Raffaele Biancolino non è stato soltanto il bomber di punta della compagine di Perrone. L’attaccante partenopeo ha decretato il successo della linea della società, essendo stato l’espressione più limpida di una squadra fondata sull’esperienza e quindi sulla garanzia. Una rosa variegata ma imprescindibilmente legata all’estro conclamato dei più anziani, che nei meandri del dilettantismo hanno vissuto una nuova giovinezza. Totalizzare 22 reti significa essere un trascinatore. Ma se in serie D il “pitone” si è incuneato nelle difese avversarie come una lama nel burro, in Lega Pro, a prescindere dalla riforma, la situazione potrebbe mutare. Saranno ancora indispensabili elementi come Biancolino, Montervino, Giubilato e altri che, alle soglie dell’anzianità, potrebbero essere vittime di noie fisiche? La risposta la fornisce il diretto interessato, protagonista assoluto della consueta conferenza stampa infrasettimanale del Salerno Calcio: “Secondo me la società valuterà anche la categoria prima delle conferme. Io comunque voglio rimanere: non mi va di apparecchiare per far mangiare gli altri. La squadra ha la mentalità giusta per affrontare una categoria professionistica. Bisogna fare qualche acquisto sicuramente, ma abbiamo già gli elementi giusti. Chi confermerei? Farei rimanere tutti, i sacrifici li abbiamo fatti tutti quanti. Puglisi, Giacinti e Gustavo faranno carriera. Non appenderò le scarpe al chiodo, perchè bomber non ne vedo in giro. Me la posso giocare ancora per tanti anni, ma in Lega Pro“. Una stagione tracorsa al vertice, quella blugranata, che ha regalato ai tifosi più temerari il brivido finale: “Perrone ha tanti meriti e spero rimanga: è una bravissima persona, sa gestire il gruppo ed anche se abbiamo giocato male è risultato vincente. Era arrabbiato dopo la partita di domenica, forse a causa della tensione accumulata dopo tutto quel che è successo durante la stagione. Tutti volevamo giocare durante la stagione, lui ci ha spronato a combattere unicamente per vincere il campionato. Prima di Fidene ci siamo guardati e ci siamo detti che la vittoria era più importante delle individualità, dovevamo vincere. Ho temuto dopo la sconfitta col Marino, perchè le cose non si stavano mettendo bene.
Il primo giorno a Fiuggi? Volevo scappare, ero perplesso. Sembrava un reality show, tipo ’Campioni’, arrivavano ragazzi tutti i giorni. Poi parlando col mister sono rimasto. Una mezza chiamata è arrivata a Sora col Marino a gennaio, ma ho rifiutato. Non ho vacillato. Per ora nessun interessamento”. Alle soglie della Poule scudetto, il “pitone” è ai box: col Martina figurerà tra gli assenti: “Domenica non ci sarò, martedì andrò a fare l’onda d’urto per risolvere questo problema. Poule scudetto? Non faremo brutte figure, ma l’importante era il campionato ed è giusto dare spazio a chi ha giocato di meno”. Raffaele Biancolino è risultato determinante nell’economia della stagione, ma qualcuno continua a non digerire la sua presenza in virtù del suo senso di appartenenza con Avellino: “Io ho giocato 5 anni con l’Avellino. Tifo Avellino, tifo Napoli. Ma io sono professionista e adesso gioco con il Salerno e do’ tutto quello che ho. Screzi del passato? Possono accadere, da parte mia nessun rancore, ripeto sono professionista. Marchio? E’ il minimo che ritorni la Salernitana. Per questa città, per questo pubblico. Ad Avellino, dove ad esempio si è verificata la stessa situazione, c’è divisione e poche persone vanno allo stadio, la stessa cosa che sta accadendo a Salerno. Spero possa tornare già dall’anno prossimo“. Un accenno, poi, al ciclone calcioscommesse che proprio oggi ha prodotto i primi effetti: “Chi ha sbagliato deve pagare, e deve essere radiato. Si può ricadere nel tranello e le difficoltà economiche delle società agevolano queste situazioni. Ci sono troppi soldi facili in giro. L’hanno scorso sono stato scambiato per Raffaele Bianco. E’ stato un errore clamoroso e questo mi ha creato non poche difficoltà“.
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