Nessuno era pronto a scommetterci, eppure il “miracolo” Martina ha smentito i più scettici. Domenica scorsa il team pugliese ha ultimato una doppia rimonta: la vittoria ai danni della Sarnese decreta la quarta promozione consecutiva. Il Martina riconquista uno scenario consono dopo il fallimento del 2008 e, proprio a braccetto dei blugranata, è pronta ad immergersi in Lega Pro. Non prima di aver onorato la Poule scudetto, ultima fatica di una stagione entusiasmante. Per la partita di domenica contro il Salerno, la compagine abitualmente di casa al “Tursi” dovrà fare a meno dell’infortunato Langella, difensore navigato ed elemento quasi indispensabile per mister Bitetto. Il calciatore nocerino che ha militato nel Benevento, nella Battipagliese, nella Fidelis Andria, è ripartito dalla Puglia ed è l’ennessima scommessa vinta della stagione del Martina. Intercettato dalla nostra redazione, presenta così la gara di domenica, auspicando una festa collettiva il virtù del traguardo raggiunto dalle due sfidanti lo scorso week end. Un calo di tensione, sarà inevitabile: ”Soprattutto in questo momento, parlare di concentrazione è un’impresa. Abbiamo festeggiato la promozione ieri con la squadra a Bari e in questi quattro giorni ci siamo rilassati. Ovviamente domenica la gara nessuno vuole perderla. E’ una partita importante contro un’avversaria illustre come il Salerno e gli stimoli vengono da soli. Ne uscira fuori una bella partita, a prescindere dalle gioie che stiamo vivendo in questa settimana. Io non ci sarò domenica, ma abbiamo una rosa ampia e tutti quanti, chi più chi meno, hanno contribuito alla vittoria del campionato. Il mister darà spazio a chi ha giocato di meno e prevedo un ampio turnover, come avverrà del resto anche nel Salerno. Non so con precisione il Martina chi schiererà e non so fino a che punto il mister opterà per una formazione sperimentale, ma credo sia giusto concedere, a chi ha disputato meno partite, la possibilità di ritagliarsi uno spazio importante. Comunque vada, domenica sarà una festa“. Gli accostamenti si sprecano, ma Martina e Salerno hanno trionfato, rispettivamente, in due gironi ostici: “Ho seguito tanto il Salerno durante la stagione anche perchè, essendo di Nocera, seguo molto le squadre della provincia. In questa stagione Martina e Salerno sono state accomunate per le grandi ambizioni. Ma noi, rispetto al Salerno, abbiamo affrontato un girone durissimo con otto campane agguerrite e io in vent’anni di professione ho vissuto forse la gioia più bella. Siamo una squadra caparbia, intraprendente e che non si arrende: ci siamo smarriti durante il campionato quando la Sarnese andava a mille e sembrava irraggiungibile, ma non ci siamo persi d’animo e siamo riusciti a rosicchiare punti importanti. La squalifica del campo è stata un’altra mazzata e anche in quella circostanza abbiamo reagito da grande squadra. Dopo la vittoria di domenica, la città è impazzita“. E mentre Salerno celebra il ritorno tra i professionisti, la “sua” Nocerina lotta per non abbandonare i cadetti. Al di là del campanilismo e della rivalità che contraddistingue le varie realtà del panorama calcistico locale, Giovanni Langella pregusta un ritorno delle salernitane ai vertici del calcio italiano: “Il calcio salernitano si sta risollevando: innanzitutto spero la Nocerina si salvi perchè è importante per l’Agro avere una squadra tra i cadetti. Sono contento anche per Salerno, che è una città che non scopro io e merita palcoscenici importantissimi. Il calcio campano, dopo aver patito i fallimenti, sta tornando alla ribalta“.







