo credibile la rassegnazione esibita ad arte dal tecnico laziale nella lunga attesa del match, perchè il calcio ci insegna da sempre che è un circo frenetico, dove colore e verità, serietà e farsa si mescolano spesso confondendo gli appassionati. Suggeriamo, quindi, alla tifoseria di approcciare l’evento con fiducia, contenuto entusiasmo ma anche con la giusta dose di umiltà, consapevoli che il match distribuirà ancora una volta insidie tecniche e tattiche, come già ampiamente sperimentato in quasi tutti i turni di questo sofferto torneo. Il Monterotondo crede alla salvezza diretta, spera di evitare la coda dei play out e lo dimostrerà con un approccio alla gara tutt’altro che dimesso. I laziali dividono la sest’ultima posizione con il Selargius, mentre un gradino più sotto è posizionato il Sora. La matematica è molto chiara ed eloquente: in caso di arrivo a pari punti con i sardi, la classifica premierebbe gli uomini di Pochesci, usciti vincitori da entrambi gli scontri diretti. A ciò bisogna aggiungere che il Sora sarà impegnato in una gara piuttosto proibitiva a Budoni, sul campo di una squadra ancora imbattuta in casa ed in piena lotta per garantirsi l’accesso nei play-off. Si parte, quindi, con il Monterotondo salvo, che darà tutto sul rettangolo verde, non lasciando nulla al caso almeno fin quando da Boville (campo su cui sarà di scena il Selargius) non giungeranno notizie di improbabili goleade selargine, fermo restando che una vittoria all’Arechi – eventualità difficilissima ma da considerare – regalerebbe comunque la salvezza ai gialloblu senza passare per ansiose appendici di torneo. Questi sono i fatti, i dati suggeriti dal realismo imposto dalla matematica, tutto il resto è folclore, chiacchiericcio mediatico che contribuisce a pompare l’evento e ad ingannare l’attesa. Del resto anche nel girone d’andata la gara fu preceduta dalle minacce monterotondine di non scendere in campo per rispondere all’assenza della società morosa da sempre (solo una mensilità corrisposta) nei confronti dei suoi tesserati. Occhio, dunque, e bando a superficialità e pericolose fughe in avanti, che già tanti danni hanno arrecato al gruppo blugranata nell’ultimo scorcio di campionato, a partire dalla sconfitta di Pomigliano e fino ad arrivare allo striminzito e sudato punticino raccolto nel doppio turno esterno laziale contro Anziolavinio e Fidene.

Il Monterotondo gioca abitualmente con il “4-1-4-1″, ma non di rado evade dal suo consolidato copione tattico e s’affida al “3-5-2″. Pur disponendo di alcuni buoni calciatori nel reparto offensivo, la caratteristica del collettivo che balza immediatamente agli occhi è una discreta robustezza in fase difensiva, visto che i laziali in questo torneo hanno registrano la media di un solo gol subito a partita (34 i palloni raccolti fino ad ora nella propria porta), attestandosi al settimo posto nella classifica delle difese meno battute del raggruppamento. In generale, riteniamo bugiarda la graduatoria dei romani, condizionata sicuramente dalle vicissitudini di natura economica attraversate dalla società: l’organico, infatti, è di tutto rispetto e avrebbe potuto, in condizioni di normalità, disputare un campionato ben più ambizioso, come peraltro dimostrato nelle prime cinque giornate, quando i ragazzi di Pochesci conquistarono la bellezza di tredici punti lanciando il primo guanto di sfida al blasonato calcio salernitano caduto in disgrazia.
Dopo quattro anni spesi ad attendere il proprio turno, Pasquale Cunzi (’87) ha lasciato Terni ed ha assunto i galloni di portiere titolare a Monterotondo, non prima di aver sofferto anche in questa stagione per vincere la concorrenza dei colleghi di reparto Scarzanella e Fiumanò. Portiere abbastanza affidabile, che si avvale però della discreta copertura assicurata dalla difesa e dal centrocampo. A destra della linea difensiva probabile un ballottaggio tra il giovanissimo Garofalo (’93), impiegato spesso da Pochesci anche sulla corsia mancina, ed il più esperto Giuseppe Nastasi (’88), l’elemento che grazie alle sue qualità di marcatore arcigno consente al tecnico laziale di avvalersi, in funzione delle qualità tecniche degli avversari, anche della disposizione tattica con tre centrali difensivi. Coppia consolidata al centro della retroguardia, costituita dall’esperienza di Filippo Fedeli (’82), buone stagioni a Terni in Prima Divisione, e dalla fisicità di Riccardo Martorelli (’88), protagonista la scorsa annata a Pomezia in Seconda Divisione e molto pericoloso sulle palle inattive (due centri quest’anno). E’ una buonissima coppia, prestante ma non eccessivamente lenta nelle movenze, difficile da scardinare, specie se i guardiani davanti alla difesa assicurano il  giusto filtro. A sinistra agirà Luigi Punziano (’92), inizio di stagione a Bacoli e anch’egli vittima del famoso repulisti tecnico operato dalla società flegrea sul finire del girone d’andata.
A centrocampo nella posizione di centromediano metodista atipico gioca Felice Prevete (’87). Atipico perchè il calciatore predilige la costruzione del gioco e lo sganciamento a sostegno della fase offensiva, denunciando qualche carenza in fase d’interdizione. Ottimo piede, che mette a frutto nella gestione sicura del pallone, nei tiri dalla distanza e in occasioni di calci di punizione e penalty (cinque le reti realizzate) , l’ex calciatore della Cavese è stato nel mirino della società blugranata nelle fasi finali del mercato invernale, quando Perrone necessitava di un play maker che sostituisse l’infortunato Nicodemo. A svolgere il lavoro di copertura leggermente trascurato da Prevete, ci pensano i due “soldatini” della mediana a disposizione di Pochesci: Loris Traditi (’93) e Simone Mastromattei (’90). Calciatori di grande affidabilità temperamentale e tattica, i quali, grazie alla loro natura calcistica di cursori infaticabili e disciplinati, si occupano soprattutto di recuperare il pallone e coprire le falle lasciate dai compagni intenti ad incidere in fase propositiva. Ma questa descrizione operaia non tragga in inganno, perche i due polmoni del Monterotondo non sfigurano anche quando governano il pallone. Traditi è un ragazzo molto interessante, che con il suo dinamismo riesce a coprire tranquillamente diversi ruoli in difesa ed a centrocampo, essendo utilizzabile da esterno basso ed alto ed eventualmente anche come mediano centrale in un centrocampo a quattro. Non sarà della partita, invece, Marco Conte (’88), appiedato dal giudice sportivo in settimana. Sulle fasce qualche incertezza in più per Pochesci. Soprattutto a destra, dove Alessio Fatati (’89) è insidiato da Massimo Meacci (’91). Il primo è decisamente più tattico e difensivo, anche se è bravo a riproporsi con prontezza in fase attiva sfruttando il piede mancino per convergere al centro. Più tecnico e fisico è invece Meacci, il quale si lascia preferire per l’ imprevedibilità dello spunto e la maggiore confidenza con la porta avversaria, anche se non può garantire la stessa efficacia di Fatati in fase di non possesso. A sinistra, favorito della sua duttilità tattica, non dovrebbe temere concorrenza Simone Bergamo (’93), calciatore che assicura spinta e copertura, non di rado impiegato anche da esterno basso ed autore di un gol in questa stagione.
In avanti, infine, per l’ unico posto disponibile di terminale offensivo sarà lotta a due tra l’esperto e combattente Marco Ascenzi (’81) ed il giovanissimo Antonio Tozzi (’93). Il primo è un attaccante che non ha mai avuto un rapporto idilliaco con il gol (due le reti realizzate), pur annoverando tante presenze in Prima Divisione (Taranto ed Avellino su tutte), però è molto fastidioso da marcare perchè, nonostante alcuni limiti palesati dal punto di vista tecnico, si getta su ogni pallone ed ama il corpo a corpo con i difensori. Più qualità nel suo bagaglio tecnico ha senza ombra di dubbio il giovane Tozzi, sul quale da tempo sono puntati i riflettori di molti addetti ai lavori. Pochesci lo impiega con il contagocce, ciò nonostante il ragazzo ha bucato la porta altrui in ben quattro occasioni, lasciandosi apprezzare per struttura fisica, eleganti movenze e qualità di tocco, non disdegnando il fraseggio con i compagni in prossimità dell’area di rigore avversaria. Infine, di Francesco Costantini ( ’89 – tre gol nel girone d’andata), altro elemento di qualità presente in organico, si son perse le tracce per un infortunio piuttosto serio, mentre Antonello Bertino (’89), nonostante un buon torneo di Seconda Divisione a Gavorrano la scorsa stagione (due reti al suo attivo), fatica a ritagliarsi uno spazio nell’undici titolare.

ULTIM’ORA. Per mero errore materiale su comunicato ufficiale n° 135, alla voce calciatori non espulsi, squalifica per una gara effettva per VIII infrazione, si aggiungano calciatori Meacci Massimo ( Monterotondo Lupa ) e Prevete Felice (Monterotondo Lupa) ed alla voce ammonizione con diffida III integrazione si depenni calciatore Bertino Antonello ( Monterotondo Lupa); Ad integrazione stesso comunicato si aggiunga, alla voce calciatori non espulsi, squalifica per recidiva in ammonizione, IV infrazione calciatore Traditi Loris ( Monterotondo Lupa ).

A queste assenze per squalifica, non risultanti dal comunicato originario emesso nella giornata di lunedì dal Giudice Sportivo, si aggiunga l’assenza per infortunio del centrale difensivo Fedeli, che ha dato forfait definitivo dopo l’allenamento odierno di rifinitura.

Pertanto, il Monterotondo che domenica scenderà sul prato dell’Arechi si presenterà in formazione ampiamente rimaneggiata, costretto a pescare tra le seconde e terze linee.

PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2): Cunzi; Garofalo, Nastasi, Martorelli, Punziano; Bertino, Fatati, Mastromattei, Bergamo; Tozzi, Ascenzi. All: Pochesci.

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