A Reggio Calabria va in scena la seconda giornata della Poule scudetto con la gara tra l’Hinterreggio dell’ex granata Di Maria è il Martina Franca di Bitetto, gara valida per il raggruppamento 3. Nonostante il caldo torrido che imperversa in riva allo stretto, la gara riserva una valanga di emozioni e si registrano continui capovolgimenti di fronte. Il Martina va in gol al decimo con Picci, ma l’arbitro annulla per fuorigioco su segnalazione dell’assistente: sono le prove generali per il vantaggio che si materializza al 12esimo. Dalla tre quarti Tundo serve Chiesa che si smarca al limite dell’area e infila Cambareri. Neanche quattro minuti e la compagine di Bitetto bissa sempre con Chiesa, abile a insaccare con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner. L’Hinterreggio non ci sta e nel giro di 60 secondi accorcia le distanze con Impallari che si libera in area in direzione del dischetto del rigore e batte centralmente Muscato. I pugliesi subiscono il colpo e i padroni di casa ne approfittano con Muscato trafitto da Arigò al termine di un contropiede da manuale. La gara continua ad essere avvincente e le squadre sfiorano il vantaggio a più riprese, ma il primo tempo termina 2-2. Ritmi blandi ad inizio ripresa, con le formazioni in campo che sembrano offuscate dal caldo. Ma la quiete inganna: al 19esimo l’azione solitaria di Impallari conduce l’Hinterreggio al nuovo vantaggio. Al 24esimo verticalizzazione di Memolla che serve De Tommaso autore di un lancio coi fiocchi per l’accorrente De Nicola che con un rasoterra infila la porta avversaria. E’ botta e risposta in riva allo stretta, 3-3. Nel finale di gara il team guidato da Di Maria prova a conquistare l’intera posta in palio prima con Arigò poi con Eseola, che sciupano due ghiotte occasioni da posizione ravvicinata. E’ proprio mentre la compagine calabrese pigia sull’acceleratore, il Martina colpisce con Picci al 40esimo, bravo a ricevere il cross di Quacquarelli e a realizzare con un diagonale che non lascia scampo. L’assalto finale dell’Hinterreggio si rivela inutile, il Martina accede alla fase finale qualificandosi come prima del girone in base al miglior piazzamento nella Disciplina. Il Salerno di Perrone può ancora qualificarsi battendo l’Hinterreggio domenica all’Arechi: accederebbe alle semifinali di Gubbio come migliore seconda.
POULE SCUDETTO
Unione Venezia-St. Christophe 3-0
RIPOSA: Sterilgarda Castiglione; CLASSIFICA: Unione Venezia 3; St. Christophe e Sterilgarda Castiglione 1
Pontedera-Forlì 3-4
RIPOSA: Teramo; CLASSIFICA: Forlì e Teramo 3; Pontedera 0
Hinterreggio-Martina Franca 3-4 (12′ pt Chiesa, 16′ pt Chiesa, 17′ pt Impallari, 23′ pt Arigò, 19′ st Impallari, 24′ st De Nicola. 40′ st Picci)
RIPOSA: Salerno Calcio; CLASSIFICA: Martina Franca 4; Salerno Calcio 1; Hinterreggio 0
Play-off girone G
Marino-Pomigliano 1-2 d.t.s
MARINO – Il Pomigliano si conferma bestia nera del Città di Marino. Dopo i due successi in campionato, la formazione campana ha la meglio sui castellani anche nella finalina play-off del girone G di serie D, superando in rimonta al “Domenico Fiore” i padroni di casa dopo i tempi supplementari. Nel Marino rientra Amendola dopo il turno di squalifica, per il resto De Angelis e Rinaldi cambiano poco rispetto all’undici che aveva superato domenica 4-1 il Budoni, confermando De Cristofaro e Sireno a centrocampo, Manfredonia tra i pali, Seck, Gentili, Troise e Paolacci in difesa, Fanasca, Quadrini e Angelilli in attacco. Classico 4-4-2 per i napoletani con la coppia d’attacco da 20 gol in campionato Del Sorbo-Sorrentino a cercare di scardinare la retroguardia biancoazzurra. Fasi iniziali di studio, poche le occasioni, poi il Marino trova lo spunto al 15’ che vale il vantaggio: Angelilli sfonda sulla sinistra, entra in area e lascia partire un diagonale sul secondo palo che D’Agostino vede entrare nella sua porta. Tutto sembra in discesa per il Marino ma il Pomigliano è avversario tosto e ben disposto in campo in grado di creare pericoli e soluzioni offensive di alto spessore. Sale in cattedra Sibilli, il napoletano prende in mano le redini del centrocampo e per i locali affiorano le prime difficoltà. Alla mezz’ora Del Sorbo sciupa di testa da favorevole posizione, ma l’occasione per chiudere la partita capita al Marino con Quadrini, che raccoglie un cross dalla destra di De Cristofaro calciando incredibilmente in curva a porta spalancata. Sarebbe stata una vera e propria mazzata per il Pomigliano, che continua a crederci alla ricerca del pareggio. Che arriva proprio allo scadere del recupero. Qui un giallo. L’arbitro Mei concede due minuti di recupero, al momento di fischiare la pausa comanda una punizione dal limite per gli ospiti. Si va addirittura oltre il 48’: Sibilli, uno specialista, calcia sul primo palo, la barriera marinese si apre, e per Manfredonia non c’è nulla da fare. Proteste dei giocatori di casa al rientro negli spogliatoi. Ripresa al piccolo trotto. All’11’ Fanasca offre un assist su punizione a Paolacci che non trova la porta; replica ospite con il neo entrato D’Imporzano, che impegna Manfredonia. Al 24’ ancora uno spunto interessante di Sibilli, che fa tutto da solo e prova un diagonale, troppo largo. La stanchezza comincia a farsi sentire. Nel Marino si fa male Amendola, costretto ad uscire, al suo posto il terzino Corsini, con Seck che sale sulla linea dei centrocampisti. Esce anche Quadrini, leggermente in ombra, in campo Pippi per dare più peso in attacco. Minuti finali concitati. Il Marino va vicino al 2-1 con il solito Angelilli che, invece di calciare con il destro, preferisce colpire di testa, consegnando debolmente il pallone tra le braccia di D’Agostino. Dall’altra parte è Del Sorbo che non trova la porta a due passi da Manfredonia. Si va ai tempi supplementari. Verriola decide per un doppio cambio, che si rivelerà decisivo. Il Pomigliano deve a tutti i costi segnare, il pareggio lo tirerebbe fuori dai play-off, per il Marino la possibilità di reggere per altri 30 minuti comincia a prendere forma nella testa dei giocatori. I napoletani sanno di dover rischiare, lo fanno, a costo di subire il gol, ma alla fine i loro sforzi vengono premiati. Un generoso Pippi le prova tutte, è bravo D’Agostino, gli fa eco Angelilli, ma la sua conclusione è troppo debole per impensierire il portiere campano. Ed ecco quello che non t’aspetti. Da un calcio d’angolo svetta più in alto di tutti la testa di un giocatore del Pomigliano, il pallone sbatte sull’incrocio dei pali e ricade a terra raccolto da Auricchio, che è il più lesto di tutti a depositarlo in fondo al sacco. Secondo tempo supplementare all’arma bianca per i giocatori del Marino, molto generosi, a volte anche imprecisi, ma comunque lodevoli dal punto di vista dell’impegno e della volontà. È un assedio per i 15 minuti finali alla porta di D’Agostino, che correrà non molti rischi a dire il vero, gli unici glieli procura Paolacci, un gladiatore fino alla fine, che diventa attaccante aggiunto, provando a buttarla dentro senza però riuscirci. A fine partita il rammarico è tanto, il pubblico applaude, i giocatori del Marino rispondono sotto la curva, ormai è finita, ma le emozioni, quelle, non smetteranno mai di riecheggiare nei cuori di chi le ha vissute. E questo grazie a un gruppo chiamato Città di Marino, dai mister, ai giocatori, al team manager, ai dirigenti, allo staff tecnico e a tutti quei magnifici tifosi che non hanno mai smesso un secondo di crederci. Grazie di tutto.
Fonte sito ufficiale A.S.D. Città di Marino Calcio
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