Girone G, la trentaquattresima giornata: il Marino spera ancora, in coda è bagarre salvezza

Un'esultanza dei giocatori del Marino (foto Daimages / G. Maffia)

Ancora novanta minuti a disposizione delle diciotto squadre del girone prima di festeggiare o meditare sul fallimento degli obiettivi programmati alla vigilia. Il Marino, che ha avuto il demerito di non approfittare fino in fondo dei diversi passaggi a vuoto del Salerno (11 pareggi e 4 sconfitte), è partito alla volta di Pomigliano con la speranza nel cuore legata ad un altro passo falso dei blugranata. Le possibilità di spuntarla su Mounard e compagni sono ridotte al lumicino, anche perchè l’exploit in terra partenopea deve essere necessariamente accompagnato dall’impresa del Monterotondo all’Arechi. Ma la gara per la truppa di De Angelis sarà tutt’altro che agevole, in quanto il Pomigliano dovrà assolutamente conquistare l’intera posta in palio se non vorrà provare la delusione di vedersi soffiare in extremis il quinto posto dall’Astrea. L’esonero di Francioso, tecnico meritevole invece di elogi a non finire dopo aver conquistato ben trentatre punti in diciassette gare, è indicativo del clima di nervosismo che regna in casa granata, con i fratelli Romano timorosi di veder vanificata sul più bello la grande rincorsa. Anziolavinio e Fidene, ormai al riparo da cattive sorprese che possano mettere in discussione gli obiettivi raggiunti – play off per gli uomini di Pantano, salvezza diretta per gli anziati – si apprestano a disputare la classica gara di fine stagione, lasciando spazio ad una molto probabile divisione della posta in palio. Ben altro clima si respira a Budoni dove i padroni di casa, dopo un ottimo torneo che regalerà molto probabilmente l’insperata partecipazione ai play off, si apprestano a porre la classica ciliegina sulla torta ospitando e battendo il Sora. Ma i ciociari, affossati da una crisi societaria irreversibile che ha graduamente sbriciolato l’ottimo girone d’andata disputato, prima di rassegnarsi agli spareggi salvezza proveranno a realizzare l’impresa che, in virtù degli impegni del Monterotondo a Salerno e del Palestrina a Porto Torres, risulterebbe decisiva ai fini della sopravvivenza. Per il ruolino di marcia tenuto negli ultimi due mesi, il Palestrina quasi meriterebbe di approdare agli spareggi per la permanenza in serie D: troppo in fretta gli arancioverdi hanno mollato gli ormeggi, ed ora dovranno ascoltare con apprensione i risultati provenienti dagli altri campi, visto che il Porto Torres, consapevole di avere concrete chance di play off dopo l’inatteso colpaccio compiuto a Sora, non regalerà nulla. La grande delusione di questa stagione, la Cynthia grandi firme, squadra zeppa di calciatori provenienti dalle serie superiori, rischia una retrocessione diretta che avrebbe dell’incredibile dopo i ripetuti investimenti realizzati in sede di calciomercato dalla munifica società genzanese. I tre punti quasi scontati che l’attendono contro un demotivato Arzachena, infatti, potrebbero non bastare essendo essi indissolubilmente legati agli esiti delle gare delle dirette concorrenti. De Angelis e compagni dovranno, pertanto, non solo sperare nel mancato successo della Sibilla Bacoli sul campo del Civitavecchia (virtualmente salvo), ma dovranno anche verificare che la sest’ultima classificata non vada oltre i quarantuno punti, consevando in questo modo il distacco di otto lunghezze  che darebbe diritto alla disputa dello scontro per la sopravvivenza. Gara vera sarà anche quella che vedrà opposte le squadre dell’Astrea e del Progetto S.Elia, con i penitenziari fermamente intenzionati ad acciuffare con una zampata finale uno dei quattro posti play off, mentre i cagliaritani, sicuri della terz’ultima piazza anche in caso di sconfitta (a parità di punti con il Cynthia, i sardi prevarrebbero in virtù del doppio successo ottenuto in stagione), per non rischiare la retrocessione diretta nell’eventualità di una vittoria del Sora a Budoni, dovranno a tutti i costi conseguire almeno un pareggio per mantenere nei limiti degli otto punti le distanze dai bianconeri frusinati. In conclusione, il Selargius ha la fortuna di essere artefice del proprio destino: una vittoria sul campo dell’ormai retrocesso Boville garantirebbe, infatti, la salvezza diretta alla compagine isolana; in caso contrario, decisamente elevato sarebbe il rischio play out per gli uomini di Fadda. Insomma, tanti calcoli ai quali ci siamo sottoposti per dovere di cronaca, sperando che da domani pomeriggio essi rappresenteranno solo una piccola e noiosa pagina della sconfinata storia del glorioso calcio salernitano.

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